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RASSEGNA STAMPA 2006
Il Ministro del Lavoro a Verona
di Emiliano Galati (Verona Fedele, 6 agosto 2006)
“La legge 30 non la abrogherò, ma non mi limiterò soltanto a completarla».
Così il ministro del Lavoro Cesare Damiano, dei Democratici di sinistra, il primo esponente del governo Prodi a giungere in città ospite dell’europarlamentare Donata Gottardi.
Si torna a discutere della legge Biagi.
“Il dibattito che si fa sulla legge 30 tra abrogazione e miglioramento è forviante e nominalistico per questo non mi appassiona. Come tutti sanno l’Unione su questo punto ha raggiunto un compromesso che ha un profilo di alta qualità nel quale non si parla né di abrogazione né di modifiche ma di superamento della legge 30 e della cancellazione d’alcune figure maggiormente precarizzanti: il lavoro a chiamata, lo staff leasing e il contratto d’inserimento”.
Il Ministro insiste nel dire che è riduttivo soffermarsi esclusivamente sulla legge 30 senza considerare tutto ciò che è avvenuto prima del varo di una legge che, non dimentichiamolo, ha cominciato ad agire solo nel 2004 e non ha prodotto alcun risultato concreto per le imprese
Il responsabile del dicastero di Via Veneto approfondisce il suo ragionamento: “la legislazione sul lavoro del centrodestra è una catena di scelte che hanno peggiorato la condizione del lavoro, di cui la legge 30 è soltanto la parte conclusiva.Ma quel che è più grave è che nell’agosto del 2002 ha cancellato il credito di imposta, una misura introdotta del centro sinistra che ha consentito di stabilizzare in quegli anni 700mila posti di lavoro e ha anche eliminato il prestito d’onore a vantaggio dei giovani che intendevano intraprendere una attività autonoma. Da quelle scelte è derivato il cambiamento strutturale della qualità delle nuove assunzioni.”
Infatti nel 2001 con il credito di imposta le nuove assunzioni al lavoro erano per l’80% stabili.
Nel 2005 al 70% instabili.
In queste due cifre sta la misura del peggioramento della situazione che si è caratterizzata con il prevalere della precarietà del lavoro e con la crescita dell’insicurezza.
L’esponente del Governo Prodi ha assicurato di avere le idee chiare sul Nord Est: “Qualcosa abbiamo già fatto, come la circolare sui call center per il lavoro subordinato e parasubordinato, confrontandoci con le parti sociali. Poi, dopo un serrato confronto con datori di lavoro e sindacati, ho portato avanti un emendamento al decreto Bersani sull’edilizia, cioè un regolamento sui cantieri edili che preveda sconti fiscali e la segnalazione dell’assunzione di un lavoratore nel giorno stesso in cui comincia a operare.
Ogni anno muoiono 250 persone l’anno nell’edilizia e il 12 per cento delle segnalazioni di assunzione avviene dopo il decesso. Questo non può essere più tollerabile».
Per far riprendere al paese la via dello sviluppo, prosegue il ministro, è sicuramente necessario riprendere la concertazione e al tempo stesso prevedere che tra i primi atti del governo ci siano misure a sostegno dello sviluppo, incentivi selettivi alle imprese che scelgono l’innovazione e per la tutela del lavoro.
Tra le misure che il centrosinistra prevede di introdurre ci sono il credito di imposta, diminuire gradualmente il cuneo fiscale, ripartendo il vantaggio tra lavoro e impresa ed eliminare lo “scalone” pensionistico del 2008.
Infine una battuta di risposta all’intervista del segretario della Cgil.
Guglielmo Epifani fa sapere che il sì del suo sindacato all’attività del governo non è scontato lamentando l’assenza di azioni di contrasto contro la precarietà, come replica? “Trovo che sia un giudizio ingeneroso e non collegato alla realtà dei fatti” conclude il ministro.




