appuntiALTRI SCRITTI 2008

Le Acli scaligere

di Emiliano Galati (4 febbraio 2008)
barra punti metallici

“Mi viene davvero voglia di migrare da questa fine del Novecento italiano, da questa infinita transizione politica, da questo forte rumore di niente. Altro che migrare, vien voglia di salire su di un olmo e non scendere mai più.
Tuttavia la storia ci ha grandemente insegnato che, anche nei momenti in cui tutto sembra perduto, il genere umano ha sempre saputo trovare nuova vitalità. Alla fine di un periodo buio c’è sempre un Rinascimento, un nuovo umanesimo. Proprio questo ci spinge a lavorare, nella speranza che si possa ritrovare il filo di Arianna, che ci consenta di uscire dal labirinto in cui ci siamo nostro malgrado smarriti.”
Così il riconfermato presidente scaligero delle acli Carlo Visentini apre il 23^ congresso provinciale dell’associazione di via interrato dell’acqua morta.
Le Acli scaligere contano oggi circa 18 mila iscritti e il patronato assiste ogni anno 42 mila cittadini.
Sono attive per l'animazione socio-culturale di tutta la provincia, con circa 25 strutture di base, alcune storicamente radicate nel territorio altre di tipo più progettuale, ma unite dal comune tentativo di promuovere percorsi di cittadinanza per la creazione di comunità solidali e competenti.
Nate 61 anni fa per iniziativa della Chiesa come un patto associativo tra lavoratori, tra gente semplice, tra cristiani che vogliono testimoniare la fede nel mondo del lavoro e dare concretezza alla solidarietà.
Visentini ha denunciato la grave crisi in cui versa il sistema politico italiano. “Abbiamo una legge del sistema elettorale in base alla quale solo una decina di persone decidono quali sono i parlamentari da mandare a Roma” ed ancora sulla comunicazione “se non vogliamo piombare in un nuovo medioevo, dobbiamo necessariamente riuscire ad aggiornare profondamente i linguaggi e le modalità attraverso le quali comunichiamo. L’innovazione deve prescindere dalle tecniche. Utilizzare strumenti nuovi con linguaggi vecchi, non è un’operazione di rinnovamento dei linguaggi, è solamente una stanca operazione di maquillage”.
In questo panorama desolato la testimonianza delle Acli è custodita ed espressa dall'insieme delle parole che formano il loro nome: associazioni cristiane dei lavoratori.
Una forte azione educativa e sociale per la giustizia e la solidarietà. Fede cristiana e lavoro sono fondamenti essenziali e complementari della stessa natura aclista.
Le Acli operano per allargare i confini della solidarietà, della pace e dei diritti umani e fedeli a questo mandato hanno organizzato una diffusa rete di difesa, aiuto e promozione dei lavoratori e di quanti si trovano in una situazione di emarginazione e di bisogno.
Anche per questo il congresso viene dedicato alla giornata per la memoria “trovo curioso che la fragilità dell’essere umano rischi già di dimenticare quanto accaduto nel nostro continente pochi decenni or sono e debba istituire dei simulacri di memoria. L’oblio è un lusso che non ci possiamo permettere nella migrazione verso il XXI secolo, ma la storia esiste solo se c’è qualcuno che la racconta”.