attivita' 2007
Flessicurezza
Intervento in aula di Donata GOTTARDI, Bruxelles, 28 novembre 2007

Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, ringrazio anch'io il relatore per il lavoro svolto, per di più in così poco tempo.
Anch'io penso che una parola è una parola. La flexicurity non è una politica buona o cattiva in sé. Non è nemmeno una singola politica, ma un insieme di azioni combinate ed equilibrate. Dipende da come sono progettate e dipende da come sono applicate.
Normalmente si ritiene che sia una strategia volta a rendere più flessibile il mercato del lavoro e a compensare, con sostegni economici e formativi, il passaggio da un posto di lavoro all'altro. Una visione tutto sommato difensiva, di contenimento del danno, mentre quello di cui abbiamo bisogno è rilancio, innovazione e qualità.
Se proviamo a declinare la flexicurity al femminile, possiamo trovare una corretta chiave d'ingresso. Intanto abbiamo la possibilità di rilevare che sono le donne le principali destinatarie dei lavori più precari e instabili. E poi, nello stesso tempo, scoprire tutte le potenzialità positive di una strategia, se intendiamo la flessibilità non come precarietà, ma come organizzazione flessibile del lavoro e dei tempi per incontrare le esigenze delle persone.
E se intendiamo la sicurezza non solo come indennità di formazione, ma anche come accompagnamento delle diverse attività e scelte durante la vita delle persone, ecco che si entra nella prospettiva propositiva e innovativa, rivolta al futuro e non vecchie ricette del passato.




