Sito ufficiale di Donata Gottardi - Deputata al Parlamento Europeo - Gruppo PSE
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RASSEGNA STAMPA 2006
Gottardi in volo per Strasburgo
di Enrico Giardini (L'Arena, 3 maggio 2006)

L’eurodeputata dell’Ulivo: «Opererò in contatto con Verona e il Veneto»
«Sul tema del lavoro Italia in ritardo e dobbiamo creare opportunità Le donne? In Europa contano di più»
Manca soltanto la comunicazione ufficiale, in cui le verrà chiesto se accetta di sedere al Parlamento europeo. La risposta sarà positiva, ovviamente. Poi, riceverà la convocazione per partecipare, forse già a metà maggio, alla sua prima seduta plenaria dell’assemblea di Strasburgo. Ma, a parte le formalità, Donata Gottardi, 53 anni, professore ordinario di Diritto del lavoro nonché Prorettore dell’Università di Verona, respira già aria d’Europa.
Prima dei non eletti per
Letta fra l’altro, 39 anni, esponente di punta della Margherita e ulivista convinto, sembra destinato a diventare ministro nel governo Prodi, dopo esserlo stato per tre volte dal 1997 al 2001 nel primo e secondo governo D’Alema e nel governo guidato da Giuliano Amato. In base alla stessa strategia dei due partiti si è dimesso dal Parlamento europeo anche il diessino Pierluigi Bersani, che pure dovrebbe diventare ministro.
Donata Gottardi, terzo veronese al Parlamento europeo dopo Guido Gonella e Gabriele Sboarina, si era candidata alle elezioni europee del 2004 nella circoscrizione elettorale nord-orientale, che comprende Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna, conquistando 61mila voti, di cui circa 16mila a Verona e 52mila nell’intero Veneto (compresi i 16mila veronesi).
Assumere l’incarico di eurodeputato significa, per Donata Gottardi, andare in aspettativa obbligatoria dall’insegnamento e anche dalla carica di Prorettore. D’ora in avanti potrà soltanto dedicarsi alla ricerca, nel suo rapporto con l’Università, in quanto resta comunque titolare di fondi destinati appunto alla ricerca scientifica. L’ateneo veronese consegna così alla politica un altro professore, dopo Federico Testa (Ulivo) e Antonio Borghesi (Lista Di Pietro-Italia dei valori) neoeletti in Parlamento.
Veronese, sposata, una figlia, laureata in Economia, Donata Gottardi durante la legislatura 1996-2001 in cui era al governo il centrosinistra prima con Romano Prodi e poi con i due governi D’Alema e con quello di Amato è stata consigliere giuridico presso il ministero della Solidarietà sociale e viceconsigliere nazionale di parità al ministero del Lavoro. Da anni collabora alla proposte di legge dell’Ulivo.
«Lavoro e politiche sociali sono i temi di cui di occuperò anche a Strasburgo, dove si riunisce normalmente una volta al mese in assemblea plenaria il Parlamento, e a Bruxelles, dove opererò nelle commissioni durante le altre tre settimane», spiega il neoparlamentare europeo, che resterà in carica per i prossimi tre anni di legislatura.
Ma quale sarà l’impegno dell’europarlamentare Donata Gottardi? «Dare un contributo per coordinare al meglio tra Italia ed Europa i progetti e la legislazione in materia di lavoro e politiche sociali», spiega, «e questo a partire da uno stretto legame con il mio territorio, in particolare con il Veneto e con Verona anche se sono stata votata in un collegio di quattro regioni».
Il tema del lavoro è tutt’ora al centro del dibattito politico, come del resto in tutta la campagna elettorale per le politiche di un mese fa. «Su questo tema si è perso tanto tempo in discussioni superflue e non è il caso di perderne altro, perché l’Italia è in ritardo», spiega la Gottardi, «e perciò occorre capire quali sono i lavori del nuovo millennio e trovare le soluzioni idonee per svilupparli, garantendo al tempo stesso un sistema di protezioni sociali per i lavoratori».
Donata Gottardi è il terzo eurodeputato veronese, ma è anche la prima donna. E il ruolo della donna nella società, a 360 gradi, è uno dei temi di cui si è sempre occupata. «In Europa siamo un po’ più avanti dell’Italia», conclude, «e il gruppo del Partito socialista europeo di cui farà parte è quasi per metà al femminile. Ci sono, quindi, maggiori possibilità di incidere, con i temi delle donne».




