aPPUNTI 2008
Il Parlamento europeo si attrezza per il vertice di Primavera. Bene sul salario minimo
di Donata GOTTARDI, 21 febbraio 2008

Nel momento in cui l'economia mondiale, in particolare quella statunitense, e i mercati finanziari internazionali stanno vivendo un momento difficile caratterizzato da instabilità, revisione verso il basso della crescita, aumenti incontrollati del prezzo del petrolio e delle derrate alimentari e rischi di una spirale di inflazione, l'Unione europea mantiene fermo il percorso della propria strategia per la crescita e l'occupazione, rilanciandone gli strumenti e le politiche.
Il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo si stanno preparando per il prossimo vertice di primavera dove si adotteranno le linee guida integrate per le politiche economiche e l'occupazione che dovranno guidare il nuovo ciclo di sviluppo dal 2008/2010 con la finalità di mettere in atto per davvero quelle politiche che consentono di rendere l'economia europea più competitiva, sostenibile e capace di garantire occupazione e coesione sociale, così come deciso al momento del lancio della strategia nel 2000.
II Parlamento europeo ha adottato in questi giorni, a grande maggioranza, due risoluzioni per dare il proprio contributo alla definizione del nuovo ciclo della Strategia di Lisbona mettendo l'accento sugli aspetti rilevanti di questa nuova fase, tra cui la necessità di arrivare ad una vera "national ownership" degli obiettivi di consolidamento finanziario, crescita economica e sviluppo della piena e buona occupazione. Questo è necessario affinché si possa arrivare ad una maggiore convergenza delle politiche economiche a livello europeo, affiancando una vera governance economica europea (ancora da costruire) ad una effettiva politica monetaria portata avanti dalla Banca Centrale Europea. Un altro aspetto qualificante - su cui in gruppo del PSE ha particolarmente insistito - è quello degli investimenti comuni per la conoscenza, della necessità di investire in modo massiccio e coordinato nella ricerca, come volano di sviluppo. Un aspetto molto significativo, date le turbolenze finanziarie di questi tempi, sopravvenute nonostante una buona legislazione costruita a livello europeo, ha assunto la richiesta di inserire negli orientamenti per le politiche economiche l'obiettivo di una stretta convergenza della supervisione finanziaria a livello europeo.
Personalmente, essendo anche relatrice per il rapporto sulle finanze pubbliche dell'Unione europea, ritengo che uno degli obiettivi prioritari sia di collegare il processo di consolidamento di bilancio, che è caratteristico dei programmi di convergenza all'interno del Patto di stabilità, con la qualità della spesa pubblica. E' necessario che la spesa pubblica degli Stati membri sia riqualificata e coordinata verso le priorità della strategia, al fine di garantire stabilità macroeconomica, crescita sostenibile e raggiungimento della piena occupazione.
La riqualificazione della spesa pubblica indirizzata in modo coordinato tra gli Stati membri verso obiettivi comuni di investimento, anche attraverso iniziative di partnership pubblico-privato, deve essere collegata a ricerca e sviluppo, educazione e formazione, infrastrutture, trasporti ed energia, ed è questo che può rappresentare il volano di una strategia di crescita e di competitività che renda l'economia europea forte e resistente anche rispetto alle turbolenze finanziarie e alle derive della finanziarizzazione dell'economia.
Una spesa pubblica orientata su queste priorità permette di accrescere la competitività e la produttività. Particolare attenzione deve essere posta sul nesso tra le politiche di bilancio e la crescita della produttività e la politica salariale. In questo senso, il gruppo socialista ritiene necessario stabilire un legame forte tra la crescita della produttività e una giusta ridistribuzione dei benefici che ne derivano con l'obiettivo di garantire la coesione sociale.
Un punto qualificante per la coesione sociale è l'introduzione di un salario minimo nazionale. In questo senso il Parlamento europeo, con il suo voto, ha dato un segnale forte e decisivo chiedendo agli Stati membri di impegnarsi per un'attuazione concreta e puntuale
La situazione del nostro paese è un po' anomala, abbiamo già una contrattazione collettiva di livello nazionale, nei fatti applicata anche ai non iscritti al sindacato, che fissa la retribuzione. In questo senso possiamo dire che le lavoratrici e i lavoratori italiani sono anche più garantiti di quelli degli altri paesi europei. Con le indicazioni che vengono ora dal Parlamento europeo potrà essere garantito anche quel grande insieme rappresentato dalle forme di lavoro atipico.




