appuntiAPPUNTI 2007

Le finanze pubbliche europee e il tesoretto italiano

Dichiarazione dell'on. Donata Gottardi (PSE)
Strasburgo, 26 aprile 2007
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Nell'adottare la relazione del deputato Lauk (popolare tedesco) sulla situazione delle "Finanze pubbliche - 2006", il Parlamento europeo ha maldestramente approvato anche un emendamento liberale che chiede di "rendere incostituzionale il debito pubblico entro il 2015 per quei paesi che hanno un indebitamento insostenibile" (quindi al di sopra del 60% secondo i parametri di Maastricht e del Patto di stabilità).

Questa posizione del PE, che sembra avere destinatari precisi - Italia in testa - entra a gamba tesa nel dibattito italiano sulla destinazione delle risorse recuperate dalla tassazione, quello che, con un termine orripilante, é definito "tesoretto". Si confrontano due visioni dell'importanza di avere, nei Paesi dell'Unione, finanze pubbliche sostenibili: come fine in sé o come strumento per la realizzazione del modello sociale europeo, fatto di innovazione, competitività, coesione sociale, sostenibilità ambientale ed energetica. Noi pensiamo che il Patto di stabilità e crescita non possa essere considerato come l'unico strumento per il coordinamento delle politiche economiche nell'Unione europea ma uno strumento da combinare con altri, come gli orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione, nel senso di Lisbona e con l'obiettivo del coordinamento politico ed economico dell'area euro.

E' comunque chiaro che sia pure in un periodo di tempo non breve il nostro paese dovrà affrontare il nodo chiave del debito pubblico.