appuntiALTRI SCRITTI 2007

I rinnovi contrattuali nel 2008

di Emiliano Galati (3 gennaio 2008)
barra punti metallici

Per oltre sei milioni di lavoratori italiani il nuovo anno si apre ancora in attesa del rinnovo del contratto. Sono scaduti i contratti per i dipendenti pubblici, per i metalmeccanici, per i lavoratori del commercio e delle ferrovie ed infine per i giornalisti.
A novembre scorso, secondo i dati Istat, la quota di lavoratori con il contratto scaduto era pari al 50,1%, in calo rispetto al mese precedente (57,5%), ma in notevole aumento rispetto a novembre 2006 (38,7%). Da allora sono stati rinnovati i contratti dei bancari, delle imprese di pulizia, degli elettrici e dei chimici.
I mesi d’attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 13,1 in calo rispetto ad ottobre 2007 (13,4 mesi), ma superiori rispetto al valore di ottobre 2006 (11,7 mesi).
Tra gennaio e settembre 2007 il numero di ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 1,4 milioni, il 56,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2006. La principale motivazione del conflitto nel periodo è da imputare proprio al rinnovo del contratto di lavoro.
Tra le categorie ancora in attesa di rinnovo ci sono i metalmeccanici
Il rinnovo riguarda oltre 1,5 milioni di lavoratori ed è scaduto a giugno 2007.
In particolare Federmeccanica, l’associazione delle imprese del settore, ha chiesto maggiore flessibilità di utilizzo dell’orario con lo slittamento di un anno e dell’utilizzo individuale di tre dei sette Par (i permessi annui retribuiti) gestiti a livello collettivo per le chiusure aziendali per i ponti o situazioni similari.
Le imprese stanno cercando di mettere sul tavolo anche la richiesta di aumentare di almeno tre il numero di sabati di straordinario comandato, oltre agli attuali 4 o 5 l’anno, a seconda delle situazioni.
La piattaforma dei sindacati Fiom-Fim-Uilm prevederebbe un aumento medio di 117 euro a regime oltre a 30 euro per quelli che non fanno contrattazione aziendale, mentre la risposta delle aziende è stata per una disponibilità che arriva al massimo a 100 euro a regime, 33 dei quali però legati a miglioramenti della produttività.
Non è escluso che al momento della stretta finale si possa puntare ad un nuovo allungamento della durata del contratto (nell’ultimo contratto ci si accordò per un allungamento di sei mesi) per ottenere un incremento salariale molto più consistente rispetto ai 100 euro proposti dalle aziende.
Sul mercato del lavoro le imprese sono disponibili a regolare il lavoro somministrato (ex interinale) come il contratto a termine (durata massima di 36 mesi) ma non a includere i due strumenti nella stessa fascia (teoricamente resterebbe possibile per un lavoratore essere occupato per tre anni con contratti di lavoro somministrato e per altri tre anni con un contratto a termine).
Resta aperta la discussione sulla parificazione tra operai e impiegati con la possibilità per gli operai di avere più giorni di ferie a fronte di più anni di anzianità così come accade per gli impiegati, mentre per il resto delle richieste sull’inquadramento la trattativa potrebbe slittare con una deadline fino al 2009.