ALTRI SCRITTI 2007
BEVANDE ALCOLICHE: LO SCONTRO SULL'ACCISA
A Strasburgo il voto sull'adeguamento del sistema di tassazione degli alcolici. La controversia europea dell'armonizzazione fiscale
di Santina Bertulessi, 11 maggio 2007

Si è giocato solo un tempo della partita in corso nella plenaria del Parlamento europeo relativa al dossier delle accise sulle bevande alcoliche, quindi alcol, prodotti intermedi, vino e birra. Un dossier che - apparentemente tecnico - porta con sè la carica conflittuale tipica di ogni questione di armonizzazione fiscale e di specificità nazionale all'interno dell'UE.
Infatti, all'apertura della sessione plenaria a Bruxelles, l'aula del Parlamento europeo si è espressa a favore della richiesta del gruppo del PSE - facendo registrare una vittoria alla relatrice ombra Donata Gottardi - di rinviare la discussione e il voto del dossier delle accise sulle bevande alcoliche alla prossima plenaria a Strasburgo. In questo modo si può dare più tempo affinché maturino posizioni politiche nuove e di compromesso sia al Parlamento che in Consiglio. In questo momento assistiamo infatti ad una netta contrapposizione tra coloro che vogliono mantenere ed adeguare all'inflazione il sistema delle accise sull'alcool, seguendo la proposta della Commissione, e coloro che vogliono smantellare l'intero sistema delle accise e lasciare gli Stati membri liberi di fissare le aliquote minime e di farsi concorrenza.
La relazione Lulling (deputata Lussemburghese del PPE) sull'adeguamento delle aliquote delle accise per l'alcol, nella versione approvata dalla commissione Economica e Monetaria, è dirompente non solo nella sua richiesta di abolire il sistema armonizzato a livello europeo di aliquote minime per le accise sull'alcol ma anche, e soprattutto, nelle ricadute negative rispetto ai faticosi progressi in ambito di armonizzazione fiscale e di funzionamento del mercato interno.
L'armonizzazione fiscale - raggiunta a livello europeo solo parzialmente in termini di tassazione indiretta, con le accise e l'IVA - e la convergenza delle politiche fiscali nazionali costituiscono uno dei temi più controversi a livello europeo. Storicamente, però, il PE - che su questi temi è solo consultato e non ha poteri di co-decisione - ha sempre avuto una posizione più avanzata rispetto alle posizioni di "difesa della sovranità" tipiche di alcuni Stati membri. Dovrebbe risultare evidente a tutti che, in un contesto di armonizzazione del mercato interno, il mantenimento di 27 politiche fiscali differenti, spesso divergenti, crea fenomeni di distorsione della concorrenza e/o concorrenza fiscale sleale tra Stati membri e tra prodotti.
Fenomeni di concorrenza fiscale e distorsioni sono particolarmente presenti in realtà di confine tra paesi membri che hanno aliquote minime basse - tipicamente il Lussemburgo - e paesi che hanno aliquote minime ben più alte - come Francia e Germania, per esempio.
La concorrenza fiscale può darsi anche tra prodotti, tra bevande alcoliche simili tassate con livelli di accise divergenti. Questo tema è sempre invocato da chi vorrebbe che fossero previste aliquote minime sul vino - attualmente le direttive prevedono un'aliquota dello 0% per il vino - per evitare concorrenza sleale tra vino e birra. In realtà, il mercato mostra che la concorrenza fiscale su prodotti si dà solo quando questi sono simili e/o equivalenti, questo non è certo il caso di birra e vino; va inoltre ricordato che il vino non è assoggettato ad un'aliquota minima di accisa perché regolamentato come prodotto agricolo (e soggetto comunque al passaggio attraverso i depositi fiscali).
Il secondo tempo di questa partita si giocherà a Strasburgo tra una decina di giorni. L'obiettivo del PSE e di Donata Gottardi è di costruire una maggioranza al PE contro la posizione dirompente della Lulling e che sia favorevole alla proposta di mantenere e adeguare le aliquote minime delle accise sull'alcol con un incremento più ridotto - calcolato a partire dal maggio 2004, momento del grande allargamento - dando un segnale chiaro rispetto alla volontà di continuare l'integrazione dell'Europa anche sotto il profilo fiscale. La sfida è dura, soprattutto in questo momento di ripiego e stanchezza dell'Unione europea, ma deve essere colta.




