Risoluzione del Parlamento europeo
del 22 maggio 2007 su "Arrestare la perdita di biodiversità entro il
2010" (2006/2233(INI))
Il Parlamento europeo ,
– vista la comunicazione della Commissione intitolata
"Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 - e oltre -
sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano" (COM(2006)0216),
– vista la sua risoluzione del 20 ottobre 1998 sulla
comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo
su una strategia comunitaria per la diversità biologica(1) ,
– vista la sua risoluzione del 14 marzo 2002 sulla
comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo
concernente i piani d'azione a favore della biodiversità:
conservazione delle risorse naturali, agricoltura, pesca e
cooperazione economica e cooperazione allo sviluppo(2) ,
– visto il suo parere del 25 giugno 1993 sulla
proposta, presentata dalla Commissione, di decisione del Consiglio
relativa alla conclusione della Convenzione sulla diversità
biologica(3) ,
– viste la direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2
aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici
(direttiva "Uccelli")(4) e la risoluzione del
Parlamento europeo del 17 gennaio 2001 sull'attuazione della
direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e
della flora selvatiche (direttiva "Habitat")(5) ,
– vista la sua posizione del 31 maggio 2001 sulla
proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che
istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di
ambiente (2001-2010)(6) ,
– visto il riesame della strategia dell'UE in materia
di sviluppo sostenibile (SSS dell'UE) – Nuova strategia(7) ,
– visto l'esito dell'ottava riunione della Conferenza
delle parti (COP 8) della Convenzione sulla diversità biologica
nonché della terza riunione delle parti (MOP 3) del Protocollo di
Cartagena sulla biosicurezza,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per
l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri
della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della
commissione per la pesca (A6-0089/2007),
A. considerando che, in assenza di misure di ampio
respiro, l'attuale, preoccupante tasso di perdita di biodiversità
rischia di aumentare e di protrarsi,
B. considerando che sono pochi gli indicatori
adeguati disponibili (uno dei principali è l'indice aggregato
denominato "Farmland Bird Index") per misurare efficacemente in
quale misura le esigenze essenziali della diversità biologica siano
rispettate nell'attuazione delle varie politiche,
C. considerando che la biodiversità riveste un ruolo
essenziale nel sostenere la vita e i mezzi di sussistenza, lo
sviluppo economico e sociale e il benessere umano, nonché ai fini
della realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio per il
2015,
D. considerando che, secondo lo studio delle Nazioni
Unite del 2005 sullo stato degli ecosistemi del pianeta ("Millennium
Ecosystem Assessment"), dall'inizio degli anni '60 si è registrato
un deterioramento di 2/3 di tutti gli ecosistemi,
E. considerando che i principali fattori alla base
della perdita di biodiversità sono il cambiamento climatico, il
degrado ambientale, il ricorso a pratiche agricole intensive nonché
una gestione impropria delle risorse idriche e forestali,
F. considerando che, in quanto utilizzatrice di
biodiversità, l'agricoltura dovrebbe svolgere un ruolo essenziale
nella gestione e nella preservazione della biodiversità stessa;
considerando che la politica agricola comune (PAC) dovrebbe d'ora in
poi promuovere modelli di produzione durevoli che siano
economicamente sostenibili e permettano nel contempo di intervenire
sull'ambiente nonché sulla valorizzazione e sul ripristino della
biodiversità del maggior numero di specie animali, vegetali e
microbiche,
G. considerando che vi è una necessità urgente di
intensificare e coordinare gli sforzi per arrestare la perdita di
biodiversità al più tardi entro il 2010,
1. accoglie con favore la summenzionata comunicazione
della Commissione (COM(2006)0216)
per il suo approccio concettuale, i suoi obiettivi prioritari per il
2007-2008 e le sue misure di sostegno principali, e la considera un
buon punto di partenza per un approccio più mirato al conseguimento
dell'obiettivo relativo alla biodiversità entro il 2010; appoggia la
decisione di porre l'accento sul rafforzamento dell'attuazione della
politica e delle misure esistenti;
2. accoglie con favore l'iniziativa di Potsdam
concordata il 17 marzo 2007 dal G8+5 (Cina, India, Messico,
Sudafrica e Brasile), che punta a contribuire a ridurre la massiccia
perdita di biodiversità entro il 2010; incoraggia il G8+5 ad attuare
con urgenza l'iniziativa adottata e a fornire finanziamenti
destinati a proteggere gli oceani, sostenere la ricerca e migliorare
il monitoraggio delle specie minacciate di estinzione;
3. sottolinea il valore intrinseco della biodiversità
e l'urgenza di proteggerla da ulteriori fattori di degrado dovuti ad
influenza ed interferenza antropica, fra cui (l'elenco non è
esaustivo) lo sfruttamento, i cambiamenti climatici e la perdita di
habitat;
4. esprime profonda preoccupazione quanto alla
continua perdita di biodiversità e al connesso declino dei servizi
ecosistemici;
5. riconosce l'importanza vitale della salute degli
ecosistemi ai fini della prosperità e del benessere nell'UE e nel
mondo;
6. sottolinea che i cambiamenti climatici e la
perdita di biodiversità sono fenomeni strettamente collegati e di
pari rilievo;
7. ribadisce la necessità pressante di compiere uno
sforzo per rispettare gli impegni (assunti dal Consiglio europeo di
Göteborg del 2001 nell'ambito della strategia di sviluppo
sostenibile e del sesto programma d'azione ambientale) volti ad
arrestare la perdita di biodiversità nell'UE entro il 2010;
sottolinea l'urgente necessità di intensificare e coordinare gli
sforzi per arrestare la tendenza in atto, in particolare alla luce
del breve tempo che rimane per rispettare gli impegni per il 2010;
sostiene l'approccio integrato proposto nella comunicazione della
Commissione, secondo cui l'obiettivo di contenere la riduzione della
biodiversità deve essere incorporato in tutte le pertinenti
politiche dell'UE;
8. riconosce la potenziale importanza del concetto
emergente di servizi ecosistemici, quale promosso dalla
comunicazione della Commissione, in quanto strumento finalizzato ad
incorporare il valore economico della biodiversità in altre
politiche, e propone che il mantenimento di tali servizi divenga un
obiettivo fondamentale di tutte le politiche orizzontali e
settoriali dell'UE; mette tuttavia in guardia contro il rischio di
considerare riduttivamente il valore della biodiversità come
limitato ai benefici che l'uomo può trarne o di vedere nella perdita
di biodiversità un problema meramente economico;
9. accoglie con favore il Piano d'azione dell'UE fino
al 2010 e oltre, allegato alla comunicazione della Commissione, e
riconosce che si tratta di uno strumento essenziale e di un'ultima
opportunità di riunire le parti interessate a livello di Comunità e
di Stati membri al fine di concertare le azioni chiave finalizzate
al rispetto degli impegni per il 2010; tuttavia, in considerazione
del breve periodo che rimane per l'attuazione, esorta la Commissione
a garantire la presenza delle strutture necessarie per una messa in
atto immediata ed efficace del piano d'azione sia a livello
comunitario che a livello degli Stati membri;
10. riconosce che il Piano d'azione sarà
insufficiente per conservare la biodiversità e sostenere i servizi
ecosistemici nel lungo periodo; accoglie con favore tutte le
proposte volte ad avviare un dibattito a livello dell'UE su una
visione di più lungo termine per inquadrare una politica di più
lungo periodo; invita la Commissione ad avviare un processo che
porti ad una visione comunitaria a lungo termine per la
biodiversità, in cui si inquadrino gli ulteriori sviluppi delle
politiche;
11. invita in tale ambito la Commissione a mettere
allo studio e a formulare proposte di interventi concreti, volti ad
internalizzare i costi della biodiversità nelle attività che hanno
una forte incidenza negativa su di essa;
12. ritiene che tutta la società dell'Unione europea,
compresi i settori dell'impresa e dell'istruzione, debba essere
attivamente coinvolta nel processo di tutela della biodiversità;
Settore
1 - la biodiversità e l'UE Habitat e specie più importanti (Obiettivo
1)
13. sottolinea il ruolo essenziale che rivestono la
direttiva "Uccelli" e la direttiva "Habitat" ai fini della
protezione della biodiversità nell'UE; riconosce l'importanza del
completamento della rete Natura 2000 (istituita nell'ambito della
direttiva "Habitat") sulla terraferma e nelle regioni marine, di una
gestione efficace e di un finanziamento adeguato della rete, nonché
di una pianificazione territoriale che ne tenga conto, e del
rafforzamento della coerenza, della resilienza e della connettività
della rete, in particolare alla luce dei cambiamenti climatici;
14. sottolinea l'importanza di ricomprendere nella
rete Natura 2000 aree dei paesi e territori d'oltremare che sono
soggetti alla sovranità di Stati membri dell'UE;
15. sottolinea l'importanza di misure aggiuntive a
favore delle specie minacciate e riconosce a tale riguardo l'utilità
di estendere il ricorso a piani d'azione specifici per le specie;
osserva che lo stato di conservazione degli habitat e delle specie
di cui la direttiva "Habitat" prescrive la protezione dovrebbe
formare oggetto di regolari revisioni su base scientifica;
16. rileva la necessità di misure ad hoc per
promuovere la biodiversità nei nuovi Stati membri e
l'interdipendenza fra servizi ecosistemici quali la tutela
paesaggistica e attività economiche come il turismo;
17. ritiene che la promozione di metodi di pesca
selettivi costituisca una priorità, in quanto contribuirà alla
sostenibilità della pesca come pure alla preservazione della
biodiversità riducendo le catture accidentali;
18. pone l'accento sull'importanza dell'elevata
biodiversità delle regioni più remote e chiede misure legislative ai
fini della conservazione e dell'utilizzo sostenibile della
stessa;
19. riconosce che, se la cattura e il commercio di
animali vivi continuano a rappresentare una minaccia per la
biodiversità, l'Europa possiede un certo numero di istituzioni
zoologiche e di altre organizzazioni che dimostrano come si possa,
con programmi di riproduzione e misure di conservazione in situ , contribuire a salvare talune specie
minacciate;
20. si compiace dell'intenzione della Commissione di
attuare una politica marittima comune basata su un approccio
olistico agli oceani e richiama l'attenzione sulla necessità di
preservare gli oceani sotto il profilo ambientale ed ecologico per
garantire lo sviluppo economico di settori quali la pesca, il
turismo e altri;
Contesto rurale e
ambiente marino (Obiettivi 2 e 3)
21. riconosce che la pianificazione territoriale e lo
sfruttamento delle specie selvatiche (attraverso la caccia e la
pesca non sostenibili) sono fattori chiave che influenzano la
biodiversità e i servizi ecosistemici; sottolinea in particolare le
minacce ai terreni agricoli e alle foreste di alto valore
naturalistico, rappresentate sia dall'intensificazione che
dall'abbandono; riconosce le minacce agli stock ittici, alle specie
"non bersaglio" e agli habitat marini causate da pratiche di pesca
ecologicamente non sostenibili, ivi comprese la pesca illegale e la
pesca effettuata con tecniche distruttive e non selettive;
22. evidenzia che la salvaguardia della diversità dei
paesaggi rurali europei è fondamentale non solo per consentire i
servizi forniti da un'agricoltura sostenibile, ma anche per
salvaguardare il flusso genetico tra le popolazioni della fauna e
della flora selvatiche;
23. sottolinea l'importanza di attuare la politica
comune riveduta della pesca (PCP), dato che essa prevede lo sviluppo
sostenibile delle risorse alieutiche e scoraggia la pesca eccessiva,
che costituisce una minaccia per la vita marina;
24. invita la Commissione ad elaborare un programma
d'azione specifico contro la pesca illegale, non dichiarata e non
regolamentata (IUU), che costituisce una minaccia fondamentale per
la ricostituzione degli stock ittici;
25. accoglie con favore la proposta formulata dall'UE
e dagli Stati membri di includere gli ecosistemi marini e fluviali
nella rete di aree protette Natura 2000, e chiede che l'accento
venga altresì posto sulle zone di riproduzione degli stock
ittici;
26. invita la Commissione a consolidare ulteriormente
la rete Natura 2000 estendendola ai dieci Stati che hanno aderito
all'UE nel 2004, nonché alla Bulgaria e alla Romania, dato che, dopo
l'adesione di questi ultimi due paesi all'UE, il Mar Nero fa ormai
parte delle acque comunitarie;
27. esorta gli Stati membri ad avvalersi di tutte le
possibilità disponibili nell'ambito della PAC e della PCP per
sostenere gli obiettivi della biodiversità nella generalità del
contesto rurale e dell'ambiente marino (vale a dire al di fuori dei
siti Natura 2000); chiede l'ulteriore integrazione delle
considerazioni relative alla biodiversità e ai servizi ecosistemici
nella PAC e nella PCP nonché il riconoscimento, in particolare,
dell'opportunità rappresentata al riguardo dalla revisione del
bilancio del 2008-2009;
28. si dichiara preoccupato quanto alle ripercussioni
che l'introduzione di specie esotiche nonché la possibile fuga di
pesci geneticamente modificati negli ecosistemi marini possono avere
sulla biodiversità, e invita la Commissione a studiare ulteriormente
tali pericoli;
29. esorta la Commissione ad incoraggiare e a
sostenere lo svolgimento di studi relativi all'allevamento di nuove
specie in cattività, in particolare di quelle interessate dalla
pesca eccessiva, rispondendo così alle esigenze del mercato che sono
potenzialmente minacciate dalla riduzione delle catture;
30. esprime preoccupazione quanto alla diminuzione
della diversità degli animali da allevamento e delle varietà
vegetali; chiede quindi l'immediato recepimento della direttiva
98/95/CE(8) del Consiglio, la quale
fornisce una base giuridica che permette, nel quadro delle
disposizioni legislative in materia di commercializzazione di
sementi, la conservazione, attraverso l'utilizzazione in situ e in azienda, di varietà minacciate di
erosione genetica;
31. sottolinea che la PAC e la correlata dinamica di
sviluppo che porta, da un lato, alla specializzazione e
all'intensificazione e, dall'altro, alla marginalizzazione e al
sottoutilizzo dei terreni, hanno notevolmente contribuito negli
ultimi decenni alla perdita di biodiversità;
32. rileva la grande ricchezza di specie e la
diversità genetica delle colture e degli animali, e caldeggia la
conservazione e il rafforzamento di tale diversità;
33. sollecita la Commissione a rivedere i piani di
gestione e di recupero relativi a talune specie di pesci, che spesso
non sono in sintonia con il corretto monitoraggio delle specie
stesse; esorta vivamente la Commissione ad applicare misure più
specifiche che siano compatibili con gli strumenti e i metodi di
pesca utilizzati nelle aree biogeografiche in questione;
34. sottolinea l'importanza di un'attuazione
tempestiva ed efficace della direttiva quadro sulle acque(9) al fine di conseguire un
"buono stato ecologico" e un "non deterioramento" delle acque dolci,
nonché della raccomandazione sulla gestione integrata delle zone
costiere; sollecita gli Stati membri a fare uso degli strumenti
economici di cui agli articoli 5 e 9 della direttiva quadro sulle
acque, onde fornire un incentivo all'utilizzo attento di questa
preziosa risorsa e dare una solida base finanziaria all'attuazione
dei piani di gestione dei bacini fluviali; sottolinea l'importanza
di adottare un'ambiziosa direttiva quadro sull'ambiente marino, al
fine di pervenire a "buone condizioni ambientali" di quest'ultimo;
ritiene particolarmente importante che la futura strategia per
l'ambiente marino consideri il mantenimento della biodiversità e dei
servizi ecosistemici un obiettivo di primaria importanza;
35. sollecita la Commissione a verificare più da
vicino il rispetto delle normative comunitarie connesse con la lotta
all'inquinamento e al degrado degli ecosistemi marini;
36. riconosce l'immenso danno causato agli ecosistemi
dell'UE dalle sostanze inquinanti, soprattutto le diffuse sostanze
ad azione acidificante ed eutrofizzante, compreso l'ammonio da fonti
agricole; sottolinea l'importanza di ridurre queste pressioni
inquinanti, in particolare in corrispondenza dei siti Natura 2000 e
nelle zone limitrofe nonché in altre zone di alto valore
naturalistico; evidenzia l'opportunità di affrontare tali
preoccupazioni nella futura revisione della direttiva sui limiti
nazionali di emissione nonché attraverso una tempestiva attuazione
della strategia tematica sulla qualità dell'aria;
37. riconosce la minaccia agli ecosistemi derivante
da taluni pesticidi, ritardanti di fiamma ed altre sostanze chimiche
persistenti, bioaccumulanti e tossiche; sottolinea a tale riguardo
l'importanza che riveste un'efficace attuazione di REACH; sottolinea
la necessità di monitorare la bioaccumulazione di questi inquinanti
utilizzando a tal fine i predatori al vertice della catena
alimentare negli ambienti terrestri, d'acqua dolce e marini; ritiene
inoltre necessario rivolgere particolare attenzione ai rischi legati
all'utilizzo dei pesticidi, che sono di per sé tossici e destinati
ad essere immessi nell'ambiente; sottolinea che la legislazione
europea sui pesticidi – proposta di regolamento relativo alla
commercializzazione dei prodotti fitosanitari (COM(2006)0388);
proposta di direttiva quadro sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi
(COM(2006)0372);
strategia tematica per l'uso sostenibile dei pesticidi (COM(2006)0373)
– dovrebbe evitare un aumento della perdita di biodiversità in
Europa per effetto dell'uso di tali sostanze;
38. ricorda che la promozione delle denominazioni di
origine protetta e delle indicazioni geografiche protette svolge un
ruolo molto importante nella tutela delle specialità regionali,
dell'intera cultura rurale ad esse associata e delle rispettive
pratiche agricole tradizionali, che consentono di salvaguardare il
paesaggio e i sistemi agricoli rurali quali habitat di numerose
specie selvatiche;
39. rileva che nel 1992 è stato compiuto il primo
passo verso l'integrazione della tutela della biodiversità nella PAC
e che, successivamente, la riforma del 2003 ha introdotto misure
quali l'ecocondizionalità, il pagamento unico all'azienda agricola
(disaccoppiamento) e lo sviluppo rurale, che producono effetti
favorevoli sulla biodiversità;
40. propone che la biodiversità costituisca uno dei
principi essenziali dell'esame dello stato di salute della PAC
("health check"), previsto per il 2008, e considera necessario
avvalersi dell'esame dello stato di salute della PAC del 2008 per
verificare l'efficacia dei vari provvedimenti a favore della
biodiversità, in particolare di quelli relativi alla silvicoltura, e
per affrontare in maniera adeguata le carenze in tale settore;
41. richiama l'attenzione sul nuovo regolamento in
materia di sviluppo rurale (periodo di programmazione 2007-2013) che
prevede, fra l'altro, il finanziamento di Natura 2000, misure
agroambientali e provvedimenti mirati alla preservazione delle
risorse genetiche in agricoltura e al sostegno della gestione
sostenibile delle foreste, e che mantiene i pagamenti per le regioni
con handicap naturali;
42. caldeggia la promozione di partenariati
locali/regionali fra i proprietari e gli utilizzatori dei terreni,
le organizzazioni per la protezione della natura, gli enti pubblici
e i centri specializzati, affinché essi collaborino per trovare
soluzioni locali alla problematica della biodiversità adottando un
approccio "bottom-up";
43. chiede che la coltura e l'utilizzo di biomassa
per la produzione di energia e come combustibile siano sfruttati
come opportunità per incrementare la biodiversità in agricoltura;
ritiene che ciò debba riflettersi anche nel sostegno alla ricerca a
titolo del settimo programma quadro di ricerca e che la coltura di
biomassa non possa comportare una riduzione della biodiversità
all'interno o all'esterno dell'Unione europea;
Sviluppo regionale e
territoriale (Obiettivo 4)
44. riconosce la crescente frammentazione degli
ecosistemi dovuta all'espansione delle infrastrutture, delle
industrie e dell'edilizia abitativa; afferma che con una
pianificazione accurata è possibile ridurre in misura significativa
i danni agli ecosistemi ed individuare le opportunità per recare
loro beneficio; sollecita gli Stati membri a garantire che i
progetti finanziati a titolo dei Fondi di coesione e strutturali non
rechino danni alla biodiversità e ai servizi ecosistemici, ma
ottimizzino i benefici per la biodiversità; li sollecita inoltre a
dare priorità al mantenimento e al recupero della biodiversità e dei
servizi ecosistemici nella pianificazione del territorio a livello
nazionale, regionale e locale, e ad assicurare un'adeguata
attenzione alla biodiversità nelle valutazioni ambientali
strategiche (VAS) e nelle valutazioni d'impatto ambientale
(VIA);
Specie esotiche invasive
e genotipi esotici (Obiettivo 5)
45. riconosce che le specie esotiche invasive
rappresentano una delle minacce principali per la biodiversità e che
la loro diffusione è aggravata dall'aumento degli spostamenti di
persone e merci; sollecita la messa a punto di una risposta
comunitaria globale al problema, che comprenda un sistema di allarme
rapido e l'eliminazione delle lacune del quadro legislativo,
includendo la definizione di una strategia dell'UE sulle specie
esotiche invasive;
46. sottolinea il fatto che l'immunocontraccezione
potrebbe contribuire in modo decisivo al controllo dei mammiferi e
fa rilevare le importanti ricerche attualmente in corso in tale
campo; sollecita la Commissione a destinare risorse finanziarie alla
ricerca europea sull'immunocontraccezione e a pubblicare un invito a
presentare proposte di progetti; osserva che il programma LIFE +
offre già un quadro normativo che potrebbe essere utilizzato più
efficacemente per stimolare iniziative sulle specie esotiche
invasive;
47. invita la Commissione ad attivarsi presentando
proposte legislative volte a limitare l'introduzione di specie
alloctone nell'Unione europea e controllando il rispetto della
Convenzione CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle
specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione);
48. rileva gli effetti talora disastrosi che gli
organismi alloctoni hanno sull'ecosistema marino; chiede urgenti
misure per impedire il trasferimento di tali organismi attraverso le
acque di zavorra e sollecita gli Stati membri ad applicare la
Convenzione internazionale per il controllo e la gestione dell'acqua
di zavorra delle navi e dei relativi sedimenti nel quadro
dell'Organizzazione marittima internazionale (OMI);
49. invita la Commissione ad introdurre controlli
efficaci sullo scarico dell'acqua di zavorra nelle acque
dell'UE;
50. sottolinea l'importanza di applicare pienamente
il quadro legislativo dell'UE sugli organismi geneticamente
modificati; evidenzia i rischi potenziali che le colture GM su scala
industriale rappresentano per la biodiversità e chiede alla
Commissione di valutarne l'impatto sugli ecosistemi europei;
51. esprime preoccupazione quanto alla possibilità
che pesci geneticamente modificati passino negli ecosistemi marini e
all'eventualità che si riproducano con i pesci locali, cosa che
potrebbe perturbare la biodiversità di detti ecosistemi; invita la
Commissione a proibire l'accesso all'UE dei pesci geneticamente
modificati destinati alla catena alimentare di quest'ultima;
52. si compiace dell'intenzione dichiarata della
Commissione di creare una normativa specifica per la certificazione
ecologica dei pesci ed esorta tale istituzione a presentare quanto
prima una proposta legislativa in tal senso;
Settore
2 - la biodiversità nell'UE e nel mondo Governance internazionale (Obiettivo
6)
53. appoggia con determinazione l'efficace messa in
atto della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) e sollecita i
leader dell'UE in tal senso; sottolinea l'importanza di attuare i
programmi di lavoro della CBD, tra cui quelli sulle aree protette;
sottolinea altresì la necessità di concludere i lavori relativi ad
un regime internazionale in materia di accesso alle risorse
genetiche e di ripartizione dei benefici derivanti dal loro
utilizzo; ritiene che il materiale di riferimento relativo alle
specie e alle varietà debba essere conservato solo nei paesi che
aderiscono alla CDB; rileva la necessità di rafforzare il sostegno e
le interazioni sinergiche fra le convenzioni internazionali in
materia di ambiente e propone che i paesi terzi beneficiari di
sovvenzioni dell'UE rispettino le politiche di quest'ultima in
materia di biodiversità;
54. riconosce la minaccia alla biodiversità in mare
aperto; sollecita la conclusione di un accordo sulla protezione
della biodiversità in mare aperto nel quadro della Convenzione delle
Nazioni Unite sul diritto del mare; esorta l'UE a continuare a
svolgere un ruolo guida in questo campo;
55. reputa essenziale promuovere accordi e piani di
azione concertati tra l'UE e paesi terzi, relativi alla
conservazione delle aree marine comuni;
56. mette in risalto la minaccia che rappresenta per
la biodiversità la pesca a strascico di fondo in acque profonde e le
altre tecniche di pesca non sostenibili; prende atto della decisione
recentemente adottata al riguardo dall'Assemblea generale delle
Nazioni Unite; sollecita la Commissione a formulare quanto prima
proposte legislative sulla pesca di fondo in alto mare; sollecita
altresì detta istituzione a cooperare con le Nazioni Unite e le
organizzazioni regionali di gestione della pesca, laddove esistano,
a varare e ad attuare concretamente interventi di gestione di tutte
le attività di pesca condotte in alto mare, incluse quelle che
comportano l'uso di reti da traino; sollecita inoltre la Commissione
ad attivarsi in vista dell'introduzione di misure urgenti volte a
proteggere importanti habitat abissali in alto mare da tecniche di
pesca distruttive, fra cui la pesca a strascico di fondo;
57. approva pienamente le conclusioni – contenute nel
"messaggio di Parigi" – della Conferenza di Parigi del 19-21
settembre 2006 sulla biodiversità nella cooperazione europea allo
sviluppo; esorta la Commissione e gli Stati membri interessati a
garantire finanziamenti adeguati per i problemi dell'ambiente e
della biodiversità nei paesi e territori d'oltremare dell'UE, nonché
a migliorare l'accesso ai programmi europei per gli enti locali e le
ONG, in coordinamento con le autorità locali;
58. deplora la scarsa attenzione prestata agli
aspetti inerenti alla biodiversità nell'ambito degli accordi
commerciali bilaterali e multilaterali; caldeggia l'integrazione
della dimensione della biodiversità nel commercio internazionale e
negli sforzi esplicati a livello mondiale per modificare i modelli
di produzione e di consumo non sostenibili; invita pertanto la
Commissione e gli Stati membri a dare priorità al riconoscimento
degli interessi di carattere non commerciale nei negoziati in corso
in sede di OMC;
Assistenza esterna
(Obiettivo 7)
59. condivide la forte preoccupazione, espressa nella
relazione della Corte dei conti sull'integrazione degli aspetti
ambientali nella cooperazione allo sviluppo e nelle conclusioni del
riesame della politica dell'UE in materia di biodiversità (2004),
riguardo allo scarso livello di attuazione del piano d'azione a
favore della biodiversità nel settore della cooperazione economica e
della cooperazione allo sviluppo; si compiace del richiamo fatto nel
documento dell'UE sul consenso in materia di sviluppo per una
maggiore assegnazione specifica ("earmarking") di fondi ai fini
della biodiversità e per un rafforzamento dell'approccio di
integrazione ("mainstreaming") della biodiversità nella cooperazione
allo sviluppo;
60. fa osservare che, malgrado queste aspirazioni, i
fondi specificamente destinati alla biodiversità nei programmi di
assistenza esterna della Comunità e degli Stati membri sono molto
limitati; si compiace della recente quarta ricostituzione delle
risorse del Fondo globale per l'ambiente, ma si rammarica del fatto
che essa non comporti in termini reali alcun aumento dei
finanziamenti destinati alla biodiversità; sottolinea la vitale
importanza che riveste il fatto di impegnare, almeno in misura
limitata, fondi specificamente finalizzati alle priorità della
biodiversità nei paesi terzi;
61. sottolinea l'importanza vitale che riveste
un'integrazione efficace delle preoccupazioni relative alla
biodiversità nei programmi di assistenza esterna della Comunità e
degli Stati membri (comprese le misure di sostegno al bilancio) al
fine di garantire che tali programmi non diano luogo a danni per la
biodiversità e i servizi ecosistemici; sottolinea al riguardo
l'importanza di costruire, nei paesi beneficiari, la capacità di
integrare i problemi della biodiversità nelle strategie nazionali di
sviluppo (comprese quelle per la riduzione della povertà);
62. teme fortemente che, malgrado le aspirazioni
annunciate, vi sia in realtà un alto rischio che la nuova
generazione di documenti di strategia nazionali e regionali continui
a trascurare le esigenze della biodiversità, senza che la
Commissione manifesti, a tale riguardo, un impegno molto più
proattivo nei confronti dei paesi beneficiari;
Scambi (Obiettivo
8)
63. riconosce l''impronta ecologica" lasciata dagli
scambi dell'UE sulla biodiversità e i servizi ecosistemici nei paesi
terzi; sollecita la Commissione e gli Stati membri ad individuare
gli impatti più significativi degli scambi sulla biodiversità e i
servizi ecosistemici, in particolare attraverso valutazioni
dell'impatto sulla sostenibilità; sottolinea l'importanza di porre
in atto misure volte a ridurre l'impatto ecologico della
globalizzazione nel contesto degli accordi di libero scambio
multilaterali, regionali e bilaterali; sottolinea che le politiche
europee non devono risolversi in un declino della biodiversità nei
paesi terzi;
64. esprime profonda preoccupazione quanto alle
importazioni nell'UE di materie prime come il legno, l'olio di palma
e i semi di soia, che contribuiscono alla deforestazione tropicale;
esprime il timore che la spinta emergente all'uso dei
biocombustibili possa aggravare la pressione sulle foreste
tropicali; chiede alla Commissione e agli Stati membri di attivarsi
con urgenza per adottare misure volte a prevenire o ridurre al
minimo gli impatti negativi di tali scambi sulle foreste tropicali,
compresi accordi bilaterali nel quadro del programma per
l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel
settore forestale (FLEGT); sollecita la Commissione a presentare
quanto prima un'analisi delle opzioni per ulteriori provvedimenti
legislativi volti a frenare le importazioni di legname raccolto
illegalmente;
65. invita gli Stati membri ad intensificare
l'impegno per la lotta contro il commercio illegale delle specie
elencate nella CITES; invita inoltre gli Stati membri e la
Commissione a prevedere una risposta coordinata ed iniziative per
l'applicazione di detta Convenzione;
66. teme che in passato gli accordi di partenariato
nel settore della pesca abbiano accresciuto le pressioni sugli stock
ittici, le specie "non bersaglio" e gli habitat marini nelle acque
dei paesi terzi; sottolinea l'importanza cruciale di garantire che
questo tipo di accordi assicuri il mantenimento delle popolazioni
ittiche a livelli tali da consentire le massime rese sostenibili e
riduca al minimo gli impatti sulle specie "non bersaglio" e sugli
habitat marini; sollecita la Commissione e gli Stati membri ad
assicurare che le flotte di pesca dell'UE operino in conformità di
tali accordi;
67. riconosce che è cominciato un periodo di
cambiamenti climatici inevitabili che avranno impatti significativi
sugli ecosistemi dell'UE e globali; sottolinea che numerose
ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle società e le economie
umane saranno avvertite attraverso cambiamenti degli ecosistemi;
riconosce che sono già osservabili cambiamenti degli ecosistemi e
impatti sulle specie; sottolinea perciò l'importanza essenziale di
un approccio ecosistemico per l'adattamento ai cambiamenti
climatici, in particolare in relazione alle politiche che riguardano
l'uso del suolo, dell'acqua e delle risorse marine; invita l'UE a
continuare a svolgere un ruolo forte di guida a livello
internazionale negli sforzi volti a ridurre le emissioni globali di
gas a effetto serra;
68. sottolinea l'importanza di garantire che i
provvedimenti volti ad attenuare i cambiamenti climatici, come lo
sviluppo di fonti di energia rinnovabili, siano valutati per
assicurare che tengano debitamente conto dei possibili impatti
negativi sulla biodiversità, e che tali impatti siano evitati o
ridotti al minimo, soprattutto in relazione ai parchi eolici,
all'energia idroelettrica e ai biocarburanti;
69. riconosce che i cambiamenti climatici
sottoporranno gli ecosistemi dell'UE a forti, ulteriori pressioni;
sottolinea l'importanza vitale di una rete di aree protette vasta e
coerente (in particolare i siti Natura 2000) e della salute
dell'ambiente in generale, al fine di rafforzare la resilienza degli
ecosistemi ai cambiamenti climatici; mette pertanto in risalto la
necessità di ridurre le pressioni "convenzionali" sugli ecosistemi
(frammentazione, sovrasfruttamento, inquinamento, specie esotiche
invasive), la necessità di concepire misure aggiuntive
specificamente destinate ad affrontare la pressione ulteriore dei
cambiamenti climatici, nonché la necessità di procedere con urgenza
ad una valutazione degli habitat e delle specie maggiormente a
rischio in seguito ai cambiamenti climatici;
Settore
4 - la base di conoscenze Conoscenze (Obiettivo 10)
70. riconosce che la necessità di comprendere la
biodiversità costituisce una sfida immane; teme fortemente che il
livello delle risorse destinate alla ricerca sulla biodiversità e
sugli ecosistemi sia di gran lunga insufficiente rispetto
all'importanza cruciale del problema per la nostra prosperità e il
nostro benessere; esorta a dare maggiore priorità al finanziamento
della ricerca sulla biodiversità nel quadro dei programmi di ricerca
comunitari (PQ7) e nazionali;
71. riconosce la necessità di meccanismi più efficaci
per far sì che le politiche a livello di Comunità e di Stati membri
e a livello internazionale tengano conto dei dati esistenti in
materia di biodiversità e di ecosistemi; appoggia la proposta di
creare un nuovo meccanismo dell'UE inteso a fornire pareri
indipendenti e autorevoli a questo fine, tenendo debito conto delle
disposizioni esistenti; invita la Commissione a realizzare studi ed
analisi valutative concernenti l'impatto della produzione di energia
rinnovabile sulla biodiversità e le alterazioni della biodiversità
nelle zone urbane, inclusi gli effetti sia positivi che negativi
prodotti dall'introduzione di nuove specie in queste aree;
72. è preoccupato in relazione al depauperamento di
un elevato numero di specie ittiche nonché in relazione al fatto che
non si tiene conto – o si tiene conto solo parzialmente – dei pareri
scientifici del CIEM (Consiglio internazionale per l'esplorazione
del mare) in sede di fissazione dei TAC (totali ammissibili di
catture) annuali; riconosce che i pareri scientifici non devono
risolversi in diktat politici, ma ritiene che occorrano motivi di un
certo peso e argomentazioni fondate per ignorarli e che, in tal
caso, il Consiglio e la Commissione debbano anche dimostrare che il
principio della resa massima a lungo termine ("Maximum Sustainable
Yield – MSY") viene effettivamente rispettato all'interno dell'UE;
73. invita la Commissione a finanziare studi sugli
ecosistemi marini, in particolare nelle zone caratterizzate da una
ricca biodiversità e da un'attività di pesca intensiva;
Misure
di sostegno Finanziamento
74. esprime forte preoccupazione in relazione alle
limitazioni finanziarie del sostegno a Natura 2000 e ad altre azioni
per la biodiversità nel quadro del piano d'azione dell'UE fino al
2010 e oltre, limitazioni conseguenti alle decisioni sul quadro
finanziario;
75. sottolinea la responsabilità degli Stati membri
di cogliere tutte le opportunità esistenti nell'ambito della PAC,
della PCP, dei Fondi di coesione e strutturali, di Life+ e del
settimo programma quadro, nonché la loro responsabilità per
l'assegnazione delle risorse nazionali; esorta a tenere maggiormente
conto delle esigenze finanziarie in occasione della revisione del
bilancio che avrà luogo nel 2008-2009, durante la quale si dovrebbe
procedere ad una valutazione della sufficienza e della disponibilità
dei finanziamenti dell'UE per la biodiversità, specialmente per
Natura 2000;
76. deplora tuttavia che il Consiglio non abbia
accolto la proposta della Commissione, appoggiata dal Parlamento
europeo, di destinare, nell'ambito del quadro finanziario 2007-2013,
un importo supplementare di 20 miliardi EUR alla politica per lo
sviluppo rurale, tanto più che tali risorse avrebbero potuto essere
utilizzate, in maniera specifica, per estendere e approfondire
ulteriormente le azioni a favore della biodiversità;
77. deplora che le risorse finanziarie del Fondo
europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) siano del tutto
insufficienti per garantire le azioni necessarie a livello della
gestione della rete Natura 2000, che dipende dall'attività
agroforestale, e che sia particolarmente deficitario il sostegno
proposto per il miglioramento della conoscenza e il
monitoraggio;
78. richiama l'attenzione sulla necessità di
compensare finanziariamente le comunità locali sui cui redditi hanno
inciso negativamente le azioni specifiche miranti alla conservazione
dell'ambiente marino;
79. richiama l'attenzione sulle possibilità offerte
dalla direttiva sulla responsabilità ambientale(10) di applicare il
principio del "chi inquina paga" e sollecita gli Stati membri a fare
uso di tali opportunità per finanziare misure che contribuiscano al
conseguimento di finalità ambientali, incluse quelle indicate nelle
direttive "Habitat" e "Uccelli";
Rafforzare il processo
decisionale
80. plaude alla proposta di un dibattito nell'UE su
una visione a più lungo termine in materia di biodiversità e servizi
ecosistemici per inquadrare le politiche future; sottolinea che tale
dibattito dovrebbe essere esplicitamente collegato a quello sul
futuro dell'Europa; esorta a rendere il dibattito il più possibile
inclusivo e, in particolare, a portarlo all'interno delle regioni;
esorta altresì a fare dei valori europei connessi alla natura (sia
nell'UE che nel mondo) un elemento esplicito della Dichiarazione dei
valori europei che si intende adottare nel quadro della Presidenza
tedesca;
81. riconosce l'elevata qualità delle valutazioni
d'impatto delle politiche per quanto riguarda le iniziative
comunitarie di politica ambientale; si rammarica che la dimensione
ambientale sia spesso carente nelle valutazioni d'impatto delle
politiche relative ad iniziative in altri settori; esorta la
Commissione e gli Stati membri a vagliare tutte le nuove iniziative
nel quadro delle varie politiche, al fine di individuare eventuali
impatti negativi significativi sulla biodiversità e di garantire
che, qualora ne vengano individuati, gli aspetti della biodiversità,
compresi gli impatti sui servizi ecosistemici, siano trattati
adeguatamente nell'ambito del processo di valutazione
dell'impatto;
82. sottolinea l'importanza della complementarità tra
azioni a livello comunitario e a livello di Stati membri; riconosce
il grande valore del piano d'azione dell'UE fino al 2010 e oltre
come strumento per migliorare la complementarità; sollecita pertanto
gli Stati membri ad adeguare le loro iniziative a quelle del piano
d'azione e a far sì che tale adeguamento si estenda anche a livello
regionale e locale;
83. sottolinea l'importanza di una piena e coerente
attuazione e rispetto delle direttive "Uccelli" e "Habitat"; insiste
sulla necessità che la Commissione e gli Stati membri dedichino a
tal fine sufficienti risorse e attenzione;
84. sottolinea l'importanza della pianificazione del
territorio in relazione alla biodiversità e ai servizi ecosistemici;
esorta gli Stati membri a rafforzare gli approcci e i metodi a
livello regionale e locale per sostenere la biodiversità e i servizi
ecosistemici, anche attraverso l'applicazione complementare di
Natura 2000, dei piani di gestione dei bacini idrografici e delle
azioni di sviluppo rurale nonché, per quanto riguarda il mare,
attraverso l'applicazione dell'approccio ecosistemico quale
delineato nella direttiva sulla strategia per l'ambiente marino;
85. sollecita la Commissione ad esercitare pressioni
sui responsabili dei continui ritardi nell'istituzione dei consigli
consultivi regionali per la pesca, che sono essenziali ai fini del
miglioramento dei controlli e della conservazione delle risorse
alieutiche;
Partnership
86. si compiace dell'invito a rafforzare le
partnership tra gli interessi della biodiversità e attori chiave;
sottolinea l'importanza di partnership tra i proprietari e gli
utilizzatori principali dei terreni, delle acque e delle risorse
marine; appoggia in particolare le partnership con cacciatori,
comunità di pesca, agricoltori e silvicoltori, e con i settori
imprenditoriali e finanziari; riconosce l'importante ruolo svolto a
tale riguardo dall'iniziativa "Countdown 2010";
Istruzione,
sensibilizzazione e partecipazione
87. sottolinea l'utilità di accrescere la
comprensione da parte del pubblico dell'importanza della
biodiversità e degli ecosistemi per la prosperità e il benessere;
esorta la Commissione e gli Stati membri ad intensificare
considerevolmente i programmi e le campagne di educazione e
informazione del pubblico, a sviluppare la domanda politica di
interventi e a rafforzare la partecipazione attiva del pubblico alle
misure di conservazione; sottolinea a tale riguardo l'importanza
dell'accesso alle informazioni e alla giustizia;
88. constata che molti sentono il richiamo delle
bellezze del paesaggio e dei suoi caratteri storico-antropici; si
rammarica del fatto che l'agricoltura intensiva abbia nociuto alla
biodiversità e alle bellezze paesaggistiche; ritiene che il recupero
paesaggistico – ad esempio la ricostituzione di barriere arboree nei
pascoli – riceverebbe un ampio plauso e contribuirebbe al ripristino
della biodiversità;
89. rileva che i giardini zoologici e gli acquari
europei sono visitati ogni anno da oltre 100 milioni di persone;
riconosce l'importante ruolo di queste istituzioni ai fini di una
maggiore sensibilizzazione ambientale del pubblico;
90. sollecita la Commissione a lanciare campagne di
sensibilizzazione dell'opinione pubblica circa i problemi relativi
alla conservazione delle risorse alieutiche e degli ecosistemi ad
esse associati;
Monitoraggio, valutazione e
revisione
91. sottolinea l'importanza che ricoprono gli
indicatori per l'informazione dell'opinione pubblica e dei
responsabili delle decisioni circa l'andamento del fenomeno; valuta
positivamente la proposta di una serie di indicatori headline per la biodiversità; sollecita
l'adozione e il mantenimento di un indicatore di biodiversità quale
indicatore strutturale e indicatore di sviluppo sostenibile;
92. pone in risalto l'importanza essenziale di
rafforzare le capacità e i metodi di monitoraggio a lungo termine,
in appoggio alla serie di indicatori e per assicurare più ampie
fonti d'informazione sullo stato della biodiversità, sulle pressioni
che su di essa si esercitano e sull'efficacia delle politiche di
risposta; sottolinea la necessità di rendere tali informazioni
largamente disponibili attraverso un sistema d'informazione
comune;
93. appoggia i progetti esistenti, nel cui ambito
vengono messi a punto indicatori obiettivi per il monitoraggio e la
valutazione della biodiversità, e invita la Commissione a garantire
il rispetto degli impegni assunti dall'Unione europea nel quadro
della Convenzione sulla diversità biologica – vale a dire l'utilizzo
sostenibile, la conservazione della biodiversità e l'equa
ripartizione dei benefici che ne derivano – ad impegnarsi affinché
il materiale di riferimento relativo alle specie e alle varietà
venga depositato solamente nei paesi firmatari della Convenzione
sulla diversità biologica, ad armonizzare le informazioni
disponibili e ad avvalersi delle reti esistenti;
94. si compiace della proposta della Commissione di
presentare al Consiglio e al Parlamento una valutazione intermedia
(che coprirà il periodo sino alla fine del 2008) e due valutazioni
finali (una sino alla fine del 2010 e una sino alla fine del 2013)
dei progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi del
piano d'azione dell'UE fino al 2010 e oltre; sottolinea che le
conclusioni di queste valutazioni dovrebbero confluire in più ampi
processi di riesame delle politiche e del bilancio, come la
revisione del bilancio del 2008-2009 e le revisioni delle politiche
e del bilancio per il periodo successivo al 2013; sollecita la
Commissione a presentare una strategia organica di lungo periodo
sulla biodiversità per il periodo successivo al 2010;
95. ritiene che i vigenti obblighi di rendicontazione
debbano essere razionalizzati e semplificati e che le future
relazioni non possano comportare un aggravio degli oneri
amministrativi;
o o o
96. incarica il suo Presidente di trasmettere la
presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai
governi e ai parlamenti degli Stati membri.
Direttiva 98/95/CE del Consiglio, del 14 dicembre
1998, che modifica, per quanto riguarda il
consolidamento del mercato interno, le varietà
geneticamente modificate e le risorse genetiche delle
piante, le direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE,
66/403/CEE, 69/208/CEE, 70/457/CEE e 70/458/CEE
concernenti la commercializzazione delle sementi di
barbabietole, delle sementi di piante foraggere, delle
sementi di cereali, dei tuberi-seme di patate, delle
sementi di piante oleaginose e da fibra e delle sementi
di ortaggi e il catalogo comune delle varietà delle
specie di piante agricole (GU L 25 dell'1.2.1999, pag.
1).
Direttiva 2006/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro
per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327
del 22.12.2000, pag. 1). Direttiva modificata da ultimo
dalla decisione n. 2455/2001/CE (GU L 331 del
15.12.2001, pag. 1).
Direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità
ambientale in materia di prevenzione e riparazione del
danno ambientale (GU L 143 del 30.4.2004, pag. 56).
Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva
2006/21/CE (GU L 102 del 11.4.2004,
pag. 15).