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RASSEGNA STAMPA 2006
C’è un esercito di 48mila precari
di Laura Zanoni (L'Arena, 1 novembre 2006)
Secondo le ultime rilevazioni Inps in Veneto sono 131mila, oltre un terzo nella nostra provincia. E gli atipici salgono dal 20 al 49%
L’eurodeputata Gottardi nella task force governativa per far fronte al problema
Cresce l’esercito dei lavoratori precari, di cui ora si occupa anche la Finanziaria: in Veneto, secondo le ultime rilevazioni Inps, sono in 131 mila e a Verona, in base a recenti stime, 48 mila.
Ma a preoccupare è soprattutto il trend del lavoro atipico che, se fino a due anni fa rappresentava il 20% del mercato totale, ora è arrivato a riguardare il 49% dei lavoratori. Lo ha precisato ieri Emilio Viafora, segretario regionale di Nidil (nuove identità di lavoro)-Cgil, in occasione della tavola rotonda svoltasi a Verona sulle «iniziative e proposte del Governo sul lavoro precario», organizzata nell’ambito della «settimana di lotta contro il precariato dei diritti».
È stata Rosa Rinaldi, sottosegretaria del ministero del Lavoro, ad annunciare che in Finanziaria si sono individuate le risorse per regolarizzare i rapporti all’interno dei call center, realtà in cui spesso il lavoro subordinato viene «mascherato da lavoro a progetto». Il Ministero ha deciso di partire proprio da questi luoghi per condurre ispezioni a tappeto e arrivare alla regolarizzazione di numerosi rapporti lavorativi. «L’obiettivo finale», ha detto il sottosegretario, «è il superamento della legge 30, per arrivare a ridurre all’essenziale le tipologie contrattuali: penso al contratto a tempo indeterminato come contratto normale e a quello a tempo determinato per i lavori stagionali. Ritengo che si potrebbe fare a meno del contratto a progetto, oppure ancorarlo strettamente a determinate professionalità». Il cosiddetto cuneo fiscale andrà a sua volta a incentivare le aziende che assumono lavoratori a tempo indeterminato.
L’europarlamentare
Tra i parlamentari intervenuti, Giampaolo Fogliardi della Margherita ha messo in rilievo l’incentivo stabilito in Finanziaria per le aziende che assumono personale femminile; Tiziana Valpiana di Rifondazione comunista ha sottolineato la necessità che «il contratto a tempo indeterminato torni a essere il perno del mondo del lavoro» e di «ribaltare la precarizzazione che ha invaso la società intera». I precari, infatti, non sono più solo giovani: sono numerosi i 35-40enni che non riescono a fare progetti di vita a causa della situazione lavorativa.
«Nessun lavoro senza diritti e tutele» è dunque il motto di Nidil che, come annunciato da Maurizio Framba che ne è responsabile provinciale, sta portando avanti una battaglia per l’erogazione di adeguate prestazioni previdenziali e assistenziali dell’Inps, l’approvazione di una legge per le nuove professioni, un sistema di welfare locale inclusivo che consenta l’accesso al credito e ai servizi pubblici, e la ridefinizione delle tipologie lavorative.




