rassegna stampa donata gottardiAPPUNTI 2007

Il partito democratico che vogliamo
Appello alle donne venete

Donne del PD Veneto, 5 settembre 2007
nastro separatore

Il partito democratico sta nascendo come partito di donne e di uomini. Siamo orgogliose di partecipare a questo processo, fonte di cambiamento condiviso e radicale: quello della presenza    paritaria di donne e uomini, nelle liste, tra i capilista, nei luoghi di direzione.

Tutto ciò non per negare le differenze, ma anzi per porle alla base della costruzione del partito nuovo che vogliamo.

Anche per questo diventa entusiasmante ed emozionante partecipare a questo storico evento.

Il partito democratico sarà davvero un partito nuovo, perché composto e diretto – novità assoluta nel panorama italiano – da donne e uomini. E’ un cambiamento atteso, voluto e dirompente. E’ una meta che ha il buon sapore della democrazia e che pone le condizioni del ricambio della classe dirigente del paese. Importante perché realizzata grazie alla forza della alleanza delle donne, che hanno chiesto e ottenuto la condivisione degli uomini.

Ma questo è solo l’inizio di un percorso. Abbiamo aperto la porta, ora dobbiamo lucidamente vigilare ai cancelli, a tutti i livelli, in particolare nei singoli territori.

Le donne ci sono. Nessuna asseconderà i timori maschili che, invocando una presunta mancanza di candidature femminili, cercheranno di scegliere secondo vecchi modelli paternalistici.

Le donne vogliono entrare e mettere a disposizione le loro competenze. Entreranno, non a tutte le condizioni, non senza una attenzione ai tempi e senza la concretezza della discussione sui contenuti, sulle culture e le scelte politiche.

Oggi si tratta di cogliere questa occasione di democrazia e di farla crescere e sviluppare. Siamo consapevoli che dipenderà da noi fare in modo che la regola diventi sostanza, che apra spazi a nuove energie e a nuove modalità della politica. Ora occorre dedicare attenzione politica al governo di questo processo.

Parteciperemo e vigileremo da subito a partire dai programmi, dalla compilazione delle liste sino al voto per l’assemblea nazionale e regionale. Tutte le regole vanno rispettate e occorre che si sia un numero adeguato di donne tra i segretari regionali del Partito democratico.

Abbiamo una responsabilità in più, che è quella di aver aperto una fase nuova della politica. Dobbiamo farcene carico fino in fondo. Con la consapevolezza che questo paese e che questo territorio possono cambiare, e che le donne sono il motore di questo cambiamento.

Facciamo chiarezza anche su un punto sul quale rischiamo travisamenti. La candidatura di una donna alla segreteria nazionale del partito nuovo è il frutto maturo dell’alleanza e di una rete tra donne. Inoltre è altrettanto importante che altre donne di pari valore si siano esposte e si stiano esponendo a livello nazionale e nei territori, valorizzando così tutta la forza delle varie e molteplici reti di donne. E’ soprattutto questa molteplicità che ci rappresenta. Ed è per questo che ora le donne – e gli uomini -  ancora più di prima, sono libere e liberi di scegliere. La garanzia della presenza paritaria anche  negli organismi dirigenti è stata ottenuta e da qui non si torna più indietro. A venire in campo sono le opzioni politiche. Soprattutto quelle che riguardano la politica nel terreno più accidentato e quasi sconosciuto della identità e dei valori, della libertà delle persone e della convivenza civile, delle garanzie democratiche a partire da quella della laicità  dello Stato.