appuntiALTRI SCRITTI 2006

Il futuro del lavoro

di Emiliano Galati, 6 novembre 2006
barra punti metallici

"Il Futuro del lavoro" così s'intitolava la due giorni a Palazzo Ducale organizzata dall'Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con l'associazione Europa Lavoro Impresa (un network nazionale di giuslavoristi).

Nella prima giornata politici, giuristi del lavoro e ed esperti di mercato del lavoro hanno fornito un quadro completo delle principali aree di discussione: economica, sociale e giuslavorista.

Nella seconda giornata i ministri del lavoro spagnolo, italiano, francese e tedesco hanno discusso sulle politiche del lavoro nazionali e comunitarie in un'ottica di rilancio della strategia europea per la crescita e l'occupazione.

Il Ministro del lavoro Cesare Damiano ha illustrato il Manifesto del lavoro dell'attuale compagine governativa in un dialogo e in un confronto con le esperienze di Francia, Germania e Spagna.

Il responsabile del dicastero di via Veneto ha spiegato come sia necessaria una stretta sui contratti a tempo determinato introducendo misure restrittive rispetto alle causali, alle percentuali d'utilizzo e alla possibilità di concedere proroghe ma soltanto sulla base di esplicite richieste.

Successivamente l'europarlamentare Gottardi nonché consulente del ministro Damiano è partita dall'analisi del documento proveniente dalla Commissione europea in cui si pongono le basi per un Libro Verde e in cui "ci si interroga su come possa il diritto del lavoro essere ammodernato per affrontare le sfide chiave della maggiore adattabilità di lavoratori e imprese e per rispondere all'impatto della globalizzazione".

L'approccio proposto è sicuramente quello verso cui ci si sta finalmente orientando anche nel nostro Paese: combinare l'incremento di flessibilità con il bisogno di garantire sicurezza a tutti, a prescindere dalla tipologia lavorativa.

Si tratta di un prospettiva necessaria ed è quello che manca nel nostro Paese: "intervenire sul lavoro della sicurezza. Si tratta di un impegno dalla portata determinante e fortemente impegnativa".

 "C'è una nuova divisione del lavoro – conclude la deputata europea - conoscenze e competenze non rimangono stabili nemmeno nel corso della traiettoria di vita di ciascuno di noi. Il tempo di cui disponiamo varia profondamente".

Dal convegno emerge l'attenzione all'Europa che ha caratterizzato i primi mesi del nuovo governo. Tutte osservazioni che lasciano ben sperare anche sulle politiche del lavoro e sulle politiche sociali se si sarà in grado di costruire la rete e addirittura di rilanciare un progetto, che sappia tener conto dei cambiamenti, delle esperienze maturate negli altri Paesi, e che insieme indichi quella che potremmo definire una road map.