appuntiALTRI SCRITTI 2006

Il seminario del PSE sulla politica per i consumatori: le prospettive future a la "class action"

di Santina Bertulessi, 20 ottobre 2006
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Il gruppo del PSE ha dedicato un'intera giornata di approfondimento sulla politica per la protezione dei consumatori, il 19 ottobre 2006 si è svolto al Parlamento europeo un seminario che ha raccolto deputati europei e nazionali, esperti della commissione Europea e rappresentanti delle associazioni dei consumatori che si sono confrontati sulle prospettive future per i consumatori a livello europeo.

La politica per i consumatori sta assumendo un'importanza crescente a livello europeo, va di pari passo con l'approfondirsi del mercato interno e con il radicarsi della cultura della protezione degli interessi dei cittadini-consumatori. Storicamente si è incrociata in modo settoriale a tutte le politiche europee, la sicurezza alimentare, il roaming telefonico, la televisione, i servizi finanziari, il credito ai consumatori, i servizi, ecc. Più recentemente si è caratterizzata anche per misure orizzontali, ci piace ricordare che la prima direttiva di carattere orizzontale e di armonizzazione massima - quella contro le Pratiche commerciali sleali che sarà attuata a partire dall'anno prossimo - fu frutto del lavoro di due relatrici della delegazione italiana al PSE, Fiorella Ghilardotti e Mercedes Bresso.

Il dibattito del seminario si è concentrato sulla class action, la nuova vera prospettiva, la linea di frontiera, in ambito della politica dei consumatori. La class action, che non esiste negli ordinamenti giudiziari europei (fatta eccezione per il Portogallo e la Svezia) consentirebbe ai consumatori di ricorrere collettivamente, attraverso le associazioni di consumatori, contro un pregiudizio comune subito a causa di politiche scorrette da parte degli operatori economici pubblici o privati. L'esistenza dei ricorsi collettivi darebbe sostanza al diritto dei consumatori, senza sanzioni reali le norme a protezione dei cittadini-consumatori non trovano attuazione concreta. Rispetto ai diritti dei consumatori, il ricorso a livello individuale, l'unico esistente in tutta Europa, è arcaico, non effettivo e non conveniente. Si pensi ai milioni di consumatori che hanno pagato ingiustamente delle tariffe per il roaming dei loro cellulari, nessun consumatore farebbe causa individualmente agli operatori di telefonia, i costi da affrontare sarebbero troppo elevati rispetto al potenziale beneficio, un ricorso collettivo permetterebbe invece di ottenere soddisfazione a tantissimi consumatori attraverso un congruo risarcimento danni di fronte ad un abuso accertato.

Non solo, la class action sarebbe salutare per il buon funzionamento del mercato interno e delle regole di concorrenza, avrebbe un effetto deterrente sugli operatori economici che - di fronte alla possibilità concreta di dover affrontare spese rilevanti di risarcimento danni a causa di accordi di cartello sui prezzi, per esempio - sarebbero spinti a rispettare le norme europee. La class action avrebbe un effetto proficuo per l'economia in due sensi: sia perché contribuirebbe al rispetto delle regole del buon funzionamento del mercato interno da parte degli operatori economici e sia perché aumenterebbe la fiducia dei consumatori nel mercato e, conseguentemente, la loro propensione al consumo e alla spinta della domanda interna.

Le difficoltà di creare una class action a livello europeo sono evidenti, gli Stati membri mantengono la sovranità sul loro sistema giudiziario civile. Il dibattito è però aperto sia a livello europeo che all'interno dei diversi Stati membri, dove sono state presentate proposte di legge in questo senso. Al di là dei progressi da compiere livello nazionale, la Comunità europea potrebbe svolgere un ruolo propositivo e di propulsione definendo una prospettiva, degli orientamenti e delle linee guida rispetto l'introduzione della class action negli Stati membri. Questa è una sfida su cui i socialisti europei si sentono di investire con l'obiettivo di realizzare un'Unione europea che sia veramente vicina e attenta ai bisogni dei cittadini.