ALTRI SCRITTI 2007
Le badanti rumene
di Emiliano Galati (19 gennaio 2007)

Con l'ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione europea l'Italia dà il via libera soprattutto alle assistenti familiari
Dal primo gennaio circa 150 mila persone, dicono le stime, non avranno più la necessità di fare lunghe trafile burocratiche per poter vivere e lavorare in Italia.
Lo prevedono le regole fissate dal consiglio dei ministri che ha varato un decreto che apre a romeni e bulgari il mercato del lavoro nell’edilizia, nel settore agricolo, turistico, alberghiero, metalmeccanico e nel lavoro domestico.
Il regime transitorio è previsto dai Trattati d’adesione prima di liberalizzare completamente, entro un anno, la circolazione dei lavoratori provenienti dai due Paesi.
La Romania con i suoi
Ha 22 milioni di abitanti e un Pil pro capite di 6900 dollari. La loro aspettativa di vita è di 67 anni per gli uomini e 74 per le donne.
Nella nostra città nel solo 2006 13mila sono state le regolarizzazioni di cittadini romeni, almeno il doppio ne sono previsti per quest’anno.
L'apertura immediata per romeni e bulgari vale per i settori del lavoro dirigenziale e altamente qualificato, di quello agricolo e turistico-alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio e metalmeccanico. E' ugualmente prevista l'apertura immediata per il settore del lavoro stagionale.
In realtà a essere interessati all'apertura delle nostre frontiere sono soprattutto colf e badanti, molte già presenti nel nostro territorio.
Il provvedimento del governo riguarda larga parte dei lavoratori romeni (i bulgari sono pochi) che al primo gennaio 2007 non avranno più bisogno di passare per le procedure dello sportello unico perchè saranno equiparati ai lavoratori italiani.
Secondo le stime del governo, calcolando che in Italia ci sono attualmente circa 2-300 mila lavoratori romeni, il provvedimento potrà riguardare circa 150 mila persone. "Il grosso - ha detto il ministro Amato - sono lavoratori già presenti in Italia, infatti gran parte dell'utilità di questo decreto è per le tante persone che hanno fatto la domanda con il decreto flussi. Tantissime famiglie, che hanno in casa le cosiddette badanti, in questo modo potranno assumerle regolarmente senza le lungaggini burocratiche che conosciamo".




