appuntiALTRI SCRITTI 2006

Servizi generali al PE

di Santina Bertulessi, 20 settembre 2006
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Il gruppo del PSE al Parlamento europeo porta avanti la sua campagna sui servizi pubblici dopo aver presentato una propria proposta di direttiva quadro sui servizi di interesse generale che era stata inviata a Barroso, oltre ad essere stata distribuita in tutte le realtà politiche e organizzative legate al PSE, ai rappresentanti locali, ai sindacati e ala società civile.

Martedì 19 settembre si è svolto al PE un seminario organizzato dal PSE aperto ai Parlamenti nazionali, ai rappresentanti delle amministrazioni locali e della società civile per continuare il percorso di riflessione e elaborazione di proposte riguardo i servizi pubblici, avendo come obiettivo di raggiungere a livello europeo certezza giuridica, protezione dell'autonomia delle amministrazioni locali e dei diritti dei cittadini a dei servizi pubblici di qualità.

Questo appuntamento ha assunto importanza anche alla luce del voto che sarà espresso dalla plenaria del PE la settimana prossima sul rapporto di iniziativa di Rapkay (deputato tedesco socialista) sui servizi di interesse generale. Il tema è scottante e delicato perché si ricollega e si incrocia alla direttiva Servizi - ex-direttiva Bolkestein che regolamenta l'apertura dei mercati e spinge a maggiore concorrenza nei servizi commerciali e professionali e che sta arrivando alla seconda lettura. L'obiettivo socialista è quello di garantire che i servizi pubblici - la sanità, la scuola, i servizi sociali e locali - possano essere regolamentati, finanziati e forniti secondo regole che rispondono ai principi di universalità, accessibilità, anche economica, parità di trattamento, qualità e efficienza.

Il tema dei servizi di interesse generale è complesso e sensibile, fortemente intrecciato, come abbiamo detto, a numerose tematiche attualmente all’esame del Parlamento europeo (non solo servizi, ma anche partenariati pubblico-privato, servizi professionali, ecc.). E' stato particolarmente difficile giungere ad una sintesi tra i gruppi politici e ad un voto positivo nella Commissione economica del PE. E' importante segnalare però che il punto qualificante del rapporto Rapkay è quello di chiedere un quadro giuridico sui servizi di interesse generale e delle direttive settoriali sui servizi sociali e la sanità. La relazione, nel gioco di pesi e contrappesi tipico di ogni negoziato di compromesso, risulta ridondante, eccessivamente dettagliata in alcune parti e troppo rinunciataria su altre. Rinuncia a creare un documento focalizzato su nozioni e criteri ma rinvia alla Commissione il compito di elaborare e costruire una proposta legislativa che possa anche aiutare a distinguere tra la nozione - oltre che la forma di organizzazione, finanziamento ed erogazione - dei Servizi di Interesse Generale (SIG) e dei Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG).

In un contesto europeo - dove tutti gli sforzi economici e regolamentari sono diretti verso maggiore competitività, concorrenza e liberalizzazione per favorire il mercato e i consumatori - è di cardinale importanza definire e fissare delle regole che consentano alle amministrazioni pubbliche di continuare ad erogare servizi fondamentali per i cittadini - siano essi forniti direttamente dagli enti locali, attraverso partnership pubblico-privato, con consorzi pubblici o esternalizzati - senza incappare in sanzioni e problemi legati alla normativa della concorrenza, del mercato interno, degli appalti,  delle concessioni.ecc.

L'obiettivo prioritario del PSE è mantenere aperto il percorso istituzionale verso una iniziativa legislativa adeguata a livello europeo. Ecco perché il voto sulla relazione Rapkay sui SIG assume un valore emblematico. O i socialisti e i progressisti riusciranno a costruire una maggioranza in seno al PE che spinga la Commissione a fare proposte legislative - e la presenza di Barroso a Strasburgo per questo dossier è in questo senso significativa - oppure si precluderà per lungo tempo la possibilità di ottenere un quadro giuridico per i servizi pubblici, necessario a tutelare tutti i soggetti coinvolti - le amministrazioni pubbliche, le cittadine e i cittadini europei e gli utenti - e a conciliare gli obiettivi di crescita e competitività economica con un modello sociale europeo sostenibile. La sfida è grande, sarebbe grave fermarsi.