COMUNICATI 2009
Età pensionabile, occupazione femminile, lavoro notturno: un'alleanza tra generazioni e non solo tra le donne
Comunicato stampa delle deputate europee del Partito Democratico, Monica Giuntini, Donata Gottardi, Catiuscia Marini, Graziella Pagano, Patrizia Toia (Bruxelles, 4 marzo 2009)

Le istituzioni europee sono motore di sviluppo della parità di trattamento e dei divieti di discriminazione con una normativa che è posta al fondamento della stessa costruzione europea.
Il nostro paese per tanto tempo è stato apripista di idee, sia nella normativa sia nelle concrete azioni positive. L´Italia ora, con questo Governo, si trova ultima della classe, lontana dagli obiettivi quantitativi e qualitativi fissati: la pesante recessione economica e i tagli delle risorse nei servizi rischiano di aggravare questa situazione. Le donne sono le più esposte nel mercato del lavoro: sono le prime ad uscire nelle riduzioni di personale, sono le prime nel lavoro precario e sono, invece, spesso, ultime nelle retribuzioni.
L'Europa ha buone proposte e buone pratiche, quelle che il Governo italiano fa fatica, o non vuole, adottare. Lo stesso governo, in genere così poco sollecito a recepire provvedimenti europei, ora, sulla questione dell'età pensionabile, vuole scaricare sulle istituzioni europee il ruolo di 'cattivi'
Sull'età di pensionamento delle donne, la nostra posizione è chiara. Una risposta è dovuta, ma non è quella del Governo italiano.
Dobbiamo ripristinare il periodo flessibile di pensionamento, per le lavoratrici e per i lavoratori. Non é più tempo per decidere un'unica età. Si parla tanto di flessibilità e di libertà di scelta. Consentiamo che ciascuna e ciascuno di noi possa scegliere, tenendo conto dello stato di salute, del lavoro svolto, della situazione personale e familiare, della situazione contributiva.
Sul lavoro notturno, pensiamo che si possa accettare di rimuovere definitivamente l'ultimo residuo di divieto di lavoro notturno per le donne (che è ora dall'inizio della gravidanza fino a un anno di vita del figlio) e di generalizzare invece il 'non obbligo'.
Questo significa tenere fermo il principio secondo cui durante questo periodo la lavoratrice può decidere se lavorare nella turnazione notturna o rifiutarsi di farlo.
Quindi occorre mantenere fermo quanto l'ordinamento italiano già prevede: il 'non obbligo' al lavoro notturno per le lavoratrici o i lavoratori genitori di bambini fino a tre anni, o per coloro che sono unici genitori di bambini fino a 12 anni, o sono impegnati nell'assistenza di un familiare disabile grave.
Ci attendiamo dal Governo italiano, stavolta così sollecito, analoga tempestività nel recepire provvedimenti europei che vanno nella direzione di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne, con adeguate politiche nazionali, coerenti con la Tabella di marcia da qui al 2001, che precisa obiettivi, strumenti e priorità.
La prima priorità riguarda la pari indipendenza economica per le donne e gli uomini, che significa pari opportunità di occupazione, retribuzione, lavoro ma anche protezione sociale, lotta alla povertà, accesso alla sanità di qualità. E questo è tanto più importante oggi in questa situazione di crisi.
La seconda riguarda l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare: un equilibrio che si può comporre con la flessibilità degli orari, l'aumento dei servizi e la redistribuzione dei ruoli.
La terza riguarda la promozione della partecipazione delle donne al processo decisionale: nell'economia, nella scienza, nella politica!
L'Europa propone di superare il rischio del conflitto tra generazioni! Da qui nasce la nostra proposta di alleanza, un alleanza tra generazioni che sia rispettosa delle scelte delle persone e in grado di disegnare il percorso entro il quale ritornare a parlare di solidarietà e di responsabilità.




