DOCUMENTAZIONE 2008
Risoluzione del Parlamento europeo del 20 febbraio 2008 sul contributo al Consiglio di primavera 2008 in relazione alla strategia di Lisbona

Il Parlamento europeo,
– visto il pacchetto strategico della Commissione per la strategia di Lisbona, comprendente la relazione strategica sulla strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione: il nuovo ciclo (2008-2010), la valutazione dei programmi nazionali di riforma e gli orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione (2008-2010) definiti nella sua comunicazione al Consiglio europeo di primavera (COM(2007)0803), e la comunicazione della Commissione su una Proposta di programma comunitario di Lisbona 2008-2010 (COM(2007)0804),
– vista la comunicazione della Commissione "L'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione" (COM(2007)0581),
– vista la comunicazione della Commissione sull'attuazione, da parte degli Stati membri e delle regioni, della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione attraverso la politica di coesione dell'UE, 2007-2013 (COM(2007)0798),
– visti i 27 programmi nazionali di riforma di Lisbona (PNR) per il 2005-2008 presentati dagli Stati membri,
– viste le conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo 2000, 23 e 24 marzo 2001, 22 e 23 marzo 2005, 23 e 24 marzo 2006 e 8 e 9 marzo 2007, nonché il risultato delle discussioni al Consiglio europeo informale del 27 ottobre 2005,
– vista la sua risoluzione del 15 novembre 2007 sull'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione ,
– visto il quarto incontro interparlamentare svoltosi a Bruxelles l'11 e 12 febbraio 2008;
– visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che la Commissione ha promesso di tenere pienamente conto delle opinioni espresse dal Parlamento nelle sue risoluzioni concernenti la strategia di Lisbona, in particolare la sua risoluzione sulla globalizzazione del 15 novembre 2007,
B. considerando che il Parlamento, nelle sue precedenti risoluzioni, ha espresso forte sostegno alla strategia di Lisbona ed ha accolto con particolare favore la nuova impostazione incentrata sulla strategia per la crescita e l'occupazione,
C. considerando che vi è una forte interrelazione fra crescita economica, occupazione, contrasto alla povertà e inclusione sociale,
D. considerando che l'Unione europea e gli Stati membri condividono la responsabilità di rispondere alle sfide e alle opportunità della globalizzazione e alle incertezze dei cittadini riguardo ad essa; considerando che l'Unione europea deve assumersi la sua responsabilità politica di attore globale, contribuendo a raggiungere e a plasmare uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta nell'era della globalizzazione, in modo che la gente ovunque possa sfruttare le opportunità che la globalizzazione offre,
E. considerando che il mercato interno è uno strumento importante ed efficiente per costruire un'economia dinamica e competitiva basata sulla conoscenza e rafforzare la posizione competitiva dell'Europa nel mercato globale al fine di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini,
F. considerando che la presente risoluzione, in conformità del mandato del gruppo di coordinamento del Parlamento sulla strategia di Lisbona e nel rispetto delle competenze delle altre commissioni del Parlamento, non si occuperà dei dettagli relativi alla legislazione in vigore e al processo di consultazione,
Considerazioni generali
1. sottolinea ancora una volta l'importanza di una vigorosa attuazione della strategia di Lisbona, ponendo l'accento sull'interdipendenza del progresso economico, sociale e ambientale ai fini della creazione di un'economia sostenibile dinamica e innovativa;
2. ritiene che lo sviluppo economico e la prosperità futura in Europa dipendano da come si potranno creare condizioni migliori per la crescita sostenibile e la creazione di occupazione e da come si potrà rispondere alle opportunità e sfide che emergono dalla globalizzazione, dai cambiamenti demografici e dalle minacce ambientali globali; lo strumento comune dell'Unione europea è rappresentato dalla strategia di Lisbona rinnovata e dagli orientamenti integrati;
3. ritiene che, al fine di garantire il successo della strategia di Lisbona rinnovata, è anche necessario potenziare la crescita dell'Europa e superare l'insufficienza della domanda interna, il che deve essere conseguito attraverso l'incremento dei redditi connesso allo sviluppo della produttività e dell'occupazione;
4. riconosce che molte sfide attendono l'Unione europea nel prossimo periodo: una popolazione che comincerà a diminuire intorno all'anno 2020, l'accresciuta pressione economica della concorrenza mondiale, l'aumento dei prezzi dell'energia, i cambiamenti climatici e gli squilibri sociali; ritiene che l'Europa debba rispondere a queste sfide col giusto mix di politiche;
5. osserva che la strategia di Lisbona si sta sviluppando in modo positivo; osserva anche, tuttavia, che vi sono ancora carenze nella sua attuazione e manca un'adeguata comprensione del fatto che il processo europeo di sviluppo verso maggiore crescita, creazione di occupazione, sufficiente sicurezza sociale e adeguata protezione ambientale non è ancora a prova di crisi;
6. sottolinea che, in qualità di maggiore esportatore e importatore mondiale di beni, di maggiore esportatore di servizi e di secondo luogo di destinazione e di origine di investimenti diretti esteri, l'Unione europea è uno dei principali beneficiari dell'apertura dell'economia mondiale; ritiene che, in quanto tale, l'Unione europea abbia la grande responsabilità di affrontare i problemi globali;
7. si compiace della dimensione globale del processo di Lisbona e osserva che la strategia di Lisbona rappresenta una risposta europea alle opportunità e ai rischi inerenti alla globalizzazione; a tale riguardo pone l'accento in modo particolare sull'importanza della cooperazione transatlantica nonché sul miglioramento della cooperazione con altri protagonisti quali Cina, India, Brasile ed altre aree economiche del mondo;
8. chiede norme e pratiche concordate nell'ambito del commercio mondiale, che siano compatibili con gli obiettivi di sviluppo del Millennio e la responsabilità della guida nella lotta contro il cambiamento climatico e nella promozione della salute;chiede, in linea di principio, che siano adottate misure per combattere il protezionismo, sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea; chiede collaborazione e un leale approccio nel quadro del ciclo negoziale di Doha;
9. sottolinea il valore innegabile di una coerente politica di stabilità e di crescita e l'importanza della stabilità macroeconomica quale fonte di quella fiducia che rappresenta la base per la realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona; sottolinea che nell'interesse della stabilità macroeconomica, l'aumento della produttività deve essere accompagnato da una più equa ripartizione e dal rafforzamento della coesione sociale; ricorda a tale riguardo la richiesta che l'incremento dei redditi segua la crescita della produttività a medio termine;
10. sottolinea, come ha fatto la Commissione, che le economie degli Stati membri sono fortemente interdipendenti e che la necessità di un programma comune di riforme è più forte nell'area dell'euro;
11. ricorda quanto sia importante salvaguardare la stabilità dei mercati finanziari, e osserva che le recenti crisi "subprime" dimostrano la necessità che l'Unione europea metta a punto misure di vigilanza per rafforzare la trasparenza e la stabilità dei mercati finanziari e per proteggere meglio i clienti; chiede una valutazione degli attuali sistemi e strumenti di vigilanza prudenziale in Europa e insiste su una stretta consultazione con il Parlamento, che porti a formulare chiare raccomandazioni su come migliorare la stabilità del sistema finanziario e la sua capacità di fornire finanziamenti a lungo termine sicuri alle imprese europee;
12. sottolinea l'importanza della sussidiarietà per consentire agli Stati membri di adattare le politiche concordate in materia di sicurezza e flessibilità a specifiche pratiche e tradizioni proprie dei loro mercati nazionali del lavoro;
13. ricorda che la politica di coesione è un principio fondamentale dei trattati e uno strumento per realizzare gli obiettivi della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, e che fino al 75% dei finanziamenti della politica di coesione è indirizzato all'innovazione e agli obiettivi della strategia di Lisbona; ritiene che l'influenza della politica di coesione in generale, e dei fondi strutturali e di coesione in particolare, debba essere sfruttata per l'attuazione della strategia di Lisbona a livello regionale e che i risultati di questo processo debbano essere strettamente monitorati a livello regionale e locale; ritiene che l'attuale andamento economico favorevole dovrebbe spronare a compiere ulteriori riforme; sottolinea la necessità di esaminare l'effetto dell'attuazione della strategia di Lisbona a livello regionale, essendo il 2008 il primo anno in cui si possono valutare i risultati preliminari dell'esercizio di assegnazione ("earmarking exercise") della politica di coesione;
14. ritiene che la ricerca scientifica e tecnologica rappresenti uno degli elementi chiave della strategia di Lisbona; concorda sull'estrema importanza di dare impulso alla ricerca e allo sviluppo (R&S) e sul fatto che gli Stati membri dovrebbero adottare misure supplementari per realizzare i loro obiettivi di investimento in R&S per il 2010, indicando in che modo saranno conseguiti i rispettivi obiettivi nazionali di investimento in R&S per il 2010 e in che modo le loro strategie in materia di R&S contribuiranno a creare uno spazio europeo della ricerca; sottolinea che la necessaria trasformazione per arrivare a un'economia efficiente sotto il profilo energetico, a basse emissioni di carbonio e inoltre basata su fonti rinnovabili, attraverso lo sviluppo e l'attuazione di nuove tecnologie, creerà varie opportunità per l'Unione europea; rileva le immense opportunità offerte all'economia europea dallo sviluppo e dalla diffusione di nuove tecnologie e servizi che contribuiranno alla decarbonizzazione dell'economia globale; accoglie con favore, a tale riguardo, la proposta della Commissione di definire una "quinta libertà", la libertà di conoscenza, a completamento delle quattro libertà di circolazione di beni, servizi, persone e capitali, e di riunire le risorse di R&S dell'Unione europea e degli Stati membri al fine di garantire un loro utilizzo più efficace;
15. si compiace delle iniziative e degli investimenti recenti nei campi della politica industriale e della ricerca e, a tale riguardo, accoglie con favore la creazione dell'Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia e i recenti investimenti in Galileo come strumenti efficienti per accordare le esigenze dell'innovazione tecnologica con l'agenda di ricerca dell'industria; approva i programmi europei Global Navigation Satellite System (Galileo e European Geostationary Navigation Overlay Service) quali progetti chiave per l'Unione europea; sottolinea i meriti economici e pubblici di tali programmi, nonché i vantaggi dei nuovi servizi e mercati che essi offrono;
16. ritiene che le reti d'eccellenza siano necessarie per garantire la posizione di leader dell'Europa nei campi economici e tecnologici; ritiene che gli Stati membri e le regioni dovrebbero appoggiare lo sviluppo di poli d'eccellenza e misure volte ad incoraggiare la competizione e la cooperazione fra essi per promuovere ulteriormente la cultura dell'innovazione; ritiene che la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali e locali dovrebbero assumere ulteriori iniziative per sostenere attivamente una più stretta cooperazione fra autorità pubbliche, istituti di ricerca, università e industria;
17. sottolinea quanto sia importante che le imprese, i cittadini e le autorità in Europa concludano con successo la loro transizione verso l'era digitale e realizzino effettivamente la società e l'economia basate sulla conoscenza previste dalla strategia di Lisbona; chiede di potenziare la scienza e la tecnologia nella vita quotidiana dei cittadini e di promuovere una società della conoscenza inclusiva per tutti;
18. sollecita i governi degli Stati membri e le loro amministrazioni regionali, in quanto maggiori datori di lavoro, acquirenti e fornitori di servizi nel mercato interno, a guidare l'innovazione creando mercati pilota per prodotti e servizi innovativi;
19. osserva che le piccole e medie imprese (PMI) svolgono un ruolo cruciale nella creazione di nuovi posti di lavoro e nello sfruttamento delle nuove ricerche; appoggia fortemente la "legge per le piccole imprese" proposta dalla Commissione come veicolo per creare opportunità per le PMI ed incoraggiare la cultura del "pensare anzitutto in piccolo" nonché per definire un approccio strategico integrato per sviluppare il potenziale di crescita in ogni fase del ciclo di vita delle PMI;
20. mette in risalto il potenziale di aiuto che può essere dato alle PMI riducendo l'onere regolamentare che grava su di esse, migliorando il loro accesso agli appalti pubblici e sviluppando un regime più favorevole per il finanziamento e lo sfruttamento delle innovazioni;
21. riconosce che all'interno dell'Unione europea le tecnologie innovative devono tradursi più rapidamente in nuovi prodotti e servizi; appoggia pertanto la richiesta della Commissione di creare un "triangolo della conoscenza" costituito dalla ricerca, dall'istruzione e dall'innovazione; si attende investimenti più efficaci in nuove competenze, apprendimento permanente e sistemi moderni di istruzione e formazione;
22. si compiace che la Commissione abbia assunto l'impegno di ridurre l'onere della regolamentazione e punti ad una regolamentazione migliore, ed esorta gli Stati membri ad adottare analoghe misure senza mettere in pericolo i diritti di partecipazione dei cittadini e la protezione dei consumatori; si attende che il Consiglio e la Commissione tengano fede agli impegni assunti con l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" ; constata con profonda preoccupazione che recentemente diverse proposte legislative importanti della Commissione sono state avanzate senza previa valutazione dell'impatto o senza una valutazione appropriata degli effetti della legislazione precedente nello stesso settore;
23. sottolinea in questo contesto la necessità di una nuova impostazione complessiva della politica esterna e commerciale, che sia imperniata sull'obiettivo della convergenza mondiale delle norme, degli standard e della cooperazione regolamentare; sottolinea che l'Europa deve massimizzare il suo potenziale quale trampolino di lancio per l'ingresso delle imprese nei mercati globali e come polo d'attrazione per gli investitori; chiede inoltre che tutti gli accordi commerciali bilaterali o regionali che l'Unione europea sta negoziando includano disposizioni concretamente applicabili sull'attuazione delle norme fondamentali del lavoro e di altri aspetti del lavoro dignitoso nonché delle norme ambientali multilaterali;
24. ribadisce ancora una volta la propria convinzione che per creare una società capace di rispondere ai cambiamenti sarà cruciale il ruolo svolto da un modello più inclusivo di processo decisionale in economia; ricorda le conclusioni del Consiglio europeo di primavera 2005 in cui si sottolinea che un elevato livello di protezione sociale è d'importanza centrale per la strategia di Lisbona; ribadisce che è inaccettabile che vi siano persone che vivono al di sotto della soglia della povertà e in una posizione di esclusione sociale; ribadisce che tutti i cittadini europei dovrebbero avere accesso a un lavoro e a una vita dignitosi, anche dopo il pensionamento; appoggia l'ulteriore azione volta a rafforzare le politiche di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, in vista dell'adozione di un approccio complessivo per rinnovare lo slancio decisivo dato all'eliminazione della povertà entro il 2010 e per consentire a tutti i cittadini europei di avere accesso ai loro diritti fondamentali; sottolinea il valore giuridico vincolante dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea incorporata nel trattato di Lisbona; chiede che il Consiglio europeo di primavera 2008 s'impegni per un'agenda sociale ambiziosa che abbia un impatto concreto per quanto concerne i risultati della strategia di Lisbona;
25. ribadisce, in considerazione del fatto che la coesione sociale e territoriale è una delle componenti essenziali del mercato interno, l'importanza di rafforzare la fiducia dei cittadini, promuovendo obiettivi sociali e ambientali comuni agli Stati membri, quali ad esempio i posti di lavoro di qualità, le pari opportunità e la protezione della salute e dell'ambiente, pur nel rispetto della diversità culturale europea; invita la Commissione a garantire che l'Unione europea svolga la sua funzione protettiva in questi ambiti e a evitare la concorrenza regolamentare tra gli Stati membri;
26. ritiene necessaria un'ulteriore integrazione del settore dei trasporti nella strategia di Lisbona; chiede fermamente che nell'ambito degli orientamenti politici integrati si dia priorità al trasporto sostenibile, alla logistica e allo sviluppo delle reti transeuropee, e invita gli Stati membri ad assicurare che i piani nazionali che verranno presentati al prossimo Consiglio europeo della primavera 2008 rispecchino tali priorità;
Il mercato interno e le risposte strategiche alla globalizzazione
27. sottolinea che un mercato interno ben funzionante, una forza lavoro altamente qualificata,un'economia di mercato sociale ben equilibrata e la stabilità democratica siano il maggiore vantaggio competitivo per l'Europa; evidenzia che per gli investitori dei paesi terzi il mercato interno offre vantaggi quali la parità di condizioni e la libera circolazione, ma che l'ingresso al mercato interno dovrebbe essere accompagnato da un'analoga apertura agli investitori dell'Unione europea da parte dei paesi terzi con economie sviluppate ed emergenti; osserva che occorre inoltre creare le migliori condizioni generali per le imprese europee, fra cui una migliore regolamentazione, una buona governance, una concorrenza sana e libera, mercati dei capitali di rischio funzionanti e la commercializzazione dei risultati della ricerca e dell'innovazione;
28. sollecita gli Stati membri a mettere al centro delle loro politiche la competitività dell'Unione europea e a fare del completamento del mercato interno la loro prima priorità, specialmente attraverso l'effettiva applicazione, tempestiva e appropriata, delle direttive sul mercato interno e l'eliminazione delle barriere ingiustificate ai mercati nazionali; ricorda tuttavia che la creazione del mercato interno era basata sulla concorrenza, sulla cooperazione e sulla solidarietà, che rimangono principi fondamentali per il conseguimento di ulteriori risultati nel mercato interno del ventunesimo secolo; sottolinea che il mercato unico deve essere sviluppato attraverso regole di concorrenza leale, il buon funzionamento dei sistemi fiscali e di protezione sociale, nonché un elevato livello di protezione dei consumatori;
29. sottolinea l'urgente necessità di completare il mercato interno e di compiere le necessarie riforme; invita gli Stati membri ad approvare le restanti misure necessarie per creare un mercato interno dei servizi, inclusi i servizi finanziari, e per garantire che le loro autorità nazionali di regolamentazione incoraggino nuovi fornitori e nuovi prodotti, garantendo nel contempo parità di condizioni e un'adeguata trasparenza e certezza giuridica degli interessi dei singoli investitori; ritiene che le nuove iniziative politiche mirate a completare il mercato interno dovrebbero tenere maggiormente conto di un'analisi del loro impatto sui diversi mercati e settori economici, nonché sull'ambiente e sulla sfera sociale;
30. sottolinea la necessità di un adeguato livello di protezione dei diritti di proprietà intellettuale e appoggia l'iniziativa tendente a creare un sistema di brevetti che unisca costi accessibili, sicurezza ed efficienza, il quale fornirebbe incentivi agli investimenti e agli sforzi di ricerca e favorirebbe la capacità d'innovazione, in particolare per le PMI; sollecita le tre istituzioni a lavorare insieme per raggiungere un consenso politico su un reale miglioramento del sistema dei brevetti, che consenta ai cittadini di usufruire di nuovi prodotti e servizi a prezzi accessibili;
31. osserva che gli strumenti basati sul mercato comprendono un'ampia gamma di strumenti d'intervento che sono sempre più utilizzati per conseguire obiettivi ambientali; ritiene che strumenti basati sul mercato quali imposte, oneri e scambi di quote di emissioni possano favorire un'allocazione efficiente delle risorse naturali e contribuire, in tale contesto, alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona;
32. ribadisce la propria opinione circa i benefici di uno spostamento dell'onere fiscale dal lavoro al degrado ambientale come sistema efficace per affrontare problemi sia ambientali che occupazionali, e ritiene che l'onere gravante sul lavoro debba essere ridotto per creare più occupazione e combattere l'economia sommersa;
33. osserva che l'obiettivo della sicurezza dell'approvvigionamento energetico e quello di garantire ai cittadini d'Europa mobilità ed energia sostenibili a prezzi accessibili ed equi devono essere realizzati con la stessa strategia impiegata per raggiungere obiettivi ambiziosi di protezione del clima;
34. invita pertanto la Commissione ad attuare con coerenza e rapidità le decisioni del Consiglio europeo di primavera 2007 e a far sì che le energie rinnovabili e l'efficienza energetica siano vere priorità di una politica energetica comune;
35. mette in rilievo che un compito importante che l'Unione europea e gli altri paesi industrializzati devono affrontare è il passaggio a un'economia a bassa intensità energetica basata su fonti energetiche rinnovabili e che una maniera efficace di impostare tale passaggio è l'applicazione di tecnologie che sono già disponibili, ma per la cui messa in opera è necessaria un'azione politica coraggiosa, comprendente incentivi e sanzioni concordate multilateralmente da applicare ai paesi che non sono pronti a fare la propria parte; sottolinea che la necessaria trasformazione per arrivare a un'economia sostenibile, a basso consumo energetico, intensiva e a basse emissioni di carbonio, attraverso lo sviluppo e l'attuazione di nuove tecnologie, creerà varie opportunità per l'Unione europea;
36. pone l'accento sull'importanza della politica dei trasporti per contrastare il cambiamento climatico e per affrontare un insieme più ampio di problemi ambientali; sollecita politiche che riducano i trasporti non necessari, attraverso un ventaglio di misure, e chiede che le reti transeuropee di trasporto siano sottoposte ad un'approfondita valutazione strategica dell'impatto ambientale;
37. invita gli Stati membri ad espandere rapidamente le reti transeuropee di trasporto interconnesse e interoperabili, con particolare riguardo alle necessità dei nuovi Stati membri, nell'ambito di una politica dei trasporti efficiente, sostenibile e rispettosa dell'ambiente; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare il mix di politiche idoneo a consentire il pieno sfruttamento del potenziale di sistemi di trasporto più intelligenti e rispettosi dell'ambiente e di innovazioni tecnologiche;
38. considera pertanto di cruciale importanza assicurare che la futura domanda di servizi logistici sia compatibile con un minore impatto ambientale e con ridotte emissioni di gas a effetto serra; è del parere che i trasporti sostenibili dipendono dalla capacità dei decisori politici, a livello europeo, nazionale e regionale, di fornire incentivi efficienti affinché coloro che acquistano trasporti, i trasportatori e i costruttori di veicoli proseguano nei loro sforzi volti a creare un mercato della logistica più rispettoso dell'ambiente;
Il mercato del lavoro e l'investimento nelle persone
39. riconosce che la strategia dell'Unione europea per la crescita e l'occupazione sta dando dei benefici, ma sottolinea nel contempo che non tutti i cittadini dell'Unione europea ne hanno tratto vantaggio; sottolinea che per far fronte alla globalizzazione e alla sfida del cambiamento demografico è della massima importanza fornire alla popolazione le competenze necessarie e le opportunità al fine di attirare nel mercato del lavoro un maggior numero di persone e di rendere il lavoro un'opzione reale per tutti, specialmente attraverso misure mirate a coloro che sono più lontani dal mercato del lavoro;
40. sottolinea che per assicurare la libera circolazione e la mobilità sul mercato del lavoro è necessario che il Consiglio adotti senza ritardo le direttive sull'organizzazione dell'orario di lavoro, sulle condizioni di lavoro per i lavoratori temporanei e sulla portabilità dei diritti a pensione e che sia rivista la direttiva 94/45/CE del Consiglio del 22 settembre 1994, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo ; sottolinea che l'abolizione delle barriere per la mobilità nel mercato del lavoro europeo consente una maggiore protezione per la forza lavoro europea; rileva che l'Unione europea deve effettuare uno sforzo per spiegare ai cittadini i vantaggi di un approccio che combina, in modo efficace, l'allargamento, l'integrazione, la solidarietà e la mobilità dei lavoratori;
41. riafferma che l'Europa non può permettersi di avere un così gran numero di persone disoccupate e inattive; osserva che il modello sociale europeo non potrà non risentire dei sovvertimenti che avvengono in tutto il mondo; è del parere che per far fronte alla sfida demografica e garantire finanze pubbliche sostenibili l'Europa deve perseguire riforme dei mercati del lavoro e dei sistemi di sicurezza sociale che rafforzino gli incentivi a lavorare e forniscano alle persone opportunità e capacità per essere all'altezza dei cambiamenti, facilitando il loro ritorno a un lavoro retribuito;sottolinea che per mantenere la propria competitività sulla scena mondiale l'Unione europea deve intraprendere numerose riforme; ritiene che il livello di fiducia fra imprese e lavoratori necessario per seguire questo cammino aumenterà con l'intensificarsi del dialogo sociale; sottolinea l'importanza di adottare i principi comuni concordati in materia di flessicurezza, in modo generalizzato ed equilibrato, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro;
42. mette in rilievo che il lavoro flessibile è sempre più richiesto sia dai datori di lavoro che dai lavoratori ed è favorevole all'adozione di un insieme equilibrato di principi comuni in materia di flessicurezza; ricorda che l'istruzione, le qualifiche e la formazione fanno parte della politica in materia di migliore occupazione e che , le infrastrutture per l'infanzia, devono essere considerate uno dei presupposti per una maggiore partecipazione, soprattutto da parte delle donne, al mondo del lavoro; esorta gli Stati membri ad integrare questi principi comuni nella loro consultazione con le parti sociali in merito ai PNR, e mette in risalto il ruolo essenziale che spetta alle misure volte a conciliare lavoro e famiglia o vita privata, alla promozione delle pari opportunità per tutti, alla formazione e alla riqualificazione professionale, a politiche attive del mercato del lavoro, ad un'adeguata protezione sociale e alla fine della segmentazione del mercato del lavoro garantendo a tutti i lavoratori i diritti occupazionali;
43. riconosce il contributo che la flessibilità, la mobilità, la sicurezza e il buon funzionamento dei mercati del lavoro danno all'inclusione sociale attraverso la creazione di opportunità occupazionali per tutte le categorie sociali; sollecita pertanto gli Stati membri valutare e migliorare la regolamentazione del lavoro e ad investire nell'istruzione, nell'apprendimento permanente e in politiche attive del mercato del lavoro in modo da creare le migliori condizioni possibili per alti livelli occupazionali e per la mobilità dei lavoratori; insiste sulla necessità di elevare le capacità di base dei giovani, evitare che abbandonino presto la scuola, ridurre i lavori precari e promuovere l'integrazione sociale e lavorativa di tutti; rileva, nel contesto della società dell'informazione del XXI secolo e dell'economia basata sulla conoscenza, che l'inclusione digitale è d'importanza fondamentale, in particolare per quanto concerne le persone svantaggiate, gli anziani e gli abitanti delle aree rurali periferiche;
44. constata con preoccupazione la tendenza ad una crescente disuguaglianza di reddito e di ricchezza negli Stati membri; ritiene che si debba invertire tale tendenza con un'azione appropriata a livello nazionale ed europeo per giungere ad una società più coesa e per assicurare che i cittadini percepiscano il fatto che stanno beneficiando della crescita;
45. rileva che taluni Stati membri hanno introdotto il concetto di salario minimo; suggerisce che altri Stati membri potrebbero trarre vantaggi dallo studio della loro esperienza; invita gli Stati membri a tutelare le condizioni preliminari di un partenariato sociale ed economico per tutti e, in particolare, a fornire regolamentazioni, ad esempio in materia di salari minimi, ovvero altri accordi legalmente e generalmente vincolanti o accordi collettivi nel rispetto delle tradizioni nazionali che consentano ai lavoratori a tempo pieno di guadagnare in modo da vivere in condizioni decorose;
46. accoglie con favore la comunicazione della Commissione su una proposta di programma comunitario di Lisbona 2008-2010 in cui si propone un programma articolato in priorità meglio definite con solamente dieci obiettivi chiave che possono essere raggiunti durante il periodo 2008-2010; sottolinea tuttavia che la principale opportunità della strategia di Lisbona è di interconnettere varie necessità di riforma e strumenti economici, ambientali e in materia di occupazione in un'unica agenda di riforma; esorta pertanto la Commissione ad attenersi a questo approccio di policy-mix coerente ed integrato e a non smantellarlo adottando misure isolate;
Misurare i progressi e monitorare Lisbona
47. plaude agli sforzi della Commissione volti a ridurre la burocrazia, specialmente a vantaggio delle PMI, e a migliorare la valutazione dell'impatto della legislazione; deplora nel contempo che Parlamento e Commissione non siano ancora riusciti a raggiungere un accordo sul tipo di valutazione d'impatto necessario; ribadisce al riguardo la propria richiesta di un controllo esterno indipendente delle valutazioni d'impatto;
48. accoglie con favore l'obiettivo della Commissione di ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese; auspica di ricevere indicazioni concrete sul modo in cui tale obiettivo viene realizzato assicurando nel contempo condizioni di buon governo; sottolinea che tutti i livelli di governo possono contribuire al raggiungimento di tale obiettivo e dovrebbero pertanto essere coinvolti nelle pertinenti decisioni politiche; sollecita, in relazione alla riduzione della burocrazia e alla semplificazione della legislazione europea, un chiaro controllo al fine di determinare in quale misura il margine offerto dagli atti legislativi europei viene effettivamente sfruttato dagli Stati membri per tener conto delle specificità nazionali e delle difficoltà di'innovazione al momento del loro recepimento;
49. considera gli Stati membri, unitamente agli interessati a livello nazionale, regionale e locale, gli attori principali ai fini della realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona; fa osservare che i paesi che sono aperti alla concorrenza esterna, attuano le riforme e perseguono l'equilibrio di bilancio nonché investimenti pubblici e privati di alta qualità sono quelli che hanno fatto registrare la maggiore crescita e creato più occupazione; deplora il atto che la visibilità della strategia di Lisbona rimanga debole nelle politiche nazionali di molti Stati membri; è dell'avviso che la mobilitazione di tutte le parti economiche sia fondamentale per assicurarne l'efficace attuazione; in particolare ritiene che una migliore partecipazione delle parti sociali, dei parlamenti nazionali, delle autorità regionali e locali nonché della società civile migliorerà i risultati della strategia di Lisbona e rafforzerà la discussione pubblica su riforme adeguate; sostiene la proposta della Commissione agli Stati membri di rafforzare la collaborazione con i parlamenti nazionali e regionali prevedendo nel contempo discussioni annuali sull'attuazione dei loro PNR;
50. sottolinea l'importanza dell'impegno delle autorità regionali e locali e degli interessati per la varietà nonché il carattere innovativo delle realizzazioni; accoglie con favore in tale contesto il forte interesse del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni a monitorare la strategia di Lisbona;
51. ricorda che gli orientamenti integrati forniscono un importante strumento di coordinamento e un quadro comune che consente ai vari Stati membri di portare avanti le proprie agende nazionali di riforma; ritiene che l'analisi e il feedback provenienti dagli Stati membri dimostrino che gli orientamenti stanno funzionando, ma che è tuttavia necessario migliorare l'adeguamento alle nuove condizioni economiche e di occupazione nonché il modo di seguire l'andamento del processo, cioè di definire dei punti di riferimento (benchmarking) per gli Stati membri; chiede un'applicazione e un'attuazione più ampie in relazione a indicatori e obiettivi;
52. valuta positivamente le relazioni per paese elaborate dalla Commissione, ma sollecita un'impostazione più sistematica che ponga in evidenza i successi e le carenze; appoggia la proposta della Commissione di introdurre specifici "punti da sorvegliare" come parte della sorveglianza multilaterale nonché come possibilità di migliorare le risposte politiche nazionali;
53. considera la mancanza di un adeguato monitoraggio come un ostacolo principale a scelte politiche ben informate; sottolinea a tale riguardo che si potrebbe fare un uso di gran lunga migliore delle competenze e conoscenze disponibili presso le agenzie europee decentralizzate nei settori delle rispettive competenze;
54. plaude pertanto anche alla decisione presa dal Consiglio europeo di primavera 2006 di rimediare alla mancanza di dati di verifica e incaricando il Comitato delle regioni di effettuare uno studio di monitoraggio sulla "Strategia per la crescita e l'occupazione" coinvolgendo 104 regioni e città dell'Unione europea che si scambiano i loro punti di vista sull'attuazione della politica di Lisbona – uno studio che sarà presentato al Consiglio europeo di primavera 2008; sottolinea che tale studio mostrerà se la disposizione sulla destinazione dei fondi strutturali contribuisce a canalizzare una maggiore quota della spesa di tali fondi verso l'innovazione e gli obiettivi ambientali; attende la valutazione che tale studio conterrà del valore aggiunto della regionalizzazione della strategia di Lisbona;
55. ritiene che non sia affatto ovvio in che modo misurare il successo della strategia di Lisbona o, parlando più in generale, quali indicatori sarebbero appropriati per misurare i "progressi"; vede tuttavia chiaramente che la verifica dei successi e degli insuccessi non può limitarsi solo a indicatori economici quale il PIL/RNL, che sono tutt'al più indicatori della creazione di ricchezza in un determinato periodo, ma non danno neppure informazioni affidabili sul livello di ricchezza in una società e sono ben lungi dal dare la minima idea dei costi sociali e ambientali della creazione di ricchezza aggiuntiva;
56. afferma che è necessario sviluppare e applicare un'impostazione multidimensionale per valutare il benessere umano al di là del "regno" del PIL/RNL; plaude pertanto alle deliberazioni dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel corso del suo secondo Forum mondiale su "Statistics, Knowledge and Policy" dal titolo Measuring and Fostering the Progress of Societies" ("Misurare e promuovere il progresso delle società"), tenutosi nel giugno 2007, nonché alle discussioni svoltesi alla Conferenza della Commissione sul tema "Beyond GDP" ("Oltre la crescita"), tenutasi nel novembre 2007 presso il Parlamento, in considerazione dell'importanza della disponibilità di dati affidabili per scelte politiche informate;
57. plaude pertanto al lavoro intrapreso da varie Direzioni generali della Commissione per sviluppare indicatori nuovi e qualitativi; incoraggia l'uso di tali indicatori, sia che si riferiscano alla dimensione sociale, come gli indicatori di povertà, che a quella ambientale, come gli indicatori della biodiversità, nelle prossime valutazioni dei PNR e la loro integrazione nel monitoraggio della Commissione, consentendo così di disporre di una serie più completa di indicatori per misurare il successo della strategia di Lisbona;
58. insiste sull'opportunità di garantire un'adeguata cooperazione e una piena partecipazione delle tre istituzioni dell'UE nelle attività di seguito della strategia di Lisbona; sollecita il Consiglio e la Commissione a riconoscere il ruolo del Parlamento europeo che è quello di monitorare da vicino la strategia di Lisbona e i PNR, garantendo importanti risorse di bilancio per gli obiettivi di Lisbona e cooperando strettamente con i parlamenti nazionali per quanto concerne importanti disposizioni legislative;
59. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati.




