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RASSEGNA STAMPA 2006
UE: Europarlamento; Più concorrenza in libere professioni
No a tariffe fisse o minime, via libera alla pubblicità
(ANSA, 12 ottobre 2006)
A schiacciante maggioranza, 534 voti favorevoli, 62 contrari e 9 astensioni, il Parlamento europeo ha sollecitato una maggiore concorrenza nelle libere professioni ed ha chiesto il superamento dell'obbligatorietà di tariffe fisse o minime e del divieto di contrattare compensi nei servizi professionali legati al risultato raggiunto.
Approvando la relazione del popolare tedesco Jan Ehler, gli eurodeputati inoltre appoggiano un'autoregolamentazione che non danneggi i consumatori o l'interesse generale, chiedono l'adozione di un codice di condotta dei prestatori di servizi e ritengono che le regolamentazioni speciali nel campo della pubblicità devono limitarsi a casi eccezionali.
I parlamentari ritengono che "la priorità fondamentale" della riforma dev'essere quella di assicurare "un piu' ampio e agevole accesso dei consumatori, garantendo nel contempo la qualità e il contenimento del costo di questi servizi".
L'assemblea ha accolto un emendamento presentato dal Pse, secondo il quale l'obbligatorietà di tariffe fisse o minime e il divieto di contrattare compensi legati al risultato raggiunto "potrebbero essere di ostacolo alla qualità del servizio per i cittadini e alla concorrenza".
Respinto invece, con un solo voto di scarto, un altro ememendamento dei Socialisti europei con quale si sosteneva che i requisiti stabiliti da molti Stati membri in materia di registrazione presso organismi, associazioni e camere professionali sono accettabili "solo se utili a tutelare l'interesse pubblico" e devono essere rifiutati se sono basati "su pratiche discriminatorie".
Il Parlamento europeo ha anche accolto un emendamento dello stesso relatore, col quale riconosce il diritto di emanare regolamentazioni legate a peculiarità tradizionali, geografiche e demografiche, sottolineando che in ogni caso " si deve optare per le regole che limitano il meno possibile la concorrenza, ferma restandola necessità di portare avanti il processo di riforma" per il raggiungimento degli obbiettivi di Lisbona di crescita e sviluppo.
Infine gli Stati membri sono invitati a garantire accesso e mobilità nell'ambito dei servizi professionali e ad agevolare il passaggio dalla formazione universitaria e post-universitaria alle professioni.




