COMUNICATI 2009
Manuale europeo sul linguaggio neutro
Le eurodeputate Pd-Pse scrivono al presidente del Parlamento
europeo: "Con il linguaggio neutro si perdono le differenze"
Comunicato stampa delle deputate europee del Partito Democratico, Monica Giuntini, Donata Gottardi, Catiuscia Marini, Graziella Pagano (Bruxelles, 18 marzo 2009)

Abbiamo ricevuto la pubblicazione dal titolo "La neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento europeo". A una prima impressione sembra destinata ad affrontare il tema del superamento del linguaggio discriminatorio. Non è così. Anzi, tutto il contrario: è la riproposizione della prevalenza del linguaggio maschile sotto la maschera del linguaggio neutro, tanto più per le lingue, come l'italiano, che non dispongono del genere neutro.
Ne derivano affermazioni gravissime come la necessità di evitare la duplicazione del soggetto ("i cittadini e le cittadine" o "i lavoratori e le lavoratrici") non soltanto per non appesantire il testo, ma anche perché si tratterebbe di "una forma sintattica artificiosa ed estranea all'uso comune consolidato".
Solo nelle osservazioni conclusive si osserva come esistano iniziative tendenti a modificare gli usi linguistici, di cui si offre di tener conto una volta diventate atti normativi cogenti.
Per quanto riguarda l'Italia, nello stesso opuscolo, però, si fa riferimento a una Direttiva ministeriale, quella del 24 maggio 2007, sulle pari opportunità nelle pubbliche amministrazioni, che viene citata solo per la parte in cui rinvia a due testi sull'uso 'non sessista della lingua italiana'.
Non si dice, però, che la stessa Direttiva porta come esempio di linguaggio non discriminatorio "usare il più possibile sostantivi o nomi collettivi che includano persone dei due generi" e suggerisce di evitare l'uso del termine generico di 'lavoratori' e di preferire 'lavoratori e lavoratrici', in aperta contraddizione con quanto indicato per il Parlamento europeo.
In conclusione, l'operazione condotta con questo opuscolo da parte dell'allora segretario generale del Parlamento europeo, Harald Romer, anziché costituire una novità, si colloca nell'alveo della conservazione, raccomandando "di usare il maschile con valenza neutra", trascurando volutamente di tener conto di un dibattito che in Italia e in Europa è molto più ricco e complesso e cercando di azzerare la lunga elaborazione proveniente dalle riflessioni teoriche sul pensiero della differenza e sulla parità di opportunità.




