INTERROGAZIONI Pe 2007
Collegamento viario Affi/Pai - Regione Veneto
Interrogazione scritta di Donata Gottardi (30 novembre 2007)

Con la presente interrogazione si intende richiamare l'attenzione della Commissione sul progetto di collegamento viario Affi-Pai, in provincia di Verona, previsto dalla Giunta Regionale della Regione Veneto con la delibera n. 2080 del 1/07/2007.
Si tratta della progettazione e costruzione di un sistema di collegamento viario a pedaggio tra l'Autostrada A 22 "Autobrennero" e la S.R. 249 "Gardesana Orientale" (strada Castelnuovo-Affi-Pai) - la cui lunghezza è di circa 28 km ed il cui costo è circa di 250 milioni di euro - da effettuare attraverso il project financing.
Si vuole attirare l'attenzione sul fatto che sull'area su cui dovrebbe realizzarsi questo collegamento viario, che coinvolge 9 comuni, sorgono numerosissimi SIC: Bardolino SIC IT 3210007, Caprino Veronese SIC IT 3210039 e SIC IT 3210041, Castelnuovo del Garda SIC IT 3210018, Cavaion Veronese SIC IT 3210043, Costermano SIC IT 3210007, Lazise SIC IT 3210018, San Zeno di Montagna SIC IT 3210004 e SIC IT 3210039 e Torri del Benaco SIC IT 3210004 e SIC IT 3210007.
Si fa altresì presente che la gran parte delle amministrazioni comunali, delle associazione ambientali e dei cittadini interessati da questo collegamento viario si dichiarano contrari alla realizzazione dell'opera dati i rischi ambientali connessi.
Non ritiene la Commissione che la Giunta della Regione Veneto, per la progettazione e costruzione di tale collegamento viario, debba necessariamente predisporre una valutazione di impatto ambientale secondo la direttiva 85/337 CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale per progetti pubblici e privati (dir. VIA come modificata dalla dir. 97/11/CE e dalla dir 2003/35/CE)?
Non pensa la Commissione che la Regione Veneto debba garantire la protezione e la sopravvivenza dei SIC esistenti nella provincia di Verona che verrebbero inevitabilmente danneggiati dalla costruzione di questo collegamento viario?
Risposta data dal signor Dimas a nome della Commissione
(28 gennaio 2008)

Il progetto cui si riferisce l'onorevole parlamentare rientra nel campo di applicazione della direttiva 85/337/CEE modificata, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, nota anche come "direttiva VIA" (Valutazione d'Impatto Ambientale). La costruzione di autostrade e vie di rapida comunicazione figura nell'allegato I di detta direttiva tra i progetti che devono essere obbligatoriamente sottoposti a VIA prima che sia dato il nulla osta alla realizzazione. Tutti gli altri progetti stradali ricadono nell'allegato II della direttiva VIA, per cui gli Stati membri devono determinare (nell'ambito di una procedura denominata di "selezione") se possano avere un notevole impatto ambientale. In caso affermativo occorre svolgere una VIA.
La Regione Veneto è inoltre tenuta a proteggere e tutelare i siti d'interesse comunitario (SIC) esistenti sul suo territorio a norma della direttiva 92/43/CEE del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche ("direttiva Habitat"). L'articolo 6 della direttiva Habitat prevede misure di salvaguardia intese ad assicurare che i progetti che potrebbero avere un impatto significativo sui siti Natura 2000 formino oggetto di una procedura di valutazione. I paragrafi 3 e 4 dell'articolo 6 fanno espresso riferimento alla valutazione richiesta per qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative sul sito stesso. Possono essere anche proposte soluzioni alternative, misure di attenuazione dei rischi e/o misure compensative per garantire che sia tutelata la coerenza globale di Natura 2000. Per ulteriori informazioni sull'applicazione delle suddette disposizioni è utile riferirsi al documento orientativo della Commissione "Valutazione di piani e progetti con un'incidenza significativa sui siti Natura 2000 – Guida metodologica alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafi 3 e 4, della direttiva 92/43/CEE (direttiva Habitat)", disponibile su Internet .
Direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, GU L 175 del 5.7.1985.
Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, GU L 206 del 22.7.1992.
www.ec.europa.eu/environment/nature/...
Comunicato stampa: Dopo il voto
7 febbraio 2008

Siamo molto soddisfatti del risultato che tutti insieme abbiamo ottenuto e ringraziamo tutti coloro che, con il loro aiuto diretto o indiretto, hanno contribuito a questo epilogo.
I circa 10.000 cittadini che hanno sottoscritto la nostra petizione hanno dimostrato che la popolazione deve essere rispettata e che la sinergia tra cittadini, Sindaci, amministrazioni locali e associazioni ha dimostrato di funzionare.
Il Comitato continuerà nella sua azione di tutela del territorio, facendosi portavoce delle istanze che continuano a pervenire dai cittadini, e intende farlo sempre con la stessa modalità di collaborazione con tutti quanti perseguano lo stesso scopo, al di là di colorazioni politiche o appartenenze partitiche.
Ci auguriamo che la sensibilità dimostrata su questo specifico tema dalle Amministrazioni locali e la loro nuova volontà di lavorare insieme si confermi anche sulle mille altre scelte che si dovranno fare su tutta la pianificazione del territorio, non solo urbanistica. Ci spiace che la Provincia di Verona non abbia voluto prendere posizione a tutela del Lago di Garda e del suo entroterra, al di là di personali dichiarazioni di singoli assessori e consiglieri che ci hanno sempre sostenuto, e ci spiace anche che un emendamento di natura molto simile a quello votato ieri in Regione sia stato a suo tempo ingiustamente snobbato dal Consiglio Provinciale. A questo punto, comunque, anche la Provincia è tenuta a stralciare dalla propria programmazione l’ipotesi della Affi-Pai e confidiamo voglia provvedervi al più presto.
Senza l’emendamento presentato in regione da Verdi, CI, e RC e sottoscritto dalle altre forze AN, Lega UDC, PD (che ha raccolto le indicazioni presenti nelle mozioni precedentemente presentate) oggi ci staremo ancora chiedendo che cosa avrebbe deciso la Giunta Regionale, anche dopo il voto di una delle mozioni. Cosi siamo al sicuro, almeno da questa di sciagure, per le prossime ci organizzeremo.
Adesso bisogna guardare al progetto che metterà insieme le richieste dei Sindaci e vogliamo sperare che emerga un piano strutturato e funzionale a garantire una effettiva salvaguardia del territorio e della qualità della vita.
Crediamo che anche il Comitato, in quanto “portatore di pubblici interessi” come ha recentemente confermato il difensore civico regionale, debba trovare posto al tavolo di concertazione con i rappresentanti delle amministrazioni e delle altre categorie aventi diritto per la valutazione di un progetto che sia realmente utile e condiviso dalle tantissime persone che già nella serata di ieri ci hanno voluto ringraziare per aver contribuito in maniera determinante ad eliminare definitivamente dalla programmazione regionale una strada inutile e dannosa.




