INTERROGAZIONI 2008
Discriminazione nell'accesso dei minori stranieri agli asili nel Comune di Milano
Interrogazione scritta di Vittorio Agnoletto (GUE/NGL), Giusto Catania (GUE/NGL), Vincenzo Aita (GUE/NGL), Alfonso Andria (ALDE), Alessandro Battilocchio (PSE), Giulietto Chiesa (PSE), Luigi Cocilovo (ALDE), Beniamino Donnici (ALDE), Claudio Fava (PSE), Francesco Ferrari (ALDE), Donata Gottardi (PSE), Lilli Gruber (PSE), Umberto Guidoni (GUE/NGL), Sepp Kusstatscher (Verts/ALE), Vincenzo Lavarra (PSE), Pia Elda Locatelli (PSE), Andrea Losco (ALDE), Luisa Morgantini (GUE/NGL), Roberto Musacchio (GUE/NGL), Pasqualina Napoletano (PSE), Pier Antonio Panzeri (PSE), Lapo Pistelli (ALDE), Gianni Pittella (PSE), Vittorio Prodi (ALDE), Luciana Sbarbati (ALDE), Patrizia Toia (ALDE), Donato Tommaso Veraldi (ALDE), Mauro Zani (PSE), Giovanni Berlinguer (PSE), Monica Frassoni (Verts/ALE), Gianluca Susta (ALDE) e Marco Cappato (ALDE)
(10 gennaio 2008)

In contraddizione con il Decreto del Presidente della Repubblica, 394/99, che stabilisce il diritto di accesso dei minori stranieri al sistema educativo statale, indipendentemente dalla condizione giuridica delle loro famiglie, il Comune di Milano ha recentemente approvato una circolare che rivede in termini restrittivi i criteri di ammissione agli asili pubblici: ne sono esclusi i minori non in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità. Tale disposizione contraddice la prassi in vigore fino allo scorso anno, che prevedeva l'accettazione con "riserva" dei bambini privi di permesso di soggiorno.
Alla luce di quanto sopra, non ritiene la Commissione Europea la circolare approvata in contraddizione con l'articolo 24 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, specificamente dove afferma che "in tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o istituzioni private, l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente" nonché in contraddizione con lo spirito della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia del 1989, che ribadisce lo stesso concetto, integrando garanzie antidiscriminatorie, anche rispetto all'origine nazionale e razziale?
- Non ritiene la Commissione Europea che la circolare in questione rappresenti una violazione del diritto all'istruzione come definito all'art. 14 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, nonché all'articolo 28 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia?
- Come intende attivarsi la Commissione Europea presso le autorità italiane per garantire il rispetto del diritto comunitario?
Risposta di Jacques Barrot a nome della Commissione
(18 marzo 2008)
La Convenzione sui diritti del fanciullo e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea stabiliscono che l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente dalle pubbliche autorità.
Nel settore dell'asilo, gli strumenti comunitari prevedono il diritto di ogni minore, richiedente asilo o rifugiato, alla scolarizzazione e all'accesso all'istruzione, e si ribadisce chiaramente che gli Stati membri devono considerare preminente l'interesse superiore del bambino quando attuano le direttive in materia. In particolare, l'articolo 10 della direttiva sulle norme minime per l'accoglienza stabilisce che gli Stati membri consentono ai figli minori di richiedenti asilo e ai richiedenti asilo minori di accedere al sistema educativo a condizioni simili a quelle dei cittadini dello Stato membro ospitante, finché non sia concretamente eseguito un provvedimento di espulsione nei confronti loro o dei loro genitori. Fatta eccezione per la situazione summenzionata, l'accesso all'istruzione dei cittadini di paesi terzi che non soddisfano (o non soddisfano più) le condizioni per il soggiorno negli Stati membri non è stato ancora oggetto di armonizzazione a livello del diritto comunitario. La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente , ancora in fase di discussione in Consiglio e in Parlamento, si occupa della situazione di coloro che sono in posizione irregolare ma che non è (ancora) possibile allontanare. Le disposizioni della direttiva obbligano gli Stati membri a fissare norme minime sulle condizioni di soggiorno delle persone interessate, compreso l'accesso all'istruzione, rifacendosi alle disposizioni dell'articolo 10 della summenzionata direttiva sulle norme minime relative all’accoglienza. L'articolo 5 ribadisce inoltre il principio dell’interesse superiore del minore conformemente alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989.
La Commissione pubblicherà alla fine di aprile 2008 un Libro verde sull'istruzione e sulla migrazione regolare, che sottolinea il ruolo fondamentale dell'istruzione prescolastica per permettere ai bambini stranieri di acquisire le capacità linguistiche necessarie ad affrontare la scuola elementare.
La Commissione si metterà in contatto con le autorità italiane per ottenere maggiori informazioni, dato che il contenuto della circolare adottata dal comune di Milano non le è noto.




