appuntiCOMUNICATI 2008

Violenza e razzismo in Italia

Dichiarazione congiunta Delegazioni Italiana e Rumena Gruppo socialista al PE, Napoli, 11 giugno 2008
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Durante la riunione a Napoli l'11 giugno il Gruppo PSE ha adottato una dichiarazione congiunta delle delegazioni Italiana e Rumena sui recenti episodi di violenza e razzismo in Italia.

Celebrando il 2008 come anno europeo del dialogo interculturale, le delegazioni Italiana e Rumena del Gruppo socialista al Parlamento europeo hanno congiuntamente espresso la loro condanna sia agli attacchi violenti ai campi Rom che agli atti di razzismo nei confronti dei Rom avvenuti in Italia nelle ultime settimane.

Riaffermiamo in modo deciso la necessità di combattere contro ogni sorta di razzismo e xenofobia, contro ogni discriminazione basata sulla nazionalità o l'origine etnica, così come contenuto nella carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Rifiutiamo il principio della “responsabilità collettiva”basato sulla nazionalità o sull'origine etnica. Autorità di governo responsabili non dovrebbero mai identificare in negativo un gruppo nazionale o una minoranza sia nei discorsi politici che sui media. I mezzi di comunicazione rappresentano no strumento fondamentale per la democrazia e dovrebbero impegnarsi a rispettare principi basilari di etica professionale e responsabilità sociale. La distorsione della realtà così come la manipolazione delle percezioni possono avere gravi conseguenze sociali suscitando sentimenti di insicurezza e xenofobia, fino ad arrivare ad atti di intolleranza, violenza e razzismo.

L'immigrazione è un fattore di crescita economica, sociale e culturale, specialmente nell'Ue dove molti paesi devono affrontare il declino demografico, il mantenimento dei sistemi di welfare e pensionistici e la carenza di manodopera in settori specifici.
L'immigrazione non è di per sé causa di criminalità, mentre lo sono l'esclusione economica e sociale, la discriminazione e la segregazione.
Se la sicurezza è un diritto fondamentale di tutti i cittadini, la risposta non può essere alimentare l'intolleranza. Nessuna relazione diretta può mai essere stabilita tra criminalità e origine etnica, tra delinquenza e immigrazione.

Allo stesso tempo l'immigrazione deve essere gestita e gli Stati membri devono abbandonare ogni esitazione e definire una vera politica europea che regoli l'ingresso legale, lotti contro la discriminazione e promuova l'integrazione nell'Unione europea.

Soluzioni efficaci per garantire la sicurezza passano attraverso il contrasto alla criminalità e l'integrazione.

Contrasto: perchè la lotta contro la criminalità richiede una cooperazione più stretta a livello europeo tra le autorità nazionali giudiziarie e di polizia al fine di catturare, processare e, quando necessario, espellere coloro che commettono un crimine o rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica.
Integrazione: perchè la sicurezza non può essere garantita senza combattere l'esclusione sociale, l'emarginazione e la povertà. Questo significa garantire a tutti gli individui il diritto ad una piena partecipazione nella vita economica, sociale e politica all'interno degli Stati membri.

Mentre si definiscono misure di legge per affrontare il senso di insicurezza dei cittadini, noi socialisti crediamo sia soprattutto importante trovare soluzioni vere ai problemi concreti legati all'immigrazione.
Come Socialisti, crediamo nelle soluzioni di lungo termine piuttosto che nelle strategie di breve respiro, preferiamo l'integrazione e l'inclusione sociale ed economica all'emarginazione.

Entrambe le delegazioni considerano che la sfida dell'integrazione e della protezione della minoranza Rom dovrebbe essere raccolta a livello europeo: non è accettabile che la minoranza Rom sia ancora vittima di abusi e discriminazione sul territorio dell'Ue.

Invitiamo la Commissione europea a presentare con urgenza una strategia integrata dell'Unione europea che definisca principi comuni a tutti gli Stati membri per l'integrazione dei Rom, al fine di sostenere l'azione delle comunità locali, delle autorità nazionali e della società civile.
Pensiamo che i Rom debbano avere gli stessi diritti e doveri di cittadinanza di cui godono gli altri cittadini dell'Unione europea. La tendenza a colpevolizzare gruppi vulnerabili ed emarginati per il declino delle condizioni economiche, sociali e di sicurezza deve essere respinto. L'intervento dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, oltre che i numerosi rapporti e le raccomandazioni del Consiglio d'Europa, confermano le nostre preoccupazioni sulla gravità della situazione.

Ecco perchè vogliamo riaffermare la nostra profonda convinzione in un'Europa allargata, nei valori dell'Unione europea e nell'area Schengen, in quanto spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La libertà di tutti i cittadini europei di muoversi attraverso i confini è un diritto fondamentale e un pilastro della cittadinanza europea. L'espulsione di cittadini europei dovrebbe fondarsi su di una valutazione caso per caso ed essere supportata dalle garanzie necessarie.

Le delegazioni italiana e rumena intendono riaffermare e salvaguardare il valore e l'importanza delle solide relazioni di amicizia, di cooperazione economica, sociale e culturale così come il partenariato strategico che ha unito l'Italia e la Romania per lungo tempo. Grazie a questi legami, migliaia di cittadini – e imprese – vivono e lavorano insieme ogni giorno in pace e armonia.

Gianni Pittella, Presidente della Delegazione Italiana
Adrian Severin, Presidente della Delegazione Rumena