APPUNTI 2006
Intervento di Donata Gottardi in Sessione Plenaria su Libere professioni
Bruxelles, 11 ottobre 2006

Donata Gottardi, a nome del gruppo PSE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le professioni liberali costituiscono uno degli ambiti di eccellenza nelle prestazioni di servizi. Nella maggior parte dei paesi europei, anche se non in tutti, la regolamentazione di base risale alla codificazione in materia di diritto civile dei contratti. Così è ovviamente e soprattutto nei paesi di civil law. Nel tempo le professioni liberali sono diventate il fiore all'occhiello della società civile ma spesso anche luogo di conservazione e chiusura, rischiando di perdere lo smalto della qualità pur di mantenere privilegi. Si è così creata, in alcuni paesi e in alcuni ambiti, una casta chiusa, e spesso inaccessibile sulla base del merito, bastando troppo spesso e sempre più spesso la linea ereditaria.
Il Parlamento europeo, mai come quest'anno, chiamato a interrogarsi sul tema dei servizi nel mercato interno, con il voto di domani sulla relazione sulla concorrenza nei servizi professionali, mette le basi per trovare il punto di equilibrio tra aperture da un lato alla concorrenza, e quindi liberalizzazione dell'accesso, con particolare attenzione ai giovani al termine del periodo di formazione, e salvaguardia dall'altro della qualità del servizio, anche a protezione delle cittadine e dei cittadini europei. Pone altresì le basi per la definizione di un quadro normativo di riferimento, con individuazione di punti critici da rimuovere, di principi da rispettare e di percorsi di consultazione di verifica da seguire, quadro normativo all'interno del quale lasciare gli Stati membri liberi di assumere decisioni, nel totale rispetto del principio di sussidiarietà che è stato anche qui prima evocato. Il testo è il risultato del lavoro costruttivo delle diverse forze politiche. Ringrazio il relatore per la concreta disponibilità a discutere e ad accogliere la maggior parte degli emendamenti, molti dei quali presentati da noi socialisti.
Il Parlamento sta assumendo una posizione chiara nell'ambito dei servizi: la volontà di rimuovere progressivamente le barriere e gli ostacoli regolamentari, finalizzata non tanto a seguire posizioni acritiche e qualunquiste di insofferenza verso lacci e lacciuoli, di smantellamento dell'esistente, quanto a favorire quella concorrenza positiva e quell'apertura alla trasparenza e all'innovazione che è elemento fondamentale di crescita economica sostenibile e di protezione dei consumatori. Regolamentazione e autoregolamentazione nell'ambito dei servizi professionali devono essere coerenti con la strategia di Lisbona, in particolare con la protezione dell'interesse generale e non devono produrre effetti discriminatori, con particolare attenzione alle discriminazioni di razza, di origine etnica, di nazionalità e di genere.
In questa direzione vanno le indicazioni contenute nella relazione: la promozione dei codici di condotta, con un ruolo decisivo assegnato a tutti gli stakeholder, anche mediante le associazioni di rappresentanza; l'importanza attribuita alla rimozione dei divieti di pubblicità, intesa come autentico servizio di informazione per i consumatori, in particolare rispetto alla natura e al costo del servizio; il sostegno alla creazione di servizi interprofessionali e multidisciplinari per facilitare innovazione e competitività in un mondo sempre più complesso; l'attenzione a creare condizioni di fluida integrazione tra sistema informativo universitario ed esercizio delle professioni.
Auspico il sostegno all'emendamento che presentiamo in Aula che chiede agli Stati membri di superare il sistema delle tariffe fisse o minime e il divieto di contrattare i compensi legati al risultato raggiunto, laddove costituiscano ostacoli alla qualità dei servizi e alla concorrenza. Ritengo che la strada sia ancora lunga e che gli Stati membri debbano trovare al loro interno la migliore combinazione possibile tra rispetto della tradizione e sviluppo innovativo dei servizi professionali, fattore fondamentale di sviluppo del sistema produttivo e di quella economia sociale di mercato, che caratterizza l'Europa nel mondo globalizzato.




