INTERROGAZIONI Pe 2007
Matrimoni fra cittadini italiani e stranieri a Caravaggio
di Giusto Catania (GUE/NGL), Roberto Musacchio (GUE/NGL), Vittorio Agnoletto (GUE/NGL), Vincenzo Aita (GUE/NGL), Luisa Morgantini (GUE/NGL), Umberto Guidoni (GUE/NGL), Giovanni Berlinguer (PSE), Giulietto Chiesa (PSE), Claudio Fava (PSE), Pasqualina Napoletano (PSE), Monica Frassoni (Verts/ALE), Donata Gottardi (PSE), Alfonso Andria (ALDE), Donato Tommaso Veraldi (ALDE), Pier Antonio Panzeri (PSE), Gianni Pittella (PSE), Lapo Pistelli (ALDE), Andrea Losco (ALDE), Gianluca Susta (ALDE), Francesco Ferrari (ALDE), Nicola Zingaretti (PSE), Mauro Zani (PSE) e Luciana Sbarbati (ALDE)
(18 dicembre 2007)

Nei giorni scorsi, il comune di Caravaggio, in provincia di Bergamo, ha approvato una delibera per cui lo straniero che desidera sposarsi con un cittadino italiano nel suddetto Comune deve presentare, fra l'insieme dei documenti necessari, anche il permesso di soggiorno. La legge italiana non prevede che gli ufficiali di stato civile, responsabili delle pratiche matrimoniali, possano richiedere il permesso di soggiorno per le pubblicazioni di matrimonio.
Inoltre, la legge italiana in materia di matrimoni con stranieri impone una serie di requisiti fra cui il nulla-osta, documento che necessita la convalida da parte dell'ambasciata o consolato italiano nel paese d'origine, se la richiesta è fatta all'estero, oppure, se la richiesta è fatta in Italia, viene emessa dal consolato del Paese d'origine, con legalizzazione della firma del Console presso la Prefettura italiana competente.
La normativa italiana sul matrimonio prevede anche la possibilità del matrimonio per procura, e quindi non presuppone nemmeno sempre che entrambi sposi trovino nel territorio dello stato.
Le nuove disposizioni del Comune di Caravaggio impongono quindi ulteriori e inutili passaggi burocratici che ostacolano per i cittadini comunitari il diritto a sposarsi e a costituire una famiglia, come definito nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Non ritiene la Commissione europea che la delibera applicata indebitamente dall'autorità comunale di Caravaggio sia in contrasto con l'articolo 9 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea?
Risposta di Franco Frattini a nome della Commissione
(15 febbraio 2008)

In base alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, le condizioni per la celebrazione del matrimonio non devono restringere o ridurre il diritto di sposarsi in un modo o ad un grado che attenterebbero alla stessa sostanza del diritto .
Tuttavia, poiché il diritto sostanziale in materia di matrimonio rientra interamente nell'ambito delle competenze degli Stati membri e non riguarda la legislazione comunitaria, la Commissione non può approfondire nei dettagli la questione. Spetta perciò alle competenti autorità italiane valutare la decisione del comune di Caravaggio alla luce del diritto nazionale e della convenzione europea dei diritti dell'uomo e stabilire se essa attenti alla stessa sostanza del diritto di sposarsi e se possa essere giustificata come necessaria e commisurata all'interesse pubblico.




