appuntiAPPUNTI 2007

Si può parlare di sessualità senza pregiudizi?

di Donata Gottardi (Il Riformista, 2 febbraio 2007)
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Come europarlamentare passo la maggior parte del mio tempo tra Strasburgo e Bruxelles e … in viaggio. E’ un’occasione di allenamento al confronto.

Quando arrivo in Belgio un appuntamento che non manco più è con il quotidiano nazionale Le soir, di agevole lettura e formato, diviso in fascicoli (oltre a quello principale, in genere di 16  pagine bene illustrate, lo sport e la cultura).

Mi capita spesso di trovare notizie, soprattutto di politica estera, introvabili nella stampa italiana. In questi giorni una nuova sorpresa: un breve articolo, pubblicato il 29 gennaio, che parla di omosessualità senza fobie e che soprattutto spiega quanto essere ‘omo’ o ‘etero’ possa cambiare durante le fasi dell’esistenza di ciascuna e ciascuno di noi.

Chi si occupa di discriminazioni lo sa: molte sono legate all’evoluzione personale, ai cambiamenti - alcuni inevitabili, come l’età, altri possibili, come l’orientamento sessuale - nel percorso di vita. Chi se ne occupa sa anche che spesso ci si trova di fronte a una spirale crescente, ogni discriminazione aprendo ulteriori discriminazioni, così come purtroppo sa che i divieti normativi sembrano scritti sulla sabbia. La strada finora seguita nel nostro Paese per la discriminazione basata sull’orientamento sessuale è paradossale: da fattore da proteggere a fattore da demonizzare.

Quello che mi ha stupita nell’articolo pubblicato sul quotidiano belga è il modo semplice e diretto di affrontare un tema che da noi continua a rimanere angosciosamente legato a pregiudizi e a schizofrenia. Basta la lettura per rendersene conto.

“Da sempre, uomini e donne hanno avuto un orientamento omosessuale. Nell’antichità greco-romana, l’omosessualità maschile era legata alla virilità. I matrimoni omosessuali sono continuai nell’impero romano divenuto cristiano. Nel medioevo, era più facile che a baciarsi sulla bocca fossero gli uomini che non tra uomini e donne. Nel rinascimento, le donne si sposavano tra di loro … ‘Allo stato attuale delle ricerche, osserva lo psichiatra Stéphane Clerget, non si può parlare di spiegazione genetica dell’orientamento sessuale. Entrerebbe in contraddizione con il fatto che molte persone cambiano orientamento sessuale nel corso della loro esistenza e che il desiderio eterosessuale non ha antinomie con il desiderio omosessuale. L’orientamento sessuale non è inciso sul marmo dei geni. Cambia sotto l’influenza dell’ambiente’ … ‘La sessualità non è guidata da un istinto preprogrammato. E’ legata alla libertà. La sessualità umana non è la semplice risposta all’induzione alla riproduzione. E’ la ricerca del piacere e del benessere fisico e morale, di cui l’amore è spesso la traduzione, che la guida’. Il modello parentale e quello delle coppie vicine, il discorso familiare e il contesto sociale agiscono sui comportamenti dei bambini. L’influenza dei genitori inizia prima della nascita. Si esprime, coscientemente o meno, con i principi educativi o i desideri sul futuro dei propri figli. Ma non essendo pasta da modellare, il figlio sceglierà da solo la sua identità sessuale. E’ durante l’adolescenza che la maggioranza degli omosessuali prendono coscienza della natura del loro desiderio”.

Tutto qui. Niente di più, niente di meno. Non so in quanti altri giornali europei sia stato dato spazio alla pubblicazione di questo ricercatore clinico francese (Come si diventa omo o etero?, ed. JC Lattes, 18 euro). Mi ha però colpita non solo il contenuto, ma anche la forma della presentazione: chiara, semplice, sintetica, diretta, senza amletici dubbi e barocche ricostruzioni.

La sensazione di molti di noi è che la società italiana sia molto più aperta di quanto appaia. Forse anche la stampa potrebbe esserne consapevole.