Risoluzione del Parlamento europeo del 19
giugno 2007 sulla messa a punto di una politica europea in materia
di banda larga (2006/2273(INI))
Il Parlamento europeo ,
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "Colmare il divario
nella banda larga" (COM(2006)0129),
– vista la relazione del Forum sul divario digitale,
in data 15 luglio 2005, sull'accesso alla banda larga e il sostegno
pubblico nelle regioni mal servite,
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio europeo di primavera dal titolo "Attuazione della
strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione: un
anno di realizzazioni" (COM(2006)0816),
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "Connettere l'Europa
ad alta velocità: sviluppi recenti nel settore delle comunicazioni
elettroniche" (COM(2004)0061),
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle Regioni sul riesame del quadro normativo
comunitario per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (COM(2006)0334),
– vista la direttiva 2002/21/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro
normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione
elettronica (direttiva quadro)(1) ,
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "i2010 – Una società
europea dell'informazione per la crescita e l'occupazione (COM(2005)0229),
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "'i2010 – Prima
relazione annuale sulla società europea dell'informazione" (COM(2006)0215),
– vista la decisione n. 854/2005/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, che istituisce un
programma comunitario pluriennale inteso a promuovere un uso più
sicuro di Internet e delle nuove tecnologie online(2) ,
– visto il documento di lavoro della Commissione dal
titolo "Orientamenti sui criteri e le modalità di applicazione dei
Fondi strutturali a sostegno delle comunicazioni elettroniche"
(SEC(2003)0895),
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "Un approccio basato
sul mercato in materia di gestione dello spettro radioelettrico
nell'Unione europea" (COM(2005)0400),
– vista la sentenza del Tribunale di primo grado in
data 30 gennaio 2007 nella causa T–340/03, France
Télécom SA/Commissione , che respinge integralmente il
ricorso della France Télécom SA contro la decisione adottata nel
2003 dalla Commissione in materia di prezzi predatori dei servizi di
accesso Internet ADSL destinati al vasto pubblico,
– vista la comunicazione della Commissione al
Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo "Spettro radio: una
politica strategica per l'Unione europea – Seconda relazione
annuale" (COM(2005)0411),
– viste le sue risoluzioni del 14 marzo 2006 su un
modello europeo di società dell'informazione per la crescita e
l'occupazione(3) , del 1° dicembre 2005
sulla regolamentazione e i mercati europei delle comunicazioni
elettroniche, 2004(4) , e del 23 giugno 2005
sulla società dell'informazione(5) ,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per
l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per
il mercato interno e la protezione dei consumatori, della
commissione per lo sviluppo regionale e della commissione giuridica
(A6-0193/2007),
A. considerando che lo sviluppo di internet e della
banda larga hanno trasformato l'economia globale, hanno
reciprocamente integrato le regioni e i paesi, creato un paradigma
dinamico nell'ambito del quale i singoli cittadini, ovunque essi
risiedano, hanno opportunità mai viste prima in materia di
informazione, comunicazione, influenza, partecipazione, consumo,
vita professionale e imprenditorialità,
B. considerando che la banda larga contribuirà a
rafforzare l'integrazione e la coesione all'interno dell'Unione
europea,
C. considerando che gli orientamenti strategici
comunitari in materia di coesione per il 2007-2013 stabiliscono che
è prioritario "garantire la disponibilità di infrastrutture TIC e di
servizi collegati qualora il mercato non li fornisca a prezzi
accessibili e a un livello compatibile con i servizi necessari,
specialmente nelle zone isolate e rurali e nei nuovi Stati
membri",
D. considerando che il valore di internet e della
banda larga aumenta in modo esponenziale con ogni nuovo utente, il
che è essenziale se l'Europa vuole diventare una società leader nel
settore della conoscenza; che la riassegnazione dello spettro offre
la possibilità di far entrare nella società digitale zone con scarsa
copertura,
E. considerando che i 500 milioni di cittadini che
fanno parte del mercato interno UE rappresentano una massa critica,
unica a livello mondiale, necessaria per lo sviluppo di nuovi
servizi innovativi che si traduce in un aumento delle opportunità in
tutta l'Unione; che ciò mette in luce i vantaggi che deriveranno
all'Europa dal fatto di garantire a tutti l'accesso alla banda
larga,
F. considerando che, nella sentenza sopra citata
France Télécom SA c. Commissione , il
Tribunale di primo grado ha affermato che la rapida crescita del
settore della banda larga non esclude l'applicazione delle norme in
materia di concorrenza,
G. considerando che il numero di linee a banda larga
è quasi raddoppiato e che il numero di abbonati alla banda larga è
pressoché quadruplicato negli ultimi tre anni; che questi sviluppi
sono stati orientati al mercato e sono rafforzati dalla concorrenza
e dimostrano quindi l'importanza di non effettuare distorsioni del
mercato,
H. considerando che gli Stati membri i quali
registrano una concorrenza più elevata nel mercato della banda larga
nonché tra tecnologie diverse evidenziano un maggior livello di
copertura e penetrazione della stessa,
I. considerando che i servizi in linea, ad esempio
quelli della pubblica amministrazione, dell'assistenza sanitaria,
dell'istruzione e degli appalti pubblici, possono diventare
effettivamente inclusivi e rafforzare la coesione solo se risultano
ampiamente disponibili ai cittadini dell'UE e alla comunità
imprenditoriale attraverso connessioni a banda larga,
J. considerando che le connessioni internet a banda
larga possono contribuire ad un sistema sanitario più sofisticato e
inclusivo, utilizzando diagnosi e cure a distanza nelle regioni meno
sviluppate,
K. considerando che le connessioni internet a banda
larga possono contribuire ad un sistema d'istruzione più sofisticato
e inclusivo, in grado di fornire applicazioni per l'apprendimento a
distanza in regioni che non dispongono di infrastrutture scolastiche
adeguate,
L. considerando che, ai fini di un utilizzo
funzionale dei servizi internet e contenuti video più avanzati, le
connessioni a banda larga a più basse velocità non sono più
sufficienti,
M. considerando che il rapido sviluppo dei servizi e
contenuti internet richiede connessioni a banda larga ad alta
velocità,
N. considerando che la diffusione della banda larga
non è stata realizzata nella medesima misura in tutti gli Stati
membri e in tutte le regioni dell'UE; che la relativa disponibilità
nelle zone inaccessibili (insulari e di montagna) e rurali permane
limitata a causa dell'elevato costo delle reti e dei servizi a banda
larga; che lo scarso livello della domanda al di fuori dei centri
metropolitani dell'UE comporta una più bassa redditività degli
investimenti e può scoraggiare i fornitori di servizi a banda larga
per mancanza di interesse commerciale,
O. considerando che, fra i centri urbani e le zone
remote, nonché fra i vecchi e i nuovi Stati membri, continua a
sussistere un notevole divario in termini di diffusione della banda
larga; che ciò evidenzia la necessità di assicurare uno sviluppo
tecnologico, di offrire ai nuovi operatori maggiori possibilità
d'ingresso nel mercato e di definire chiare strategie su come
aumentare il ritmo dell'innovazione, consentendo così alle zone
rurali e ai paesi arretrati di colmare tale divario,
P. considerando che, per migliorare l'accesso delle
categorie socialmente svantaggiate, sono necessarie misure di
formazione e assistenza in modo che garantiscano pari
opportunità,
Q. considerando che l'accesso a connessioni a banda
larga con capacità funzionali è importante per tutti gli
utilizzatori della Comunità, indipendentemente dalla loro
localizzazione in termini geografici,
R. considerando che la corretta e tempestiva
applicazione dell'attuale quadro regolamentare è un presupposto
essenziale di un mercato aperto, competitivo e innovativo dei
servizi di comunicazione elettronica; che le procedure per la
trasposizione e l'attuazione di tale quadro differiscono
sensibilmente tra i vari Stati membri con una conseguente
frammentazione del mercato unico europeo delle comunicazioni,
S. considerando che tutte le scuole dovrebbero essere
collegate alla banda larga, in vista di un futuro in cui "nessun
bambino rimanga off line nella UE",
T. considerando che il passaggio al digitale e la
transizione dall'analogico al digitale libereranno diverse centinaia
di megahertz di spettro, consentendo così una loro riassegnazione e
l'apertura di "spectrum commons",
Potenziale della banda larga
1. sottolinea le opportunità derivanti da un mercato
interno con circa 500 milioni di persone collegate alla banda larga
che formano una massa critica unica al mondo di utenti che
esporrebbe tutte le regioni a nuove opportunità e che darebbe a
ognuno di loro un valore aggiunto e all'Europa la capacità di essere
un'economia basata sulla conoscenza leader a livello mondiale;
2. ritiene che l'accesso generalizzato alla banda
larga sia una premessa essenziale per lo sviluppo sociale e servizi
pubblici migliori e che le autorità pubbliche dovrebbero fare ogni
sforzo affinché tutti i cittadini abbiano accesso alla banda larga,
consentendo che i relativi benefici si estendano a tutti i settori
della popolazione, specialmente nelle regioni meno sviluppate
dell'Unione;
3. riconosce che lo sviluppo di reti a banda larga
che offrano una trasmissione affidabile con una larghezza di banda
competitiva riveste un'importanza fondamentale per la crescita delle
imprese, lo sviluppo della società e il rafforzamento dei servizi
pubblici;
4. sottolinea che l'entità dello sviluppo della banda
larga non può essere prevista o pianificata, ma può essere
incentivata e sostenuta da un ambiente creativo e aperto;
5. sottolinea che una più ampia diffusione della
banda larga darebbe nuovo impulso al mercato interno in
generale;
Connettere l'Europa
6. sottolinea che la diffusione di collegamenti a
banda larga nelle zone rurali riveste un'importanza fondamentale ai
fini della partecipazione di tutti i cittadini alla società della
conoscenza; evidenzia inoltre che i servizi in banda larga
rappresentano altresì un fattore decisivo per lo sviluppo economico
di dette regioni che dovrebbero quindi essere offerti in modo quanto
più generalizzato;
7. chiede agli Stati membri di promuovere i
collegamenti a banda larga in ogni scuola, università e centro
formativo dell'UE, come pure l'introduzione della formazione a
distanza in vista di un futuro in cui "nessun bambino e nessun
cittadino che partecipa a programmi d'istruzione rimangano off line
nella UE";
8. sottolinea che, per colmare il divario digitale,
occorre promuovere una struttura di base, come la disponibilità di
computer nelle case e nelle istituzioni pubbliche;
9. incoraggia gli Stati membri ad elaborare una mappa
dell'infrastruttura della banda larga per indicare con maggior
accuratezza la copertura dei relativi servizi;
Ruolo
fondamentale dell'innovazione
10. ritiene che la chiave per colmare il divario
della banda larga consista in una tecnologia innovativa, vale a dire
una tecnologia che consenta di realizzare connessioni a banda larga
con capacità elevate, ed evidenzia che la nuova tecnologia ha
consentito a regioni svantaggiate di saltare a pié pari varie fasi
di sviluppo;
11. rileva che lo sviluppo di vantaggi competitivi
come pure la soluzione dei gravi problemi delle zone rurali,
scarsamente popolate e inaccessibili (insulari, di montagna, ecc.)
sono subordinati a nuovi usi innovativi delle tecnologie in materia
di informazione e comunicazione (TIC);
12. sottolinea che la nuova tecnologia è per natura
molto più vasta e inclusiva, consentendo quindi servizi più
avanzati; sottolinea altresì che i servizi in banda larga aiuteranno
le regioni, in particolare quelle meno sviluppate, ad attrarre
imprese, ad agevolare il telelavoro, ad offrire nuovi servizi
diagnostici e terapie mediche e ad ottenere standard educativi e
servizi pubblici migliori;
13. ritiene che le nuove tecnologie offrano soluzioni
interessanti e più economiche per le zone periferiche, inaccessibili
(insulari e di montagna) e rurali, in quanto le connessioni senza
fili, le comunicazioni cellulari e satellitari possono portare la
banda larga in zone tradizionalmente escluse dalle reti fisse;
rileva che queste nuove tecnologie devono essere previste
nell'allocazione dello spettro radio;
14. sottolinea che lo sviluppo di tecnologie
innovative deve essere incoraggiato a tutti i livelli e che occorre
impegnarsi seriamente per promuovere l'accesso al mercato e
mantenervi eque condizioni di concorrenza;
15. ritiene importante mobilitare la ricerca e i
partenariati in materia di TIC tra università, autorità locali e
imprese;
16. invita la Commissione ad attribuire la stessa
importanza alle soluzioni relative alla banda larga, e specialmente
alla banda larga mobile, sia nelle attività del Programma quadro
sulla competitività e l'innovazione (PQCI) sia nell'ambito del
Settimo programma quadro per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e
le attività di dimostrazione (7PQ);
17. esorta la Commissione a perseguire attivamente
sinergie tra i propri programmi settoriali, ad esempio il PQCI e il
7PQ, unitamente ad un miglior coordinamento con i programmi
internazionali e il finanziamento fornito attraverso i fondi
strutturali e di sviluppo rurale per la diffusione della banda
larga;
18. sottolinea che la connessione a banda larga, nel
contesto dello sviluppo estremamente rapido dei mezzi di
comunicazione, rappresenta l'unico accesso tecnicamente affidabile
alle offerte di media quali la televisione o la telefonia via
internet, impedendo in tal modo uno scollamento tra gli abitanti
delle zone rurali e quelli degli agglomerati urbani in cui è
disponibile la banda larga;
19. riconosce che alcune persone hanno accesso
soltanto a bande larghe a bassa velocità e capacità; ritiene che
tali connessioni non dovrebbero costituire un surrogato di
connessioni più moderne ad alta velocità; insiste sul fatto che
nessuna zona geografica e nessun gruppo socioeconomico dovrebbero
essere esclusi da investimenti in tecnologie nuove e più veloci
semplicemente perché hanno già accesso a connessioni di qualità
inferiore;
20. osserva che le nuove piattaforme senza fili sono
particolarmente adatte ad assicurare l'accesso alla banda larga
nelle zone rurali; pone l'accento sull'importanza della neutralità
tecnologica nell'assegnazione dello spettro; ricorda che la
Commissione ha previsto una politica più attiva in materia di
spettro e che tale politica è stata anche sostenuta dal Parlamento
nella sua risoluzione del 14 febbraio 2007 "Verso una politica
europea in materia di spettro radio"(6) ;
21. invita le istituzioni comunitarie e gli Stati
membri a cooperare più strettamente nella gestione dello spettro
radio allo scopo di favorirne l'uso da parte di un'ampia gamma di
tecnologie senza fili e mobili (terrestri e satellitari);
22. chiede agli Stati membri di assegnare uno spettro
sufficiente alle tecnologie a banda larga;
Impatto
del contenuto
23. evidenzia che l'alfabetismo informatico
costituisce una base indispensabile per lo sfruttamento delle
opportunità offerte dalla banda larga e si richiama alla
responsabilità dell'istruzione pubblica in questo settore; insiste
altresì sulla necessità di migliorare l'accesso e l'uso delle TIC
per il maggior numero possibile dei cittadini della UE;
24. chiede misure favorevoli ai consumatori nel
settore del perfezionamento professionale e la mobilitazione delle
risorse tecniche nel settore delle tecnologie dell'informazione;
raccomanda incentivi finanziari e fiscali a favore di tali
misure;
25. ritiene che gli investimenti in applicazioni on
line per l'assistenza sanitaria, la pubblica amministrazione e
l'istruzione possano svolgere un ruolo importante nell'incentivare
la domanda dei consumatori per la banda larga, creando così la massa
critica necessaria per la nascita di mercati più grandi in questi
settori;
26. ritiene che la promozione da parte delle autorità
pubbliche, in cooperazione con le imprese, di applicazioni e servizi
rafforzati dalla banda larga possa contribuire a un'efficiente
prestazione di servizi governativi e, al contempo, fornire incentivi
agli appalti in materia di accesso alla banda larga, il che
contribuirà a stimolare l'offerta;
27. evidenzia le opportunità che le autorità
pubbliche hanno di sfruttare appalti precommerciali al fine di
stimolare la prestazione di servizi innovativi attraverso le reti a
banda larga; osserva che tali autorità possono anche coordinare la
domanda tra collettività e fornitori di servizi onde garantire la
massa critica necessaria per sostenere gli investimenti in nuove
reti; incoraggia la Commissione a promuovere una presa di coscienza
in materia, nonché l'uso di tali strumenti;
28. invita la Commissione e gli Stati membri a
privilegiare le soluzioni e le tecnologie basate sull'accesso a
internet a banda larga nell'informatizzazione delle amministrazioni
pubbliche, delle scuole e delle PMI (application service provider,
terminal server, ecc.);
29. riconosce che un nucleo fondamentale di servizi
elettronici europei può servire ad un'ulteriore integrazione e a
rafforzare la coesione nonché a creare un unico mercato elettronico
europeo attraverso l'utilizzo della banda larga e chiede che questo
settore sia considerato una priorità speciale ai fini dell'utilizzo
dei fondi strutturali e rurali; sottolinea inoltre il ruolo che
questi fondi di sviluppo svolgono nel sostenere le regioni sotto
questo profilo;
30. invita le istituzioni comunitarie e gli Stati
membri a raggiungere l'obiettivo fissato nel corso del Consiglio
europeo di Barcellona del 2003 di garantire ai cittadini europei
l'offerta di servizi pubblici a banda larga;
31. ritiene che sia estremamente importante garantire
alle persone un accesso quanto più ampio possibile a servizi e
contenuti di elevata qualità ogniqualvolta utilizzano la tecnologia
di loro scelta e sottolinea la necessità di reti d'accesso e di reti
di trasmissione aperte a diversi operatori;
32. invita le istituzioni comunitarie e gli Stati
membri a promuovere la disponibilità di contenuti on line, in
particolare assicurandone un'adeguata protezione nell'ambiente
digitale;
Dinamica di mercato
33. afferma che la rapida applicazione della banda
larga è indispensabile per lo sviluppo della produttività e
competitività della UE e per la nascita di nuove e piccole imprese
che possono essere leader in vari settori, ad esempio
nell'assistenza sanitaria, nella produzione e nei servizi
finanziari;
34. ritiene che gli investimenti privati siano
essenziali ai fini di una maggiore copertura e penetrazione della
banda larga; sottolinea che gli investitori privati devono poter
trarre vantaggio dai loro investimenti se si vuole stimolare
ulteriormente la dinamica concorrenziale e fornire ai consumatori
servizi migliori e una maggiore innovazione e scelta;
35. sottolinea l'importanza di standard aperti,
interoperativi e orientati all'industria a livello tecnico, legale e
semantico in modo da garantire economie di scala, l'accesso libero e
non discriminatorio alla società dell'informazione e promuovere la
rapida applicazione delle tecnologie;
36. invita le istituzioni comunitarie e gli Stati
membri a collaborare con l'industria e ad affrontare i problemi
(come quelli dei micropagamenti, della sicurezza e della fiducia,
dell'interoperabilità e della gestione dei diritti digitali) che
ostacolano lo sviluppo di nuovi modelli di attività nel settore
della banda larga;
Un
quadro chiaro ed incoraggiante
37. sottolinea che il ruolo delle istituzioni
comunitarie e degli Stati membri è di creare un ambiente favorevole
allo sviluppo dell'innovazione e all'introduzione di nuove
tecnologie, predisponendo un quadro regolamentare che stimoli la
concorrenza e gli investimenti privati e attraverso il ricorso ai
pertinenti finanziamenti per incentivare la domanda di servizi a
banda larga e, ove opportuno, sostenere la necessaria
infrastruttura;
38. rileva che le autorità pubbliche hanno un
importante ruolo da svolgere per quanto riguarda la promozione
dell'introduzione di reti a banda larga e ritiene che esse
dovrebbero prendere in considerazione misure volte ad incoraggiare
la domanda e gli investimenti in infrastrutture fisse; chiede che si
definisca un quadro chiaro per gli investimenti nelle
infrastrutture, i quali non dovrebbero distorcere i mercati né
essere effettuati a condizioni non eque nei confronti delle imprese
private; plaude al fatto che la Commissione abbia chiarito le regole
in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda la partecipazione
delle autorità pubbliche a programmi di sviluppo della banda
larga;
39. sottolinea che il ruolo principale degli Stati
membri in materia di promozione della banda larga è la creazione di
un ambiente in cui vi sia certezza giuridica e in grado di
promuovere la concorrenza e stimolare gli investimenti e che, per
realizzare tale obiettivo, il quadro regolamentare dell'UE per le
comunicazioni elettroniche deve essere effettivamente attuato in
pratica; ribadisce l'importanza di garantire condizioni di mercato
competitive e l'esigenza che tutti gli Stati membri recepiscano e
applichino il quadro regolamentare per le comunicazioni elettroniche
ed assicurino la presenza di organismi di regolamentazione efficaci,
indipendenti e dotati di risorse adeguate;
Norme
di concorrenza e protezione dei consumatori
40. evidenzia il ruolo chiave svolto dal mercato
nell'espansione e nello sviluppo di servizi innovativi; sottolinea
però che è essenziale che i regolatori nazionali, le autorità della
concorrenza e i governi nazionali e locali diano simultaneamente
priorità alla promozione di una concorrenza e di investimenti più
vigorosi nei mercati della banda larga nonché all'applicazione di
rimedi per ovviare agli abusi delle posizioni e dei cartelli
dominanti e infine alla riduzione degli ostacoli all'ingresso,
affinché il mercato sia in grado di fornire innovazione;
41. rileva che il mercato europeo della banda larga è
caratterizzato da una crescente concorrenza; ricorda a tale
proposito che il regolamento settoriale delle TIC era stato
concepito sin dall'inizio quale soluzione transitoria per l'apertura
dei mercati e che nel breve termine occorrerà passare
all'applicazione esclusiva delle norme generali di concorrenza;
42. sottolinea che l'imminente revisione del quadro
regolamentare deve mirare a garantire libertà di accesso e l'equa
concorrenza per tutti gli operatori;
43. ritiene che, al fine di accelerare l'introduzione
della banda larga nelle zone rurali, non si dovrebbero imporre
restrizioni sulla condivisione volontaria delle reti da parte degli
operatori; sottolinea inoltre che tali intese tra operatori possono
essere un valido strumento nelle regioni in cui non esiste
un'infrastruttura di trasmissione in grado di fornire servizi a
banda larga e in cui la domanda futura non consentirebbe la presenza
di più reti;
44. sottolinea la necessità di creare
un'infrastruttura a banda larga a livello di comunità locali,
applicando il principio del partenariato pubblico-privato e tenendo
conto della parità d'accesso;
45. sottolinea che la concorrenza e regole efficaci e
adeguate per l'apertura del mercato a banda larga forniscono
l'incentivo maggiore allo sviluppo della banda larga in termini di
installazione, velocità e varietà di servizi;
46. sottolinea l'esigenza di una neutralità
tecnologica unita alla necessità di evitare la frammentazione e di
tener conto dell'evoluzione tecnologica e delle esigenze degli
utilizzatori, il che stimolerà i regolatori europei ad aprire nuove
soluzioni, creando però nel contempo precondizioni di stabilità;
47. evidenzia che la disaggregazione funzionale delle
reti di accesso degli operatori tradizionali dalle loro attività
operative può avere vantaggi positivi e potrebbe garantire pari ed
equo trattamento a tutti gli operatori;
48. invita la Commissione ad esaminare, nel suo
prossimo Libro verde sul servizio universale, la disponibilità di
servizi internet a prezzi ragionevoli e accessibili in tutta
l'Unione europea per tutti i cittadini, compresi quelli a basso
reddito e quelli che vivono in zone rurali o ad alto costo, e a
valutare se sia necessario modificare i requisiti di servizio
universale esistenti; si aspetta altresì che il Libro verde affronti
le preoccupazioni del consumatore in materia di sicurezza della
banda larga;
Finanziamenti pubblici ove
necessari
49. sottolinea che i finanziamenti pubblici
andrebbero utilizzati solo nel caso in cui l'installazione
dell'infrastruttura della banda larga non sia economicamente
fattibile per le imprese private e non dovrebbero servire per creare
doppioni con infrastrutture già esistenti in grado di fornire
servizi a banda larga;
50. sottolinea che il finanziamento pubblico
nazionale e comunitario dovrebbe essere neutro sotto il profilo
della concorrenza e contribuire ad investimenti commercialmente
sostenibili; evidenzia che i contratti di appalti pubblici
dovrebbero essere aggiudicati attraverso procedure di gara aperte,
trasparenti, competitive e non discriminatorie;
51. sottolinea che l'infrastruttura finanziata
pubblicamente dovrebbe essere fornita sulla base di un accesso
paritario e non dovrebbe favorire alcun fornitore di servizi
particolare;
52. è dell'opinione che, oltre alle forze di mercato,
gli Stati membri, e in particolare le loro regioni e comuni,
potrebbero stabilire incentivi per stimolare il mercato della banda
larga nelle regioni svantaggiate; sottolinea il ruolo che i Fondi
strutturali e di sviluppo rurale dovrebbero esercitare nel sostenere
le regioni a rafforzare il lato della domanda della società
dell'informazione;
53. rileva che il finanziamento pubblico di
investimenti nell'infrastruttura a banda larga deve essere possibile
nell'ambito delle norme della Comunità in materia di
concorrenza;
54. esorta la Commissione ad assicurare che tutti i
fornitori di servizi possano accedere in condizioni paritarie alle
reti a banda larga finanziate con il sostegno dei fondi strutturali
e rurali; ritiene inoltre che, per garantire il rispetto delle
norme, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero avere la
facoltà di stabilire per legge requisiti in materia di apertura ed
essere incaricate di controllarne l'osservanza;
55. sottolinea l'importanza di combinare lo sviluppo
regionale con una politica europea della banda larga, compreso l'uso
di fondi regionali e rurali, al fine di individuare soluzioni di
banda larga mobile o creare la necessaria infrastruttura;
56. invita a Commissione a sviluppare e rivedere
ulteriormente gli orientamenti sull'uso dei fondi strutturali e
rurali per promuovere la diffusione e l'assorbimento della banda
larga e, in particolare, a fornire orientamenti più precisi per
quanto riguarda l'utilizzo dei fondi strutturali per la diffusione
dei servizi in banda larga dove esista già una fornitura parziale di
tali servizi;
57. chiede alla Commissione di fornire consulenza e
di diffondere le buone pratiche sul rispetto delle norme in materia
di aiuti statali in relazione al sostegno finanziario pubblico
fornito ai progetti di banda larga;
58. chiede alla Commissione di consentire l'utilizzo
delle risorse della Comunità anche per il potenziamento e la
sostituzione di reti a banda larga che non assicurano connessioni
dotate di un'adeguata capacità funzionale;
59. esorta la Commissione a fornire adeguate
informazioni e statistiche e a valutare l'impatto del finanziamento
strutturale e rurale sull'applicazione della banda larga nelle
regioni che beneficiano di aiuti come pure a promuovere lo scambio
delle migliori prassi tra le regioni dell'UE;
60. incoraggia la Commissione ad esaminare
attentamente se il quadro regolamentare sia pienamente attuato e se
le norme sugli aiuti di stato siano applicate ogniqualvolta si
debbano utilizzare fondi strutturali e rurali per gli investimenti
nella banda larga e a garantire che il finanziamento della Comunità
sia utilizzato per migliorare il tasso di penetrazione delle TIC
nell'intera UE, senza favorire attori o soluzioni tecnologiche
particolari, ma solo quelle più efficaci; rileva inoltre che tale
utilizzo dei fondi della Comunità dovrebbe essere consentito solo
nelle zone malservite e qualora sia evidente che non esistono altre
fonti di investimento nell'infrastruttura della banda larga;
sottolinea che tutte le decisioni dovrebbero essere trasparenti e
pubblicate su siti nazionali ed europei collegati alle autorità
della concorrenza;
61. ritiene che il pubblico intervento sotto forma di
prestiti e sovvenzioni, spesso attuato attraverso partenariati
pubblico-privato, debba essere ulteriormente sviluppato nelle
regioni malservite;
62. insiste ulteriormente sul fatto che il sostegno
pubblico all'infrastruttura della banda larga deve aderire al
principio della "neutralità tecnologica", non favorendo a priori
alcuna tecnologia particolare, né limitando le opzioni tecnologiche
delle regioni, evitando nel contempo la frammentazione
dell'infrastruttura tecnica, tenuto conto dell'evoluzione in atto e
delle future esigenze degli utilizzatori e promuovendo
l'introduzione di connessioni a banda larga con più elevate
capacità;
o o o
63. incarica il suo Presidente di trasmettere la
presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.