appuntiALTRI SCRITTI 2007

Il ministro Damiano a Job&Orienta 2007

di Emiliano Galati (5 dicembre 2007)
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“L'obiettivo è di regolarizzare il lavoro, non di negare la buona flessibilità che è a disposizione delle imprese». L'obiettivo vero del governo, allora, sarebbe quello di «creare dei percorsi di stabilizzazione: ricordo che già nel Dpef, il taglio del cuneo fiscale è collegato a un criterio, cioè vale solo per il lavoro a tempo indeterminato». In cambio «aumenteremo i contributi previdenziali per il lavoro para-subordinato, quindi lavoro a progetto e lavoro associato in partecipazione».
 Così il responsabile del dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale Cesare Damiano intervenuto alla Fiera Job&Orienta.
Il ministro ha poi elencato i principali punti del protocollo sul welfare approvato da oltre cinque milioni d’italiani.
Si va dagli anziani con una rivalutazione delle pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi, a partire da quelle più basse; i giovani con buona occupazione, previdenza e protezione sociale; il sostegno ai disoccupati: politiche attive per il lavoro e ammortizzatori sociali; la competitività con i “patti” per produttività e orari di lavoro e il mercato del lavoro con politiche per la buona occupazione e la riduzione della precarietà.
“Come è evidente la scelta che facciamo è quella di intervenire sulle principali criticità del nostro sistema di welfare: la tutela degli anziani più deboli, la tutela di coloro che perdono il lavoro, i giovani, la loro previdenza e il loro lavoro, la produttività e gli orari, le moderne tutele legislative e contrattuali per il lavoro e contro la precarizzazione”.
A detta di Damiano si tratta di un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni che destina un rilevante ammontare di risorse per l’ammodernamento e la qualità del sistema del welfare.
L’intervento, come detto, impiegherà 2 miliardi e 500 milioni, concentrando la quota maggiore su due priorità: rivalutazione delle pensioni, a partire da quelle più basse, e giovani.
Rispetto alle esigenze e ai bisogni che emergono dalla società, rappresentate anche dai pensionati, gli interventi proposti operano scelte di priorità legate alle maggiori emergenze sociali (pensioni basse, giovani, lavoro precario e disoccupati).
Ciò implica graduare nel tempo altri interventi pure importanti, per programmare l’utilizzo delle risorse senza compromettere il percorso di risanamento.
Nel finale il titolare del dicastero di Via Veneto ha ricordato alle nuove generazioni che ha reso meno oneroso il riscatto della laurea: è questo uno degli interventi finalizzati a migliorare la previdenza per i giovani. "Gli interventi che riguardano i giovani - insiste Damiano - pur essendo collocati nell'ambito del welfare e delle tutele sul mercato del lavoro, in realtà sono un grande investimento".
In particolare, l’intervento in favore dei giovani prevede: il cumulo di tutti i periodi di contribuzione accreditati in qualsiasi Fondo, con la rimozione degli ostacoli che impediscono di utilizzare per la pensione tutte le contribuzioni pagate; la modifica delle regole per il riscatto della laurea al fine "di renderlo meno oneroso e incrementando l'anzianità contributiva e il montante contributivo di almeno 3 anni"; il riconoscimento della contribuzione figurativa piena sui periodi coperti da disoccupazione e l'aumento dell'aliquota dei parasubordinati.
Per Damiano “se la logica è quella del "tutto e subito" è chiaro che nessun Governo la potrà realizzare. Se invece pensiamo di agire con gradualità, noi con determinazione stiamo applicando il programma, tutelando la parte debole del Paese».