ALTRI SCRITTI 2007
ALCOLICI: RIPARTE LA "GUERRA" DELLE ACCISE
L'aula ha rinviato in commissione il dossier Lulling sulle aliquote delle bevande alcoliche. Difficile lotta per l'armonizzazione fiscale
di Santina Bertulessi, 25 maggio 2007

La partita delle accise sulle bevande alcoliche al Parlamento europeo continua, siamo arrivati al secondo tempo che - pur essendo non risolutivo per il dossier - ha segnato ancora una vittoria per il PSE e Donata Gottardi, relatrice ombra.
La partita sulle accise non è finita perché, essendo stata respinta la posizione della relatrice, il dossier ritornerà alla Commissione economica per essere riscritto e il risultato finale sarà determinato dall'aula solo in seguito.
Questo dossier sulle aliquote minime su bevande alcoliche, birra e vino è solo apparentemente tecnico, in realtà è fortemente politico e conflittuale perchè mette in gioco la questione di una politica fiscale armonizzata a livello europeo e il superamento della sovranità nazionale anche in tema di tassazione, una frontiera difficile da valicare in Europa.
La posizione della relatrice Lulling (PPE, Lussemburgo) che mirava ad abolire il sistema armonizzato di tariffe minime - lasciando gli Stati membri liberi di farsi concorrenza sul piano fiscale e stravolgendo la proposta della Commissione europea di un adeguamento basato sull'inflazione - è stato respinta dall'aula con una maggioranza basata sui voti provenienti dal PSE e della spaccatura del PPE e dei liberali.
Il dossier sulle accise dimostra ancora una volta la carica conflittuale che le politiche di armonizzazione e convergenza fiscale a livello europeo portano con sé, per ragioni di sovranità, di specificità nazionale - contrapposizione tra birra e vino - e per timori di concorrenza fiscale sleale - Stati membri con livelli bassi di tassazioni che attraggono consumatori e tolgono gettito fiscale ad altri Stati membri. . Il sistema delle accise sulle bevande alcoliche ha una forte portata concreta oltre che simbolica, rappresenta delle entrate significative per gli Stati membri ed è necessario per la circolazione dei prodotti alcolici nel mercato interno e la lotta contro il contrabbando.
E' significativo che il Parlamento europeo si sia espresso contro una posizione dirompente come quella della relatrice, si lancia un messaggio positivo rispetto agli sforzi che a livello europeo si stanno facendo - sia in termini di tassazione indiretta che diretta - per proseguire verso l'armonizzazione fiscale e il corretto funzionamento del mercato interno.
Infatti, il rilancio della strategia di Lisbona richiede di predisporre adeguare politiche fiscali armonizzate in grado di completare il mercato interno con l'obiettivo di combattere la concorrenza fiscale sleale, le discriminazioni nei confronti di cittadini, consumatori e imprese e di rafforzare la competitività del sistema economico europeo. Sarebbe stato invece grave se il Parlamento europeo avesse assecondato una deriva verso politiche nazionalistiche e un ripiego rispetto allo sviluppo del mercato interno.




