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Procedura : 2006/2276(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0209/2007

Testi presentati :

A6-0209/2007

Discussioni :

PV 19/06/2007 - 6
CRE 19/06/2007 - 6

Votazioni :

PV 19/06/2007 - 8.28
CRE 19/06/2007 - 8.28
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0265

Testi approvati dal Parlamento
Martedì 19 giugno 2007 - Strasburgo Edizione provvisoria
Quadro regolamentare per misure volte a conciliare la vita familiare e il periodo di studio per le giovani donne nell'Unione europea
P6_TA-PROV(2007)0265 A6-0209/2007

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 giugno 2007 su un quadro regolamentare per misure di conciliazione della vita familiare e degli studi per le giovani donne nell'Unione europea (2006/2276(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   visti l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 2 e l'articolo 141 del Trattato CE,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea proclamata nel 2000(1) , in particolare i suoi articoli 9 e 14 sul diritto di costituire una famiglia e sul diritto all'istruzione,

–   viste le conclusioni dei Consigli europei di Copenaghen del 21 e 22 giungo 1993, di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, di Stoccolma del 23 e 24 marzo 2001, di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002, di Bruxelles del 20 e 21 marzo 2003, del 25 e 26 marzo 2004, 22 e 23 marzo 2005 e 23 e 24 marzo 2006 concernenti la Strategia di Lisbona a favore dell'occupazione e della crescita,

–   vista la Dichiarazione comune dei Ministri europei dell'istruzione del 19 giugno 1999 a Bologna,

–   visto il Patto europeo per la gioventù approvato dal Consiglio europeo del 22 e 23 marzo 2005,

–   vista la Dichiarazione comune del Consiglio e della Commissione del 14 marzo 2007 sui servizi di custodia dei bambini,

–   vista la Comunicazione della Commissione del 30 maggio 2005 sulle politiche europee concernenti la gioventù "Rispondere alle preoccupazioni dei giovani in Europa - attuare il Patto europeo per la gioventù e promuovere la cittadinanza attiva" (COM(2005)0206), che prevede la necessità di assicurare ai giovani un'istruzione e una formazione di qualità abbinate ad una migliore conciliazione tra vita familiare e professionale,

–   vista la Comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2003 "Investire efficientemente nell'istruzione e nella formazione: un imperativo per l'Europa"(COM(2002)0779),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 5 febbraio 2003 "Il ruolo delle università nell'Europa della conoscenza" (COM(2003)0058),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 20 aprile 2005 "Mobilitare gli intelletti europei: creare le condizioni affinché le università contribuiscano alla strategia di Lisbona" (COM(2005)0152),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 1º giungo 2005 "Una strategia quadro per la non discriminazione e le pari opportunità per tutti" (COM(2005)0224),

–   vista la decisione n. 1672/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un programma comunitario per l'occupazione e la solidarietà sociale - Progress(2) ,

–   vista la Comunicazione della Commissione del 1º marzo 2006 "Una tabella di marcia per la parità tra donne e uomini" (2006-2010) (COM(2006)0092),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 16 marzo 2005 "Libro verde: Una nuova solidarietà tra le generazioni di fronte ai cambiamenti demografici" (COM(2005)0094),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 "Il futuro demografico dell'Europa, trasformare una sfida in un'opportunità" (COM(2006)0571),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 "Prima tappa della consultazione delle parti sociali europee sulla conciliazione della vita professionale, privata e familiare" (SEC(2006)1245),

–   vista la Raccomandazione del Consiglio 92/241/CEE del 31 marzo 1992 sulla custodia dei bambini(3) , che prevede che tali servizi debbano essere messi a disposizione dei genitori che seguono corsi di istruzione o di formazione per accedere al mercato del lavoro,

–   vista le proprie risoluzioni del 9 marzo 2004 sulla conciliazione della vita professionale, familiare e privata(4) , del 9 marzo 2005 sulla revisione a medio termine della strategia di Lisbona(5) , del 16 gennaio 2006 sul futuro della strategia di Lisbona per quanto riguarda la prospettiva di genere(6) e del 1º febbraio 2007 sulla discriminazione nei confronti di giovani donne e ragazze nel settore dell'istruzione(7) ,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0209/2007),

A.   considerando che l'istruzione e la famiglia rientrano fra le competenze e le responsabilità nazionali,

B.   considerando che l'istruzione è un diritto fondamentale per tutti e un presupposto indispensabile alla realizzazione di una persona e alla sua partecipazione alla vita economica e sociale,

C.   considerando che il sistema educativo dovrebbe includere sia l'eliminazione degli ostacoli che si frappongono all'uguaglianza effettiva tra donne e uomini sia la promozione della piena uguaglianza tra i sessi,

D.   considerando che l'accesso all'istruzione, alla formazione lungo tutto l'arco della vita e ad una formazione di qualità sono elementi essenziali per consentire ai giovani - uomini e donne - di apportare le competenze di cui l'Europa ha bisogno, sia come incentivo all'occupazione e alla crescita sia in termini di solidarietà tra le generazioni e di rinnovo demografico,

E.   considerando che un migliore equilibrio tra vita familiare e studi a tutti i livelli potrebbe consentire di valorizzare meglio le potenzialità dei giovani, in particolare delle giovani donne, e contribuire così alla "società della conoscenza", alla competitività dell'economia, alla coesione sociale e al rinnovamento della società europea tutti obiettivi, questi, enunciati nella strategia di Lisbona rivista,

F.   considerando che il futuro dell'Europa dipende dalla sua capacità di promuovere una società che favorisca i giovani, donne e uomini, e che, in tale ambito, la realizzazione del loro desiderio di maternità/paternità o di fornire cure alle persone anziane dipendenti o alle persone disabili non dovrebbe contrapporsi alle scelte educative e professionali o ostacolarne il proseguimento o la ripresa,

G.   considerando che l'istruzione superiore e professionale è una condizione fondamentale per un reale accesso al mercato del lavoro e uno strumento atto a prevenire la povertà, che colpisce soprattutto le donne, nonché ad armonizzare i livelli retributivi tra uomini e donne,

H.   considerando che l'accesso all'istruzione superiore per le ragazze e le giovani donne delle minoranze nazionali o per le ragazze e le giovani donne appartenenti a gruppi di immigranti è particolarmente limitato e/o spesso caratterizzato da discriminazione e segregazione nelle scuole,

I.   considerando che il prolungamento della durata degli studi(8) , l'assenza di incentivi per diventare completamente indipendenti e un accesso più difficile alla vita lavorativa possono indurre i giovani a rinviare la decisione di formare una famiglia,

J.   considerando che le opportunità offerte dall'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la maggiore durata degli studi comportano un aumento dell'età media degli uomini e delle donne che seguono corsi di studio o di formazione(9) ,

K.   considerando che l'accresciuta aspettativa di vita influisce sulle relazioni intergenerazionali e familiari aumentando il numero delle persone che si trovano in una situazione di dipendenza,

L.   considerando che la suddetta Comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 relativa alla conciliazione della vita professionale, privata e familiare riconosce che le politiche in questo settore dovrebbero riguardare anche le giovani e i giovani che frequentano ancora scuole superiori,

M.   considerando che difficoltà finanziarie e discriminazioni di vario tipo rendono spesso più difficili l'accesso e il proseguimento degli studi o della formazione professionale e che tali difficoltà sono particolarmente accentuate nel caso delle giovani e dei giovani che, in aggiunta ai loro studi o alla loro formazione, assumono anche responsabilità familiari ed eventualmente professionali(10) ,

N.   considerando che, sebbene non sia compito degli Stati membri influire sulla scelta individuale se assumere o meno responsabilità familiari, essi dovrebbero creare un ambiente sociale ed economico favorevole ai giovani che hanno figli, persone anziane dipendenti o persone disabili a carico, tenendo conto delle sfide demografiche cui l'Unione europea è confrontata,

O.   considerando che le persone iniziano a formarsi una famiglia e ad avere figli più tardi nella vita e che ciò influisce sulla situazione demografica in ogni Stato membro,

P.   considerando che le statistiche dimostrano che gli europei non hanno il numero di bambini che desiderano(11) ,

Q.   considerando che le donne, che sono spesso le prime a prendersi cura delle persone a carico(12) , rischiano più degli uomini di non poter proseguire gli studi, di abbandonarli o di non poterli più riprendere, il che comporta inevitabilmente una discriminazione di fatto per tutta la vita nell'accesso e nel proseguimento degli studi e della formazione, nonché disuguaglianze tra uomini e donne nella vita professionale,

R.   considerando che nella maggior parte dei paesi il fatto di lavorare durante gli studi è un fattore di inammissibilità agli aiuti sociali o di riduzione dell'importo dell'aiuto cui avrebbero diritto e che la condizione di studente, soprattutto in presenza di persone a carico, rende notevolmente più difficile la concessione di prestiti o crediti bancari,

S.   considerando che oggigiorno sono sempre più numerose le persone che vivono secondo modelli familiari alternativi che non corrispondono allo schema tradizionale di un nucleo familiare composto dalla madre, dal padre e dai figli biologici avuti insieme,

T.   considerando che le responsabilità familiari implicano bisogni specifici in un certo numero di settori, segnatamente in materia di alloggi, servizi di custodia dei bambini, servizi di assistenza alle persone dipendenti e flessibilità nella frequenza dei corsi di studio,

U.   considerando che il trattamento riservato agli studenti e alle studentesse con responsabilità familiari varia a seconda dei paesi e degli istituti di insegnamento superiore e professionale - elemento suscettibile di costituire un ostacolo alla loro mobilità e quindi alla realizzazione delle loro aspirazioni educative e professionali - e che le loro esigenze sono tenute in considerazione in modo diverso nei sistemi d'istruzione e nell'ambito dei criteri di assegnazione degli aiuti agli studenti,

V.   considerando che a livello degli Stati membri e dell'Unione europea sono disponibili pochissimi indicatori e dati statistici sulle condizioni di vita dei giovani con responsabilità familiari che seguono un corso di studi o di formazione,

1.   sottolinea che l'istruzione e la formazione è un diritto umano delle ragazze e delle donne e un presupposto necessario per poter godere appieno di tutti gli altri diritti sociali, economici, culturali e politici;

2.   ricorda che le raccomandazioni indicate qui di seguito riguardano i giovani che seguono un corso di studi o di formazione e che hanno o desiderano assumere responsabilità familiari, come genitori o per assistere persone anziane dipendenti o persone disabili;

3.   ricorda che, conformemente alle conclusioni del Libro verde sulla demografia menzionato sopra, il deficit demografico europeo è dovuto, tra l'altro, al fatto che attualmente le diverse fasi della vita (studi, lavoro, famiglia) subentrano in un'età più avanzata rispetto al passato;

4.   si compiace del fatto che la Commissione, nella suddetta comunicazione del 12 ottobre 2006 sulla conciliazione tra vita professionale, privata e familiare, riconosca che le politiche volte a realizzare un migliore equilibrio dovrebbero riguardare anche le giovani e i giovani che frequentano ancora scuole superiori, ma deplora la mancanza di proposte concrete al riguardo;

5.   invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche che permettano di conciliare meglio gli studi, la formazione e la vita familiare, che incoraggino i giovani ad assumere responsabilità familiari in modo equilibrato, evitando qualsiasi forma di discriminazione fondata su tali responsabilità, e che consentano loro di valorizzare al massimo il loro contributo alla crescita e alla competitività europea; fa presente che nei settori dell'istruzione e della ricerca le donne laureate (59%) superano gli uomini, ma che la loro presenza si riduce notevolmente con l'avanzare della carriera: il 43% dei dottorandi è costituito da donne a fronte di appena il 15% dei docenti di ruolo;

6.   incoraggia gli Stati membri a tenere maggiormente conto della situazione dei giovani e delle giovani che, oltre a seguire un corso di studi o di formazione, hanno anche responsabilità familiari, e in particolare a mettere a loro disposizione aiuti specificamente adattati alle loro esigenze;

7.   invita gli Stati membri, considerando che il fatto che siano soprattutto le donne a occuparsi delle persone dipendenti rende loro più difficile lo svolgimento degli studi, a istituire servizi sociali di promozione dell'autonomia personale e di assistenza alle persone in una situazione di dipendenza;

8.   incoraggia gli Stati membri a fornire delle "assicurazioni per studenti" ad un prezzo accessibile, e in particolare una copertura sociale e medica, che potrebbero essere estese alle persone a carico dello studente/della studentessa;

9.   invita gli Stati membri e gli istituti di credito a semplificare e a facilitare la concessione di prestiti a condizioni vantaggiose per i giovani e le giovani che combinano responsabilità familiari con un periodo di studi o di formazione;

10.   invita gli Stati membri a ridurre o sopprimere l'imposizione fiscale dei giovani, uomini e donne, che, studiando e lavorando, assumono responsabilità familiari o nei confronti di persone dipendenti;

11.   incoraggia gli Stati membri, in collaborazione con gli enti locali e gli istituti di insegnamento superiore e professionale, ad adottare le misure necessarie affinché gli studenti che sono anche genitori possano beneficiare di alloggi adeguati alle loro esigenze nonché di sufficienti e idonei servizi di custodia per l'infanzia in base agli stessi criteri di ammissibilità previsti per i genitori che lavorano; invita gli Stati membri a sfruttare pienamente le possibilità offerte in questo settore dai fondi comunitari e in particolare dal FSE;

12.   plaude alle conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002, in cui si invitano espressamente gli Stati membri a predisporre, entro il 2010, strutture di custodia per l'infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa tra i 3 anni e l'età dell'inizio della scolarità obbligatoria e per almeno il 33% dei bambini con meno di 3 anni; si rammarica che gli Stati membri non abbiano ancora risposto in modo soddisfacente a tale invito;

13.   incoraggia gli istituti di insegnamento superiore e professionale a predisporre servizi di custodia dei bambini all'interno delle loro infrastrutture e invita gli Stati membri ad appoggiare questo tipo di iniziative; sottolinea inoltre l'importanza dei membri più anziani della famiglia (nonni) e il loro ruolo fondamentale nell'educazione dei bambini e nell'assistenza ai giovani genitori che studiano e lavorano;

14.   invita gli Stati membri a garantire che tutti gli studenti che hanno figli abbiano accesso, ad un prezzo sostenibile, a scuole materne municipali/pubbliche di buona qualità;

15.   invita gli Stati membri a garantire che tutti gli studenti con figli più grandi abbiano accesso, ad un prezzo sostenibile, a doposcuola di buona qualità;

16.   invita gli Stati membri a sollevare i giovani, in particolare le giovani donne, dalla responsabilità che incombe loro nei confronti di persone dipendenti, affinché possano proseguire gli studi;

17.   invita gli Stati membri, in cooperazione con gli istituti di insegnamento superiore e professionale, a proporre un'organizzazione più flessibile degli studi, ad esempio con un aumento delle opportunità di insegnamento a distanza e della possibilità di studio a tempo parziale, e consentendo a un maggior numero di adulti di proseguire la loro formazione nel quadro dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita;

18.   incoraggia gli Stati membri e gli istituti di insegnamento superiore e professionale ad utilizzare maggiormente le tecniche flessibili di apprendimento rese possibili dalle nuove tecnologie e a metterle a disposizione di tutti i giovani che seguono un corso di studi o di formazione, in particolare di quelli con responsabilità familiari o con responsabilità nei confronti di persone disabili;

19.   invita gli Stati membri e gli istituti di insegnamento superiore e professionale a garantire la parità di trattamento e la non discriminazione a livello di inizio, proseguimento e ripresa degli studi per le studentesse in gravidanza e le madri di bambini piccoli e a tenere particolarmente conto delle loro esigenze;

20.   invita gli istituti di insegnamento superiore e professionale a sensibilizzare il proprio personale insegnante e professionale alle specifiche esigenze degli studenti/delle studentesse aventi persone a carico e, se del caso, a predisporre servizi di sostegno e di consulenza in modo da facilitare il loro ingresso, il proseguimento o la ripresa dell'istruzione superiore o professionale;

21.  invita gli istituti di insegnamento superiore e professionale a tener conto della situazione finanziaria dei giovani - uomini e donne - con responsabilità familiari al momento della determinazione delle tasse scolastiche e li esorta a fornire ai giovani un'assistenza adeguata;

22.   invita gli Stati membri a predisporre un sistema di "certificazione" nazionale che consenta di identificare gli istituti di insegnamento superiore e professionale che predispongono mezzi per conciliare gli studi e la vita familiare, al fine di facilitare e incoraggiare il proseguimento o la ripresa degli studi per le persone con responsabilità familiari;

23.   incoraggia i datori di lavoro, nel quadro della responsabilità sociale delle imprese, a concedere borse di studio di cui potrebbero beneficiare anche gli studenti/le studentesse con responsabilità familiari, con l'obiettivo di favorire l'occupazione dei giovani diplomati;

24.   invita gli Stati membri e le parti sociali a incoraggiare e facilitare la formazione lungo tutto l'arco della vita prevedendo, tra l'altro, la possibilità di congedi parentali o di maternità, oppure di aspettative per motivi di custodia legale o di assistenza a persone anziane dipendenti o a persone disabili, nonché una maggiore flessibilità delle condizioni di lavoro, in particolare con l'utilizzo delle nuove tecnologie; invita inoltre gli Stati membri a includere il congedo di maternità e il congedo parentale durante un periodo di studi nel calcolo del tempo di lavoro complessivo delle donne e degli uomini e nel calcolo della loro pensione di anzianità, al fine di conseguire pienamente l'obiettivo di una reale uguaglianza tra uomini e donne;

25.   chiede agli Stati membri di sopprimere le restrizioni alle attività retribuite complementari svolte durante il periodo di studi o di formazione o durante un congedo parentale, nei casi in cui gli importi non superino le soglie fissate dagli Stati membri, senza privare le persone interessate delle indennità familiari, al fine di consentire loro di restare in contatto con il datore di lavoro svolgendo il lavoro a domicilio e di agevolarne il ritorno sul mercato del lavoro al termine di un periodo di congedo parentale;

26.   ricorda che il maggiore coinvolgimento delle giovani donne nella cura delle persone dipendenti comporta una discriminazione tra uomini e donne a livello educativo e professionale; sottolinea che il rafforzamento delle responsabilità spettanti agli uomini per quanto riguarda i lavori domestici e la presa a carico dei figli e di altre persone dipendenti è un elemento fondamentale per consentire a un maggior numero di giovani donne di conciliare il ruolo di madri e gli studi; invita pertanto gli Stati membri a valorizzare la vita familiare e a promuovere il ruolo dei padri nonché una migliore condivisione delle responsabilità nella vita familiare, anche durante il periodo degli studi e alla conclusione di un ciclo di studi, come componente essenziale delle pari opportunità tra uomini e donne;

27.   invita gli Stati membri a rivedere le disposizioni in materia di sostegno finanziario alle famiglie con bambini al fine di favorire la partecipazione degli uomini all'educazione dei figli;

28.   raccomanda al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri, nell'ambito del Metodo aperto di coordinamento e della riunione dei ministri dell'istruzione e degli affari sociali, di scambiarsi le migliori pratiche in materia di sostegno agli studenti con responsabilità familiari e di tener conto delle misure innovative introdotte in tale ambito da alcuni paesi europei;

29.   raccomanda agli Stati membri di agevolare la concessione o l'estensione degli aiuti sociali agli studenti originari di altri Stati membri con figli a carico;

30.   raccomanda alla Commissione e agli Stati membri, rispettivamente in fase di elaborazione e attuazione dei programmi comunitari e nazionali in materia d'istruzione, di tener conto della particolare situazione degli studenti con responsabilità familiari e richiama l'attenzione sull'importanza di inserire in tali programmi azioni trasversali favorevoli alla conciliazione della vita studentesca e familiare; chiede che i sistemi d'istruzione siano resi flessibili al fine di garantire che, dopo un congedo di maternità, una madre possa proseguire gli studi ed essere reintegrata allo stesso livello di prima del congedo;

31.   invita gli Stati membri a valutare, in base alla loro situazione nazionale, se una riforma dei loro sistemi d'istruzione volta a promuovere la flessibilità e una migliore gestione dei periodi di studio potrebbe accelerare l'ingresso dei giovani nella vita lavorativa e la realizzazione del loro desiderio di maternità/paternità;

32.   invita Eurostat e gli Stati membri ad adeguare gli indicatori esistenti al fine di raccogliere i dati necessari per determinare, a livello degli Stati membri e dell'Unione europea il numero di studenti e studentesse che hanno responsabilità familiari, le loro condizioni di vita e in quale misura le responsabilità familiari siano un fattore di abbandono degli studi, in particolare per le giovani donne;

33.   ricorda che la motivazione delle giovani donne per conciliare gli studi e la maternità può altresì essere minata dal timore di essere successivamente oggetto di discriminazioni in ambito professionale; invita quindi gli Stati membri a lottare contro la discriminazione esercitata dai datori di lavoro nei confronti delle madri al momento sia dell'assunzione sia della concessione di promozioni;

34.   invita gli ambienti scientifici e universitari ad adottare misure adeguate volte a garantire agli uomini e alle donne con responsabilità familiari parità di accesso alle carriere scientifiche e/o nel settore della ricerca, incoraggiandoli così a scegliere questo tipo di carriera e a rimanere nell'ambiente scientifico;

35.   invita gli Stati membri a proseguire nel loro impegno a favore dello sviluppo e della diffusione della formazione professionale destinata alle persone con responsabilità familiari e a quelle provenienti da gruppi emarginati o minoritari, affinché possano sfuggire alla disoccupazione di lungo periodo e siano loro garantite pari condizioni di accesso al mercato del lavoro;

36.   raccomanda agli Stati membri di prendere in considerazione, conformemente alle caratteristiche dei rispettivi sistemi sanitari nazionali, l'importanza dell'accesso ai servizi sanitari per gli studenti che stanno per avere figli o già li hanno e di creare le infrastrutture necessarie in stretta cooperazione con le università;

37.   asserisce che il principio di responsabilità genitoriale condivisa potrebbe anche valere per giovani donne e uomini conviventi su base diverse dal matrimonio ufficiale specifiche a ciascun paese;

38.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 364 del 18.12.2000, pag. 1.
(2) GU L 315 del 15.11.2006, pag. 1.
(3) GU L 123 dell'8.5.1992, pag. 16.
(4) GU C 102 E del 28.4.2004, pag. 492.
(5) GU C 320 E del 15.12.2005, pag. 164.
(6) GU C 287 E del 24.11.2006, pag. 323.
(7) Testi approvati in tale data, P6_TA(2007)0021.
(8) Francesco C. Biliari, Dimiter Philipov, "Education and Transition to Motherhood: a comparative analysis of Western Europe", European Demographic Research Papers 2005.
(9) Relazione Eurostudent 2005 "Condizioni economiche e sociali della vita studentesca in Europa": l'età media degli studenti è di 28 anni nel Regno Unito, di 25,3 anni in Austria, di 24,6 in Finlandia, di 24,2 nei Paesi Bassi e di 24,1 anni in Irlanda.
(10) Relazione Eurostudent 2005, "Condizioni economiche e sociali della vita studentesca in Europa": nei Paesi Bassi lavora il 91% degli studenti, in Irlanda il 69%, in Austria il 67%, in Germania il 66% e in Finlandia il 65%.
(11) Comunicazione della Commissione del 16 marzo 2005 dal titolo "Libro verde: Una nuova solidarietà tra le generazioni di fronte ai cambiamenti demografici" (COM(2005)0094).
(12) Relazione Eurostudent 2005 "Condizioni economiche e sociali della vita studentesca in Europa": in Lettonia il 13,8% di studentesse ha un figlio rispetto al 5,3% di studenti, in Irlanda il 12,1% rispetto al 10,4%, in Austria l'11,5% rispetto al 10%.

Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2007 Avviso legale