appuntiAPPUNTI 2006

Battaglia di servizi

di Donata Gottardi (Newsletter PSE, 15 settembre 2006)
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La commissione economica del Parlamento europeo ha gettato le basi per un intervento sui Servizi di interesse generale. Cosa sono i servizi di interesse generale? In Italia li chiameremmo servizi pubblici, nel senso di servizi rivolti al pubblico.

Il tema dei servizi di interesse generale è complesso e delicato, sotto tantissimi aspetti. Innanzitutto, a livello di fonti europee, il Trattato parla solo di Servizi di interesse economico generale e non è del tutto chiara quale sia la linea di confine tra i primi (i SIG) e i secondi (i SIEG), né se i secondi sono un sottoinsieme dei primi. Anche perché chiedersi quali siano i servizi non economici rischia di portarci fuori strada, non essendoci nessun fenomeno estraneo all’economia. Si dovrebbe invece parlare di servizi pubblici essenziali e distinguere tra attività istituzionali ed attività accessorie, oltre che sulle modalità trasparenti e corrette per il loro affidamento all’esterno.

In Europa, sono numerosi i provvedimenti che riguardano i servizi. Il solo elenco fa tremare i polsi, per importanza, densità, diffusione. Da un lato, a livello più generale, sta per arrivare in seconda lettura in Parlamento la direttiva servizi (ex Bolkestein), che ha come espresso obiettivo quello di agevolare la libera circolazione nel mercato interno dei servizi e dei lavoratori, mantenendo elevato il livello della loro qualità. Dall’altro, si pensa di proseguire sulla strada delle direttive settoriali, come quelle sui servizi sociali e sanitari (dalla scuola agli ospedali); alle partnership tra società pubbliche e società private (appalti, concessioni, società miste); alla liberalizzazione dei servizi professionali, affiancando un percorso di riforma che si è aperto da poco nel nostro Paese grazie al primo atto – simbolico – del nuovo governo (la cosiddetta "legge Bersani").

Sui servizi di interesse generale il partito del PSE ha poco tempo fa presentato una proposta sui servizi pubblici di qualità e accessibili a tutti, come cuore di una visione dell’Europa delle cittadine e dei cittadini. Ed è anche da questa proposta che si è partiti per ottenere una direttiva quadro, che sarà utile alle persone, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni, alle autorità locali e agli Stati stessi. Questi ultimi potranno contare su un quadro certo di riferimento, evitando condanne da parte della Corte di giustizia europea, la sola in questo momento a costruire regole che, come tutte le volte che provengono dalla magistratura, non possono che essere il prodotto instabile di singoli casi, rischiando di aumentare anziché diminuire incertezza e confusione su un tema strategico per il benessere della società.

Il voto favorevole è stato raggiunto in commissione dopo una faticosa opera di mediazione da parte del relatore, che si è trovato a fronteggiare un'opposizione particolarmente tenace da parte del PPE ed che è riuscito a costruire emendamenti di compromesso su tutti i punti della sua relazione. Il documento, nel gioco di pesi e contrappesi tipico di ogni negoziato di compromesso, rischia, è vero, di risultare ridondante, in alcuni punti contraddittorio, eccessivamente dettagliato in alcune parti, troppo rinunciatario su altre. Sceglie una delle due possibili strade: rinuncia a creare un documento di principi, focalizzato su nozione e criteri e rinvia alla competenza della Commissione la costruzione del quadro legislativo. Rinvia, invece, alla Commissione la stessa elaborazione della nozione di SIG e di SIEG, compresa la distinzione tra i due ambiti, senza chiarire, come a me parrebbe preferibile, che il secondo è una parte del primo. E rinvia agli Stati membri e alle autorità locali, decisioni che sembrano travalicare quelle operative e attuative.

Detto questo, sono elevate le difficoltà intrinseche della materia, comprese quelle che attengono alla stessa nozione di servizi di interesse generale, oltre alle forti resistenze incontrate dai gruppi parlamentari, PPE in testa. Va, inoltre, riconosciuta la presenza nel testo presentato dal relatore di numerosi elementi positivi, di utili indicazioni operative e di invalicabili vincoli. Ci sarà tempo e modo di intervenire, una volta aperto il percorso istituzionale, aprendo la possibilità di ottenere un quadro giuridico importante per tutti i soggetti coinvolti e per le cittadine e i cittadini europei, utenti e non di questi servizi.