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Procedura : 2006/2084(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0226/2007

Testi presentati :

A6-0226/2007

Discussioni :

PV 19/06/2007 - 17
CRE 19/06/2007 - 17

Votazioni :

PV 20/06/2007 - 5.8
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0273

Testi approvati dal Parlamento
Mercoledì 20 giugno 2007 - Strasburgo Edizione provvisoria
Problemi specifici relativi nel recepimento e nell'attuazione di disposizioni legislative in materia di appalti pubblici e nessi con l'agenda di Lisbona
P6_TA-PROV(2007)0273 A6-0226/2007

Risoluzione del Parlamento europeo del 20 giugno 2007 sui problemi specifici relativi al recepimento e all'applicazione della legislazione sugli appalti pubblici e al suo rapporto con l'agenda di Lisbona (2006/2084(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

–   vista la direttiva 92/50/CEE del Consiglio del 18 giugno 1992 che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi(1) ,

–   vista la direttiva 93/36/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture(2) ,

–   vista la direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori(3) ,

–   vista la direttiva 93/38/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni(4) ,

–   vista la direttiva 97/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1997, che modifica le direttive 92/50/CEE, 93/36/CEE e 93/37/CEE relative al coordinamento delle procedure di aggiudicazione rispettivamente degli appalti pubblici di servizi, degli appalti pubblici di forniture e degli appalti pubblici di lavori(5) ,

–   vista la direttiva 98/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, che modifica la direttiva 93/38/CEE che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni(6) ,

–   vista la proposta della Commissione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul coordinamento delle procedure di appalto degli enti erogatori di acqua di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto (COM(2000)0276),

–   vista la proposta della Commissione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, di servizi e di lavori (COM(2000)0275),

–   visto il progetto interistituzionale "Legiferare meglio"(7) ,

–   vista la direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali(8) ,

–   vista la direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi(9) ,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e il parere della commissione giuridica (A6-0226/2007),

A.   considerando che la legislazione comunitaria in materia di appalti pubblici mira ad aprire i mercati pubblici degli Stati membri alla concorrenza transfrontaliera, così da creare parità di condizioni per i fornitori e sostenere lo sviluppo del mercato interno,

B.   considerando che il recepimento e l'applicazione tempestivi e corretti della legislazione in materia di appalti pubblici contribuisce notevolmente a conseguire gli obiettivi del programma dell'Unione europea di miglioramento della normativa;

C.   considerando che la direttiva 2004/18/CE (la direttiva sul settore pubblico) riunisce tre precedenti direttive concernenti i lavori, i servizi e le forniture, chiarendo e modernizzando la normativa precedente,

D.   considerando che le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (direttive sugli appalti pubblici) introducono nuove norme e nuove disposizioni facoltative che offrono maggiore flessibilità alle autorità committenti e considerando che si può ottenere un miglioramento dell'efficacia globale nell'ambito degli appalti pubblici introducendo gli elementi facoltativi della direttiva sul settore pubblico, in quanto essi riducono i costi di transazione,

E.   considerando che la direttiva 2004/17/CE introduce un meccanismo di esenzione per le attività totalmente aperte alla concorrenza in tutta l'UE,

F.   considerando che il termine per la trasposizione delle direttive sugli appalti pubblici nella legislazione nazionale era il 31 gennaio 2006 e che finora soltanto 20 dei 27 Stati membri hanno rispettato tale scadenza; considerando che la trasposizione tardiva crea disparità di condizioni giuridiche nell'UE;

G.   considerando che potrebbero anche venirsi a creare barriere al commercio qualora l'insieme degli elementi facoltativi della direttiva sul settore pubblico non sia applicato coerentemente da tutti gli Stati membri,

H.   considerando che la Commissione può soltanto offrire assistenza su base volontaria agli Stati membri nel processo di trasposizione, e che questo di conseguenza non sempre è portato efficacemente a buon fine,

I.   considerando che i fattori più spesso indicati come ostacoli a un recepimento soddisfacente sono la mancanza di competenza giuridica o di risorse umane a livello nazionale e la mancanza di volontà politica negli Stati membri,

J.   considerando che il quadro di valutazione del mercato interno del dicembre 2006 rileva miglioramenti significativi dei tassi di trasposizione,

K.   considerando che la maggior parte degli appalti pubblici soggetti alle direttive sugli appalti pubblici ottempera alle norme e che pertanto risultano infondate le asserzioni secondo cui il mercato interno degli appalti pubblici non funziona e mette a rischio la realizzazione degli obiettivi dell'agenda di Lisbona,

L.   considerando tuttavia che la raccolta di dati sugli appalti pubblici risulta problematica in particolare per l'elevato numero di amministrazioni aggiudicatrici e per l'incompletezza delle informazioni sulle scorretta applicazione delle norme,

M.   considerando che la Commissione è preoccupata per il numero di aggiudicazioni dirette illegali,

N.   considerando che le aggiudicazioni dirette illegali risultano da una serie di fattori che includono: scorretta comprensione delle norme sugli appalti pubblici sancite dalle direttive sugli appalti pubblici, dai principi dei trattati e dalla pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee; errori commessi nel caso di appalti complessi; estensioni degli accordi quadro oltre il campo di applicazione o la durata inizialmente fissati; presunte pratiche di corruzione; aggiramento dei lunghi termini di tempo connessi alla pubblicità nell'UE; procedure di gara inutilmente macchinose a livello nazionale, quali modalità complesse di acquisti elettronici,

O.   considerando che vi è la preoccupazione che i criteri ambientali o sociali stabiliti nella direttiva sul settore pubblico possano essere applicati scorrettamente,

P.   considerando che la capacità della Commissione di intraprendere azioni legali in modo sistematico e rapido in casi di applicazione scorretta delle norme è limitata per mancanza di risorse umane adeguate,

Q.   considerando che il tasso di trasposizione e di applicazione potrebbe essere migliorato mediante la promozione della professionalità e delle migliori pratiche nelle politiche in materia di appalti pubblici a livello di Stati membri,

R.   considerando che in una serie di Stati membri le migliori pratiche sono state codificate in sistemi efficaci di controllo degli appalti,

S.   considerando che gli appalti precommerciali sono ritenuti un'opportunità ancora inesplorata in Europa per utilizzare le necessità pubbliche quale incentivo per l'innovazione; considerando che gli appalti precommerciali possono essere organizzati entro i quadri giuridici esistenti definiti dall'accordo sugli appalti pubblici dell'OMC, dalle direttive in materia di appalti pubblici, dal trattato che istituisce la Comunità europea, dal diritto della concorrenza, inclusa la legislazione sugli aiuti di Stato, e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia,

1.   plaude alla modernizzazione e alla semplificazione recenti delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici, che hanno rafforzato notevolmente l'efficacia delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici nell'UE;

Recepimento della legislazione comunitaria in materia di appalti pubblici

2.   ritiene che gli Stati membri dovrebbero fare pieno uso dell'assistenza della Commissione nel processo di recepimento;

3.   ritiene che la Commissione dovrebbe vedersi assegnare risorse umane atte a consentirle di individuare più efficacemente i casi di recepimento tardivo e scorretto;

4.   sottolinea che gli Stati membri dovrebbero scambiarsi attivamente conoscenza e migliori pratiche sul recepimento della legislazione in materia di appalti pubblici e migliorare la cooperazione con la Commissione in tale ambito;

5.   ritiene che il recepimento incoerente degli elementi facoltativi della direttiva sul settore pubblico possa ripercuotersi negativamente sul mercato interno e incoraggia di conseguenza gli Stati membri a prendere in considerazione la possibilità di adottare tutte le opzioni di flessibilità; sottolinea in particolare che queste opzioni potrebbero ridurre il rischio di pratiche illegali;

6.   chiede di conseguenza alla Commissione di condurre uno studio volto a valutare l'impatto che il recepimento non armonizzato degli elementi facoltativi della direttiva sul settore pubblico produce sulle gare d'appalto transfrontaliere nell'UE;

7.   invita gli Stati membri, che finora abbiano mancato di farlo, a fornire alle loro autorità pubbliche i necessari strumenti giuridici per cooperare, in modo non burocratico, nel quadro di un partenariato pubblico-pubblico, creando così la necessaria sicurezza giuridica affinché le autorità pubbliche operino conformemente al diritto comunitario, in particolare alle direttive sugli appalti pubblici e alla giurisprudenza della Corte di giustizia;

Applicazione della legislazione comunitaria in materia di appalti pubblici

8.   è fermamente convinto che le violazioni delle norme potrebbero essere ridotte qualora gli Stati membri e la Commissione introducessero pratiche più collaborative; incoraggia quindi gli Stati membri e la Commissione a promuovere attivamente gli scambi informali sin dalla fase iniziale;

9.   ritiene che, considerato il numero di violazioni, la Commissione dovrebbe essere dotata di risorse umane sufficienti per sorvegliare più efficacemente l'applicazione della legislazione sugli appalti pubblici;

10.   invita gli Stati membri a mettere a disposizione della Commissione dati sufficienti sull'applicazione delle direttive in materia di appalti pubblici; sollecita inoltre gli Stati membri e la Commissione a collaborare per migliorare le capacità di raccolta dei dati e di controllo dei problemi di recepimento e applicazione;

11.   chiede che vengano istituite agenzie consultive nazionali in materia di appalti pubblici incaricate di assistere le amministrazioni aggiudicatrici nella corretta applicazione delle norme sugli appalti pubblici e di assistere gli offerenti, in particolare le piccole e medie imprese, nella partecipazione alle gare d'appalto pubbliche,

12.   chiede agli Stati membri di concentrare gli sforzi nazionali affinché le pratiche illegali vengano individuate e sanzionate e sia garantito il rispetto di tutte le sentenze pertinenti pronunciate dai tribunali nazionali e dalla Corte di giustizia;

13.   sottolinea che i meccanismi informali di composizione delle controversie possono essere complementari alle misure formali di ricorso e dovrebbero beneficiare di una maggiore visibilità;

14.   incoraggia vivamente gli Stati membri a coordinare e semplificare le tecniche di acquisto elettronico per facilitare l'accesso a tali gare d'appalto;

15.   accoglie con favore il manuale della Commissione sull'applicazione di criteri ambientali;

16.   accoglie con favore lo studio che la Commissione sta effettuando sull'applicazione di criteri sociali volto ad assicurare l'applicazione corretta ed efficace di detti criteri; chiede che, una volta terminato lo studio, vengano pubblicati orientamenti sull'applicazione dei criteri sociali;

Miglioramento delle migliori pratiche in materia di appalti pubblici

17.   ritiene che gli Stati membri dovrebbero destinare maggiori risorse all'innalzamento del livello di professionalità in materia di appalti e alla condivisione delle migliori pratiche a livello nazionale, onde assicurare un'applicazione coerente e uniforme delle norme sugli appalti pubblici da parte di tutte le amministrazioni aggiudicatrici e in ambiti della regolamentazione ove vi è meno chiarezza, in particolare per quanto riguarda gli appalti che esulano dall'ambito di applicazione delle direttive sugli appalti pubblici;

18.   segnala che la formazione sistematica dei professionisti in materia di appalti in tutta l'UE rafforzerebbe la trasparenza delle misure nazionali di attuazione e delle procedure relative agli appalti pubblici in tutta l'UE;

19.   sottolinea la necessità di un cambiamento per passare, nell'ambito degli appalti pubblici, da un approccio basato sul bilancio a un approccio basato sul risultato, prendendo in considerazione i costi dell'intero ciclo di progetto e richiedendo che i professionisti degli acquisti sviluppino solide competenze gestionali ed economiche;

20.   incoraggia la Commissione a rafforzare, in collaborazione con gli Stati membri, la diffusione delle conoscenze a livello dell'UE nel campo degli appalti pubblici;

21.   incoraggia l'organizzazione di conferenze dimostrative a livello nazionale, che illustrino i migliori progetti nell'ambito degli appalti pubblici, nonché lo sviluppo e il coordinamento dei lavori delle reti europee per lo scambio delle migliori prassi in materia di appalti pubblici;

22.   invita gli Stati membri a ricorrere ad appalti precommerciali basati sulla condivisione dei rischi e dei benefici tra acquirenti e fornitori, al fine di sviluppare soluzioni innovative rispondenti a problemi specifici di pubblico interesse, quale strumento efficace per promuovere l'innovazione nell'UE;

Conclusione

23.   raccomanda alla Commissione di proporre un piano d'azione per incoraggiare gli Stati membri a rispettare l'obbligo di affrontare i problemi persistenti ed emergenti di recepimento e applicazione nell'ambito degli appalti pubblici, concentrandosi sulle aggiudicazioni dirette illegali e sulla trasposizione tardiva o incorretta;

o
o   o

24.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Corte di giustizia delle Comunità europee, al Mediatore europeo e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 209 del 24.7.1992, pag. 1.
(2) GU L 199 del 9.8.1993, pag. 84.
(3) GU L 199 del 9.8.1993, pag. 54.
(4) GU L 199 del 9.8.1993, pag. 1.
(5) GU L 328 del 28.11.1997, pag. 1.
(6) GU L 101 dell'1.4.1998, pag. 1.
(7) GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.
(8) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114.
(9) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2007 Avviso legale