Risoluzione del Parlamento europeo
del 19 giugno 2007 su un quadro regolamentare per misure di
conciliazione della vita familiare e degli studi per le giovani
donne nell'Unione europea (2006/2276(INI))
Il Parlamento europeo ,
– visti l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 2 e
l'articolo 141 del Trattato CE,
– vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea proclamata nel 2000(1) , in particolare i suoi
articoli 9 e 14 sul diritto di costituire una famiglia e sul diritto
all'istruzione,
– viste le conclusioni dei Consigli europei di
Copenaghen del 21 e 22 giungo 1993, di Lisbona del 23 e 24 marzo
2000, di Stoccolma del 23 e 24 marzo 2001, di Barcellona del 15 e 16
marzo 2002, di Bruxelles del 20 e 21 marzo 2003, del 25 e 26 marzo
2004, 22 e 23 marzo 2005 e 23 e 24 marzo 2006 concernenti la
Strategia di Lisbona a favore dell'occupazione e della crescita,
– vista la Dichiarazione comune dei Ministri europei
dell'istruzione del 19 giugno 1999 a Bologna,
– visto il Patto europeo per la gioventù approvato
dal Consiglio europeo del 22 e 23 marzo 2005,
– vista la Dichiarazione comune del Consiglio e della
Commissione del 14 marzo 2007 sui servizi di custodia dei
bambini,
– vista la Comunicazione della Commissione del 30
maggio 2005 sulle politiche europee concernenti la gioventù
"Rispondere alle preoccupazioni dei giovani in Europa - attuare il
Patto europeo per la gioventù e promuovere la cittadinanza attiva"
(COM(2005)0206),
che prevede la necessità di assicurare ai giovani un'istruzione e
una formazione di qualità abbinate ad una migliore conciliazione tra
vita familiare e professionale,
– vista la Comunicazione della Commissione del 10
gennaio 2003 "Investire efficientemente nell'istruzione e nella
formazione: un imperativo per l'Europa"(COM(2002)0779),
– vista la Comunicazione della Commissione del 5
febbraio 2003 "Il ruolo delle università nell'Europa della
conoscenza" (COM(2003)0058),
– vista la Comunicazione della Commissione del 20
aprile 2005 "Mobilitare gli intelletti europei: creare le condizioni
affinché le università contribuiscano alla strategia di Lisbona" (COM(2005)0152),
– vista la Comunicazione della Commissione del 1º
giungo 2005 "Una strategia quadro per la non discriminazione e le
pari opportunità per tutti" (COM(2005)0224),
– vista la decisione n. 1672/2006/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un
programma comunitario per l'occupazione e la solidarietà sociale -
Progress(2) ,
– vista la Comunicazione della Commissione del 1º
marzo 2006 "Una tabella di marcia per la parità tra donne e uomini"
(2006-2010) (COM(2006)0092),
– vista la Comunicazione della Commissione del 16
marzo 2005 "Libro verde: Una nuova solidarietà tra le generazioni di
fronte ai cambiamenti demografici" (COM(2005)0094),
– vista la Comunicazione della Commissione del 12
ottobre 2006 "Il futuro demografico dell'Europa, trasformare una
sfida in un'opportunità" (COM(2006)0571),
– vista la Comunicazione della Commissione del 12
ottobre 2006 "Prima tappa della consultazione delle parti sociali
europee sulla conciliazione della vita professionale, privata e
familiare" (SEC(2006)1245),
– vista la Raccomandazione del Consiglio 92/241/CEE
del 31 marzo 1992 sulla custodia dei bambini(3) , che prevede che tali
servizi debbano essere messi a disposizione dei genitori che seguono
corsi di istruzione o di formazione per accedere al mercato del
lavoro,
– vista le proprie risoluzioni del 9 marzo 2004 sulla
conciliazione della vita professionale, familiare e privata(4) , del 9 marzo 2005 sulla
revisione a medio termine della strategia di Lisbona(5) , del 16 gennaio 2006
sul futuro della strategia di Lisbona per quanto riguarda la
prospettiva di genere(6) e del 1º febbraio 2007
sulla discriminazione nei confronti di giovani donne e ragazze nel
settore dell'istruzione(7) ,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per i diritti
della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0209/2007),
A. considerando che l'istruzione e la famiglia
rientrano fra le competenze e le responsabilità nazionali,
B. considerando che l'istruzione è un diritto
fondamentale per tutti e un presupposto indispensabile alla
realizzazione di una persona e alla sua partecipazione alla vita
economica e sociale,
C. considerando che il sistema educativo dovrebbe
includere sia l'eliminazione degli ostacoli che si frappongono
all'uguaglianza effettiva tra donne e uomini sia la promozione della
piena uguaglianza tra i sessi,
D. considerando che l'accesso all'istruzione, alla
formazione lungo tutto l'arco della vita e ad una formazione di
qualità sono elementi essenziali per consentire ai giovani - uomini
e donne - di apportare le competenze di cui l'Europa ha bisogno, sia
come incentivo all'occupazione e alla crescita sia in termini di
solidarietà tra le generazioni e di rinnovo demografico,
E. considerando che un migliore equilibrio tra vita
familiare e studi a tutti i livelli potrebbe consentire di
valorizzare meglio le potenzialità dei giovani, in particolare delle
giovani donne, e contribuire così alla "società della conoscenza",
alla competitività dell'economia, alla coesione sociale e al
rinnovamento della società europea tutti obiettivi, questi,
enunciati nella strategia di Lisbona rivista,
F. considerando che il futuro dell'Europa dipende
dalla sua capacità di promuovere una società che favorisca i
giovani, donne e uomini, e che, in tale ambito, la realizzazione del
loro desiderio di maternità/paternità o di fornire cure alle persone
anziane dipendenti o alle persone disabili non dovrebbe contrapporsi
alle scelte educative e professionali o ostacolarne il proseguimento
o la ripresa,
G. considerando che l'istruzione superiore e
professionale è una condizione fondamentale per un reale accesso al
mercato del lavoro e uno strumento atto a prevenire la povertà, che
colpisce soprattutto le donne, nonché ad armonizzare i livelli
retributivi tra uomini e donne,
H. considerando che l'accesso all'istruzione
superiore per le ragazze e le giovani donne delle minoranze
nazionali o per le ragazze e le giovani donne appartenenti a gruppi
di immigranti è particolarmente limitato e/o spesso caratterizzato
da discriminazione e segregazione nelle scuole,
I. considerando che il prolungamento della durata
degli studi(8) , l'assenza di incentivi
per diventare completamente indipendenti e un accesso più difficile
alla vita lavorativa possono indurre i giovani a rinviare la
decisione di formare una famiglia,
J. considerando che le opportunità offerte
dall'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la maggiore
durata degli studi comportano un aumento dell'età media degli uomini
e delle donne che seguono corsi di studio o di formazione(9) ,
K. considerando che l'accresciuta aspettativa di vita
influisce sulle relazioni intergenerazionali e familiari aumentando
il numero delle persone che si trovano in una situazione di
dipendenza,
L. considerando che la suddetta Comunicazione della
Commissione del 12 ottobre 2006 relativa alla conciliazione della
vita professionale, privata e familiare riconosce che le politiche
in questo settore dovrebbero riguardare anche le giovani e i giovani
che frequentano ancora scuole superiori,
M. considerando che difficoltà finanziarie e
discriminazioni di vario tipo rendono spesso più difficili l'accesso
e il proseguimento degli studi o della formazione professionale e
che tali difficoltà sono particolarmente accentuate nel caso delle
giovani e dei giovani che, in aggiunta ai loro studi o alla loro
formazione, assumono anche responsabilità familiari ed eventualmente
professionali(10) ,
N. considerando che, sebbene non sia compito degli
Stati membri influire sulla scelta individuale se assumere o meno
responsabilità familiari, essi dovrebbero creare un ambiente sociale
ed economico favorevole ai giovani che hanno figli, persone anziane
dipendenti o persone disabili a carico, tenendo conto delle sfide
demografiche cui l'Unione europea è confrontata,
O. considerando che le persone iniziano a formarsi
una famiglia e ad avere figli più tardi nella vita e che ciò
influisce sulla situazione demografica in ogni Stato membro,
P. considerando che le statistiche dimostrano che gli
europei non hanno il numero di bambini che desiderano(11) ,
Q. considerando che le donne, che sono spesso le
prime a prendersi cura delle persone a carico(12) , rischiano più degli
uomini di non poter proseguire gli studi, di abbandonarli o di non
poterli più riprendere, il che comporta inevitabilmente una
discriminazione di fatto per tutta la vita nell'accesso e nel
proseguimento degli studi e della formazione, nonché disuguaglianze
tra uomini e donne nella vita professionale,
R. considerando che nella maggior parte dei paesi il
fatto di lavorare durante gli studi è un fattore di inammissibilità
agli aiuti sociali o di riduzione dell'importo dell'aiuto cui
avrebbero diritto e che la condizione di studente, soprattutto in
presenza di persone a carico, rende notevolmente più difficile la
concessione di prestiti o crediti bancari,
S. considerando che oggigiorno sono sempre più
numerose le persone che vivono secondo modelli familiari alternativi
che non corrispondono allo schema tradizionale di un nucleo
familiare composto dalla madre, dal padre e dai figli biologici
avuti insieme,
T. considerando che le responsabilità familiari
implicano bisogni specifici in un certo numero di settori,
segnatamente in materia di alloggi, servizi di custodia dei bambini,
servizi di assistenza alle persone dipendenti e flessibilità nella
frequenza dei corsi di studio,
U. considerando che il trattamento riservato agli
studenti e alle studentesse con responsabilità familiari varia a
seconda dei paesi e degli istituti di insegnamento superiore e
professionale - elemento suscettibile di costituire un ostacolo alla
loro mobilità e quindi alla realizzazione delle loro aspirazioni
educative e professionali - e che le loro esigenze sono tenute in
considerazione in modo diverso nei sistemi d'istruzione e
nell'ambito dei criteri di assegnazione degli aiuti agli
studenti,
V. considerando che a livello degli Stati membri e
dell'Unione europea sono disponibili pochissimi indicatori e dati
statistici sulle condizioni di vita dei giovani con responsabilità
familiari che seguono un corso di studi o di formazione,
1. sottolinea che l'istruzione e la formazione è un
diritto umano delle ragazze e delle donne e un presupposto
necessario per poter godere appieno di tutti gli altri diritti
sociali, economici, culturali e politici;
2. ricorda che le raccomandazioni indicate qui di
seguito riguardano i giovani che seguono un corso di studi o di
formazione e che hanno o desiderano assumere responsabilità
familiari, come genitori o per assistere persone anziane dipendenti
o persone disabili;
3. ricorda che, conformemente alle conclusioni del
Libro verde sulla demografia menzionato sopra, il deficit
demografico europeo è dovuto, tra l'altro, al fatto che attualmente
le diverse fasi della vita (studi, lavoro, famiglia) subentrano in
un'età più avanzata rispetto al passato;
4. si compiace del fatto che la Commissione, nella
suddetta comunicazione del 12 ottobre 2006 sulla conciliazione tra
vita professionale, privata e familiare, riconosca che le politiche
volte a realizzare un migliore equilibrio dovrebbero riguardare
anche le giovani e i giovani che frequentano ancora scuole
superiori, ma deplora la mancanza di proposte concrete al
riguardo;
5. invita la Commissione e gli Stati membri a
promuovere politiche che permettano di conciliare meglio gli studi,
la formazione e la vita familiare, che incoraggino i giovani ad
assumere responsabilità familiari in modo equilibrato, evitando
qualsiasi forma di discriminazione fondata su tali responsabilità, e
che consentano loro di valorizzare al massimo il loro contributo
alla crescita e alla competitività europea; fa presente che nei
settori dell'istruzione e della ricerca le donne laureate (59%)
superano gli uomini, ma che la loro presenza si riduce notevolmente
con l'avanzare della carriera: il 43% dei dottorandi è costituito da
donne a fronte di appena il 15% dei docenti di ruolo;
6. incoraggia gli Stati membri a tenere maggiormente
conto della situazione dei giovani e delle giovani che, oltre a
seguire un corso di studi o di formazione, hanno anche
responsabilità familiari, e in particolare a mettere a loro
disposizione aiuti specificamente adattati alle loro esigenze;
7. invita gli Stati membri, considerando che il fatto
che siano soprattutto le donne a occuparsi delle persone dipendenti
rende loro più difficile lo svolgimento degli studi, a istituire
servizi sociali di promozione dell'autonomia personale e di
assistenza alle persone in una situazione di dipendenza;
8. incoraggia gli Stati membri a fornire delle
"assicurazioni per studenti" ad un prezzo accessibile, e in
particolare una copertura sociale e medica, che potrebbero essere
estese alle persone a carico dello studente/della studentessa;
9. invita gli Stati membri e gli istituti di credito
a semplificare e a facilitare la concessione di prestiti a
condizioni vantaggiose per i giovani e le giovani che combinano
responsabilità familiari con un periodo di studi o di
formazione;
10. invita gli Stati membri a ridurre o sopprimere
l'imposizione fiscale dei giovani, uomini e donne, che, studiando e
lavorando, assumono responsabilità familiari o nei confronti di
persone dipendenti;
11. incoraggia gli Stati membri, in collaborazione
con gli enti locali e gli istituti di insegnamento superiore e
professionale, ad adottare le misure necessarie affinché gli
studenti che sono anche genitori possano beneficiare di alloggi
adeguati alle loro esigenze nonché di sufficienti e idonei servizi
di custodia per l'infanzia in base agli stessi criteri di
ammissibilità previsti per i genitori che lavorano; invita gli Stati
membri a sfruttare pienamente le possibilità offerte in questo
settore dai fondi comunitari e in particolare dal FSE;
12. plaude alle conclusioni della presidenza del
Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002, in cui si
invitano espressamente gli Stati membri a predisporre, entro il
2010, strutture di custodia per l'infanzia per almeno il 90% dei
bambini di età compresa tra i 3 anni e l'età dell'inizio della
scolarità obbligatoria e per almeno il 33% dei bambini con meno di 3
anni; si rammarica che gli Stati membri non abbiano ancora risposto
in modo soddisfacente a tale invito;
13. incoraggia gli istituti di insegnamento superiore
e professionale a predisporre servizi di custodia dei bambini
all'interno delle loro infrastrutture e invita gli Stati membri ad
appoggiare questo tipo di iniziative; sottolinea inoltre
l'importanza dei membri più anziani della famiglia (nonni) e il loro
ruolo fondamentale nell'educazione dei bambini e nell'assistenza ai
giovani genitori che studiano e lavorano;
14. invita gli Stati membri a garantire che tutti gli
studenti che hanno figli abbiano accesso, ad un prezzo sostenibile,
a scuole materne municipali/pubbliche di buona qualità;
15. invita gli Stati membri a garantire che tutti gli
studenti con figli più grandi abbiano accesso, ad un prezzo
sostenibile, a doposcuola di buona qualità;
16. invita gli Stati membri a sollevare i giovani, in
particolare le giovani donne, dalla responsabilità che incombe loro
nei confronti di persone dipendenti, affinché possano proseguire gli
studi;
17. invita gli Stati membri, in cooperazione con gli
istituti di insegnamento superiore e professionale, a proporre
un'organizzazione più flessibile degli studi, ad esempio con un
aumento delle opportunità di insegnamento a distanza e della
possibilità di studio a tempo parziale, e consentendo a un maggior
numero di adulti di proseguire la loro formazione nel quadro
dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita;
18. incoraggia gli Stati membri e gli istituti di
insegnamento superiore e professionale ad utilizzare maggiormente le
tecniche flessibili di apprendimento rese possibili dalle nuove
tecnologie e a metterle a disposizione di tutti i giovani che
seguono un corso di studi o di formazione, in particolare di quelli
con responsabilità familiari o con responsabilità nei confronti di
persone disabili;
19. invita gli Stati membri e gli istituti di
insegnamento superiore e professionale a garantire la parità di
trattamento e la non discriminazione a livello di inizio,
proseguimento e ripresa degli studi per le studentesse in gravidanza
e le madri di bambini piccoli e a tenere particolarmente conto delle
loro esigenze;
20. invita gli istituti di insegnamento superiore e
professionale a sensibilizzare il proprio personale insegnante e
professionale alle specifiche esigenze degli studenti/delle
studentesse aventi persone a carico e, se del caso, a predisporre
servizi di sostegno e di consulenza in modo da facilitare il loro
ingresso, il proseguimento o la ripresa dell'istruzione superiore o
professionale;
21. invita gli istituti di insegnamento superiore e
professionale a tener conto della situazione finanziaria dei giovani
- uomini e donne - con responsabilità familiari al momento della
determinazione delle tasse scolastiche e li esorta a fornire ai
giovani un'assistenza adeguata;
22. invita gli Stati membri a predisporre un sistema
di "certificazione" nazionale che consenta di identificare gli
istituti di insegnamento superiore e professionale che predispongono
mezzi per conciliare gli studi e la vita familiare, al fine di
facilitare e incoraggiare il proseguimento o la ripresa degli studi
per le persone con responsabilità familiari;
23. incoraggia i datori di lavoro, nel quadro della
responsabilità sociale delle imprese, a concedere borse di studio di
cui potrebbero beneficiare anche gli studenti/le studentesse con
responsabilità familiari, con l'obiettivo di favorire l'occupazione
dei giovani diplomati;
24. invita gli Stati membri e le parti sociali a
incoraggiare e facilitare la formazione lungo tutto l'arco della
vita prevedendo, tra l'altro, la possibilità di congedi parentali o
di maternità, oppure di aspettative per motivi di custodia legale o
di assistenza a persone anziane dipendenti o a persone disabili,
nonché una maggiore flessibilità delle condizioni di lavoro, in
particolare con l'utilizzo delle nuove tecnologie; invita inoltre
gli Stati membri a includere il congedo di maternità e il congedo
parentale durante un periodo di studi nel calcolo del tempo di
lavoro complessivo delle donne e degli uomini e nel calcolo della
loro pensione di anzianità, al fine di conseguire pienamente
l'obiettivo di una reale uguaglianza tra uomini e donne;
25. chiede agli Stati membri di sopprimere le
restrizioni alle attività retribuite complementari svolte durante il
periodo di studi o di formazione o durante un congedo parentale, nei
casi in cui gli importi non superino le soglie fissate dagli Stati
membri, senza privare le persone interessate delle indennità
familiari, al fine di consentire loro di restare in contatto con il
datore di lavoro svolgendo il lavoro a domicilio e di agevolarne il
ritorno sul mercato del lavoro al termine di un periodo di congedo
parentale;
26. ricorda che il maggiore coinvolgimento delle
giovani donne nella cura delle persone dipendenti comporta una
discriminazione tra uomini e donne a livello educativo e
professionale; sottolinea che il rafforzamento delle responsabilità
spettanti agli uomini per quanto riguarda i lavori domestici e la
presa a carico dei figli e di altre persone dipendenti è un elemento
fondamentale per consentire a un maggior numero di giovani donne di
conciliare il ruolo di madri e gli studi; invita pertanto gli Stati
membri a valorizzare la vita familiare e a promuovere il ruolo dei
padri nonché una migliore condivisione delle responsabilità nella
vita familiare, anche durante il periodo degli studi e alla
conclusione di un ciclo di studi, come componente essenziale delle
pari opportunità tra uomini e donne;
27. invita gli Stati membri a rivedere le
disposizioni in materia di sostegno finanziario alle famiglie con
bambini al fine di favorire la partecipazione degli uomini
all'educazione dei figli;
28. raccomanda al Consiglio, alla Commissione e agli
Stati membri, nell'ambito del Metodo aperto di coordinamento e della
riunione dei ministri dell'istruzione e degli affari sociali, di
scambiarsi le migliori pratiche in materia di sostegno agli studenti
con responsabilità familiari e di tener conto delle misure
innovative introdotte in tale ambito da alcuni paesi europei;
29. raccomanda agli Stati membri di agevolare la
concessione o l'estensione degli aiuti sociali agli studenti
originari di altri Stati membri con figli a carico;
30. raccomanda alla Commissione e agli Stati membri,
rispettivamente in fase di elaborazione e attuazione dei programmi
comunitari e nazionali in materia d'istruzione, di tener conto della
particolare situazione degli studenti con responsabilità familiari e
richiama l'attenzione sull'importanza di inserire in tali programmi
azioni trasversali favorevoli alla conciliazione della vita
studentesca e familiare; chiede che i sistemi d'istruzione siano
resi flessibili al fine di garantire che, dopo un congedo di
maternità, una madre possa proseguire gli studi ed essere
reintegrata allo stesso livello di prima del congedo;
31. invita gli Stati membri a valutare, in base alla
loro situazione nazionale, se una riforma dei loro sistemi
d'istruzione volta a promuovere la flessibilità e una migliore
gestione dei periodi di studio potrebbe accelerare l'ingresso dei
giovani nella vita lavorativa e la realizzazione del loro desiderio
di maternità/paternità;
32. invita Eurostat e gli Stati membri ad adeguare
gli indicatori esistenti al fine di raccogliere i dati necessari per
determinare, a livello degli Stati membri e dell'Unione europea il
numero di studenti e studentesse che hanno responsabilità familiari,
le loro condizioni di vita e in quale misura le responsabilità
familiari siano un fattore di abbandono degli studi, in particolare
per le giovani donne;
33. ricorda che la motivazione delle giovani donne
per conciliare gli studi e la maternità può altresì essere minata
dal timore di essere successivamente oggetto di discriminazioni in
ambito professionale; invita quindi gli Stati membri a lottare
contro la discriminazione esercitata dai datori di lavoro nei
confronti delle madri al momento sia dell'assunzione sia della
concessione di promozioni;
34. invita gli ambienti scientifici e universitari ad
adottare misure adeguate volte a garantire agli uomini e alle donne
con responsabilità familiari parità di accesso alle carriere
scientifiche e/o nel settore della ricerca, incoraggiandoli così a
scegliere questo tipo di carriera e a rimanere nell'ambiente
scientifico;
35. invita gli Stati membri a proseguire nel loro
impegno a favore dello sviluppo e della diffusione della formazione
professionale destinata alle persone con responsabilità familiari e
a quelle provenienti da gruppi emarginati o minoritari, affinché
possano sfuggire alla disoccupazione di lungo periodo e siano loro
garantite pari condizioni di accesso al mercato del lavoro;
36. raccomanda agli Stati membri di prendere in
considerazione, conformemente alle caratteristiche dei rispettivi
sistemi sanitari nazionali, l'importanza dell'accesso ai servizi
sanitari per gli studenti che stanno per avere figli o già li hanno
e di creare le infrastrutture necessarie in stretta cooperazione con
le università;
37. asserisce che il principio di responsabilità
genitoriale condivisa potrebbe anche valere per giovani donne e
uomini conviventi su base diverse dal matrimonio ufficiale
specifiche a ciascun paese;
38. incarica il suo Presidente di trasmettere la
presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai
governi e ai parlamenti degli Stati membri.
Francesco C. Biliari, Dimiter Philipov, "Education
and Transition to Motherhood: a comparative analysis of
Western Europe", European Demographic Research Papers
2005.
Relazione Eurostudent 2005 "Condizioni economiche e
sociali della vita studentesca in Europa": l'età media
degli studenti è di 28 anni nel Regno Unito, di 25,3
anni in Austria, di 24,6 in Finlandia, di 24,2 nei Paesi
Bassi e di 24,1 anni in Irlanda.
Relazione Eurostudent 2005, "Condizioni economiche e
sociali della vita studentesca in Europa": nei Paesi
Bassi lavora il 91% degli studenti, in Irlanda il 69%,
in Austria il 67%, in Germania il 66% e in Finlandia il
65%.
Comunicazione della Commissione del 16 marzo 2005
dal titolo "Libro verde: Una nuova solidarietà tra le
generazioni di fronte ai cambiamenti demografici" (COM(2005)0094).
Relazione Eurostudent 2005 "Condizioni economiche e
sociali della vita studentesca in Europa": in Lettonia
il 13,8% di studentesse ha un figlio rispetto al 5,3% di
studenti, in Irlanda il 12,1% rispetto al 10,4%, in
Austria l'11,5% rispetto al
10%.