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Dichiarazione di Donata Gottardi e Gianni Pittella (Ds/PSE)
Componenti Commissione economica del Parlamento europeo
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C'è un evidente interesse pubblico nel processo di unificazione delle borse europee che va pertanto incoraggiato e sostenuto. Non si può dire che ha ragione Trichet quando sottolinea i ritardi del completamento del mercato interno e ne rimarca i danni sulla crescita europea, e non augurarsi che un nuovo tassello venga aggiunto, quello della fusione delle borse in area Euro. La Commissione Europea mostra un atteggiamento ondivago e contraddittorio. Va stigmatizzata, a tal proposito, la scelta del Commissario Mc Creevy di non proporre una direttiva comunitaria che regoli le attività del post-trading, cioè compensazione e regolamento-consegna. È chiaro che una direttiva nel settore favorirebbe la diminuzione dei costi e la tutela per gli investitori, aiuterebbe il processo di rilancio e di unificazione delle Borse Europee, la completa integrazione dei mercati finanziari e, quindi, il rafforzamento del mercato interno. Insomma la strategia di Lisbona è fatta di tanti pezzi e la Commissione Europea ha il compito di non far mancare il suo ruolo di spinta e di proposta, creando le condizioni affinché i legislatori europei, Parlamento e Consiglio, possano intervenire in una evidente situazione di fallimento del mercato, se crede davvero che tale strategia, come noi crediamo, sia ancora valida.
Per tali motivi abbiamo presentato un interrogazione parlamentare alla Commissione europea per manifestare le nostre preoccupazioni sulla questione.
Si allega il testo dell'interrogazione parlamentare
Bruxelles, 13.07.2006
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L'EURO E LA POLITICA ECONOMICA
"Bene Almunia che spinge per un maggior coordinamento"
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Dichiarazione di Donata GOTTARDI (PSE) e Gianni PITTELLA (PSE), commissione economica del Parlamento europeo
"La scelta della Commissione di prevedere una comunicazione annuale sui progressi compiuti dall'Euro, rappresenta un'iniziativa apprezzabile che arriva proprio nel momento in cui l'economia europea inizia a mostrare segnali di ripresa. Il commissario Almunia ha sottolineato, tra l'altro, l'importanza di lavorare ad un maggiore coordinamento delle politiche economiche da parte degli Stati. Si tratta di una posizione perfettamente condivisibile e da sostenere con forza. É, altresí, importante raccogliere lo spunto lanciato dal commissario sull'utilità di avere un seggio unico per i paesi della zona euro all'interno del FMI e la partecipazione al gruppo di riflessione per il superamento dei disequilibri economici internazionali creato dal Presidente Rato.
L'euro può e deve essere uno strumento essenziale delle relazioni esterne dell'Unione europea; è la seconda moneta internazionale e può influenzare le dinamiche economiche e monetarie internazionali. L'euro deve essere lo strumento per costruire politiche macroeconomiche unitarie e una governance economica europea che corrisponda all'obiettivo di "una moneta, una economia".
Bruxelles, 12 luglio 2006
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Ancora un attacco contro la legge 194 sull'aborto
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Le deputate e i deputati del Parlamento europeo della delegazione italiana nel gruppo PSE sostengono le iniziative di protesta che cercano di fermare il percorso dell'inacettabile progetto di legge n. 3 della Regione Veneto finalizzato a "regolamentare le iniziative mirate all'informazione sulle possibili alternative all'aborto".
In tre brevi articoli si consuma un vero e proprio attacco all'autodeterminazione della donna ed anche un oltraggio alla sua intelligenza e capacità di scelta. Ai movimenti e associazioni per la vita verrebbe concessa la presenza/ingerenza nei consultori familiari, nei reparti e nelle sale d'aspetto degli ospedali.
Condividiamo la denuncia del tentativo di intimidire ideologicamente le donne in un momento così delicato ed intimo della loro vita direttamente all'interno delle strutture sanitarie. Riteniamo che anche questo sia uno dei modi per portare un attacco alla legge nazionale n. 194 da parte di un Consiglio regionale.
Donata Gottardi, Marta Vincenzi, Pasqualina Napoletano, Pia Locatelli, Lilli Gruber, Nicola Zingaretti, Guido Sacconi, Enzo Lavarra, Antonio Panzeri, Giovanni Berlinguer, Mauro Zani, Gianni Pittella, Claudio Fava, Achille Occhetto, Giulietto Chiesa.
Strasburgo, 5 luglio 2005 |
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LA SOSTENIBILITA' SOCIALE CONTAMINA IL DIRITTO SOCIETARIO E I MERCATI FINANZIARI
Comunicato Stampa di Donata Gottardi - Delegazione Italiana Gruppo PSE
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La plenaria del PE si è espressa a larga maggioranza a favore di due interessanti risoluzioni riguardanti i mercati finanziari e il governo societario, si tratta della relazione Muscat (PSE, Malta) sul consolidamento del settore finanziario, in particolare le banche, e la relazione Szejna (PSE, Polonia) sulle prospettive del diritto societario.
Donata Gottardi, membro della commissione Economica del PE, esprime soddisfazione perché con questo voto positivo sono arrivati a conclusione due percorsi apparentemente distinti ma che presentano forti correlazioni grazie alle scelte effettuate dal PE, in particolare riguardo al ruolo assegnato alla responsabilità sociale di impresa e all'importanza attribuita alla protezione dei consumatori/investitori.
Per quanto riguarda il diritto societario, Donata Gottardi, pone l'accento su numerosi elementi positivi tra cui l'indicazione dell'esistenza di "un" modello sociale europeo, la connessione tra governo societario e politica sociale, la necessità di vincoli di indipendenza e trasparenza (anche delle retribuzioni) degli amministratori, la garanzia dei diritti dei lavoratori in ordine alla informazione e consultazione rispetto alle decisioni dell'impresa. Rispetto al consolidamento dell'industria finanziaria, e delle fusioni in corso a livello europeo, è interessante sottolineare non solo gli aspetti relativi alla maggiore competitività europea risultante dall'integrazione del sistema bancario europeo, ma anche la richiesta di una supervisione finanziaria più rigorosa, il mantenimento di una rete bancaria di prossimità per rispondere ai bisogni specifici dei consumatori, il richiamo alla responsabilità sociale degli operatori di mercato nei processi di fusione o ristrutturazione.
Si tratta di indicazioni particolarmente utili anche per le prossime azioni del governo italiano in questi settori.
Strasburgo, 4 luglio 2006
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Discussione plenaria "Ultimi sviluppi e prospettive del diritto societario"
Intervento di Donata Gottardi
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Donata Gottardi (PSE). Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero anch'io esprimere apprezzamento su alcuni punti qualificanti della relazione. Tra questi, l'esplicito riconoscimento di un modello sociale europeo, nonostante le diverse vie nazionali di diritto societario; la connessione tra il diritto e il governo societario da un lato e la politica sociale, anche per il tramite della CSR.
Il Parlamento europeo sta assumendo come fondamentale la relazione con i portatori d'interesse, con gli stake holder, radicando quindi la responsabilità sociale delle imprese nei processi di governo societario e sta dunque cogliendo la più autentica prospettiva in questa materia.
Cito inoltre l'esplicito riconoscimento della necessità di vincoli di dipendenza degli amministratori e di trasparenza anche delle retribuzioni, la garanzia dei diritti dei lavoratori e dei loro rappresentanti in ordine alla partecipazione alle decisioni dell'impresa.
Ribadisco la necessità di aprire prospettive di coordinamento con i mercati finanziari, in modo da tenere in debito conto l'evoluzione dell'economia reale e auspico che queste indicazioni trovino al più presto adeguata e corretta attuazione negli ordinamenti nazionali.
Strasburgo, 3 luglio 2006
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Fusione Nyse-Euronext - Comunicato degli onn. Gottardi e Pittella - 20 giugno 2006
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FUSIONE NYSE-EURONEXT
"Meglio la federazione/integrazione tra le Borse europee"
Dichiarazione di Donata Gottardi e Gianni Pittella, comm. Economica del Parlamento Europeo
La commissione Economica e Monetaria del Parlamento Europeo ha interrogato la Commissione europea sulla situazione delle Borse in Europa ed in particolare sulla fusione tra NYSE (la Borsa di New York) e Euronext (le Borse di Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Lisbona).
Questa fusione - che deve essere ancora avallata dagli azionisti Euronext - crea preoccupazioni nel mondo economico e finanziario e politico perché si cala in un contesto europeo delle Borse frammentato, basato su strutture nazionali e sistemi di regolamento e compensazione delle transazioni in strumenti finanziari non integrati.
Donata Gottardi e Gianni Pittella - parlamentari della Delegazione italiana nel gruppo PSE e componenti della commissione - condividono le preoccupazioni nei confronti della fusione NYSE e Euronext che rischia di intralciare il processo di integrazione dei mercati finanziari europei. Si esprimono, invece, a favore dell"opzione di una federazione/integrazione tra le Borse europee che veda Euronext, Deutsche Börse e Borsa italiana come protagonisti.
Secondo i due parlamentari, non si tratta tanto di creare un campione europeo in senso difensivo, quanto di realizzare all'interno dell'UE un mercato unico dei servizi finanziari e delle strutture delle borse - sottoposto a un sistema di supervisione comune - che sia moderno, dinamico ed integrato nella strategia di Lisbona, che sia in grado di rispondere ai bisogni di investimento dell'economia reale, crescita economica, protezione dei consumatori e competizione internazionale. Anche il governo italiano si è espresso in questo senso: è ora necessario che la Commissione europea e il Consiglio raccolgano questa sfida.
Bruxelles, 20 giugno 2006
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La trasposizione nel nostro ordinamento di due direttive in materia di discriminazioni
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Fiba report
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- A Ferragosto sono comparsi in Gazzetta Ufficiale due decreti legislativi di pari data (9 luglio 2003): il decreto legislativo n. 215 e il decreto legislativo n. 216.
Il primo recepisce nellordinamento italiano la direttiva 2000/43/CE che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dallorigine etnica; il secondo la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, cioè quella direttiva che nel linguaggio corrente viene chiamata direttiva altre discriminazioni, poiché si occupa di un insieme di discriminazioni destinato ad assemblare tutte (o quasi) le discriminazioni diverse da quelle cui è dedicata apposita disciplina: quelle di genere e quelle di razza e origine etnica. [segue]
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Dalle discriminazioni di genere alle discriminazioni doppie o sovrapposte: le transizioni
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Giornale di diritto del lavoro e delle relazioni industriali, 2003, n. 3/4
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- 1. Delimitazione del campo di indagine. La tutela processuale dalla discriminazione sindacale alla discriminazione sessuale e alla discriminazione razziale. - 2. La tecnica normativa definitoria. I pericoli della trasposizione interna - 3. Le discriminazioni multiple o incrociate. - 4. Le sedi separate. - 5. Il lavoro domestico e di assistenza nellultima regolarizzazione di clandestini. - 6. La discriminazione per lavoro di cura. [segue]
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I pericoli della riforma del mercato del lavoro per le lavoratrici. Prime valutazioni dellimpatto di genere.
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- Settembre 2001 settembre 2003: due anni sono bastati al Governo per passare dallindicazione politica nel Libro bianco delle linee di riforma del mercato del lavoro alla sua attuazione mediante decreto delegato. La riforma appare allinsegna della moltiplicazione di tipologie contrattuali e di organismi e della concorrenza al ribasso; della erosione dei principi cardine del diritto del lavoro e dellinizio di trasmigrazione verso il diritto dei privati e quello dei commerci; della prevalenza assegnata alle ragioni dellimpresa, capovolgendo la direzione dellintervento, e del trasferimento allesterno, e soprattutto sul lavoratore, dei rischi connessi alla mancata prestazione di lavoro. Il tutto condito da un livello estremamente basso di tecnica giuridica e legislativa, da violazioni della delega ricevuta, da contrasto con lordinamento comunitario, da una portata quasi illimitata dei varchi aperti, da simultanee ed inattese modificazioni già in sede di manovra finanziaria. [segue]
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Breve nota critica breve sul decreto delegato n. 276/2003
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Argomenti umani 2003
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- La legge delega n. 30 del 14 febbraio 2003 e il decreto legislativo delegato n. 276 del 10 settembre 2003 che solo un Governo che cinicamente intende sfruttare lemozione legata allomicidio continuano a chiamare Biagi presentano preoccupanti ricadute per loccupazione femminile.
Tutto il contrario di quanto enunciato nelle rispettive relazioni illustrative. Leggendo quella che introduce il decreto legislativo sembra di trovarsi di fronte a un libro dei sogni, in cui si annunciano interventi riformatori allinsegna di quanto indicato a livello comunitario, con particolare riferimento alle donne, anche per la parte relativa al vincolo della valutazione di impatto di genere. [segue]
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