Sito ufficiale di Donata Gottardi - Deputata al Parlamento Europeo - Gruppo PSE
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RASSEGNA STAMPA 2006
Intervista on. Gottardi
di Matteo Cavejari (L'Adige, 4 dicembre 2006)
Verona capitale europea della cultura nel 2019? "Possiamo farcela, ma bisogna partire già adesso lavorando in rete". Parte da qui la chiacchierata con Donata Gottardi, che dallo scorso maggio rappresenta la nostra città al Parlamento Europeo. La Gottardi, che fa parte della Commissione per i problemi economici di Strasburgo, è anche tra i "saggi" scelti da Prodi per stilare il manifesto del Partito Democratico. Con lei abbiamo parlato dunque di politica europea e nazionale, senza tralasciare le ormai prossime amministrative veronesi.
Da pochi giorni il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva "Bolkenstein" sulla liberalizzazione dei servizi. È quello che serviva?
Le liberalizzazioni nel lavoro e nei servizi sono uno dei temi centrali in agenda a Strasburgo. Si tratta di una strada obbligata per rendere l'economia europea più dinamica e competitiva. L'ex Bolkenstein va in questa direzione, anche se è stata modificata di molto rispetto alla sua formulazione originaria.
Qualcuno dice che è stata stravolta oltremisura...
Il problema è trovare un equilibrio tra liberalizzazione e tutela dei più deboli. Per questo si è scelto di procedere con cautela, lasciando da parte gli aspetti più controversi. Ad esempio è stata ribadita la libertà di lavoro all'interno della Ue, ma alle condizioni del Paese ospitante e non di quello d'origine. In altri settori, come quello turistico e in parte quello finanziario, c'è stata un'apertura del mercato più decisa.
In che misura la nuova direttiva riguarda Verona?
La nostra è una città di servizi e quindi la nuova normativa ci riguarda molto da vicino. In particolare gli amministratori locali sono chiamati ad aggiornarsi sui cambiamenti che riguardano ad esempio gli appalti pubblici. E poi non dimentichiamoci che sono in atto alcune liberalizzazioni a livello nazionale ed anche queste si faranno sentire nelle realtà locali.
Da tempo si parla di Verona come possibile capitale europea della cultura nel 2019. È un obiettivo realizzabile?
Ogni anno due città sono scelte come capitale europea della cultura. Per l'Italia la prima finestra libera è nel 2019. Verona ha tutte le carte in regola per farcela, ma dobbiamo stare attenti perché il tempo a disposizione per mettersi in corsa non è poi molto.
Cosa bisogna fare concretamente?
La decisione finale sulla capitale della cultura spetta all'Unione Europea. Tuttavia la Ue decide sulla base delle candidature presentate dai governi nazionali. Il primo passo è quindi quello di presentare a Roma in modo autorevole la proposta di Verona. Dunque è fondamentale cominciare già da ora a far rete, riunendo attorno ad un tavolo tutte le componenti cittadine. E qui sta il problema, perchè sappiamo che la nostra città ha molte difficoltà ad agire in rete.
Tra pochi mesi ci sono le amministrative. Quali possibilità vede per il centro sinistra?
È presto per dirlo perché la campagna elettorale parte solo adesso. Per ora ci sono segnali di vario tipo, ma credo che si possa puntare alla riconferma. Certo sarà fondamentale definire una strategia e un programma concreto, dicendo in modo chiaro quale rotta si intende seguire. Ad ogni modo mi sembra importante trovare nella coalizione un modo di procedere comune.
Intende dire che sarebbe opportuno fare la lista unica dell'Ulivo?
Si tratta di una questione tecnica. Bisogna cioè stabilire quale formula dà più possibilità di vincere in questo tipo di elezioni. Io non voglio entrare nel merito.
E il partito democratico? A che punto siete nella commissione di "saggi" nominata da Prodi?
L'obiettivo è quello di stilare entro metà gennaio un manifesto del partito democratico. La strada è ancora lunga, ma adesso stiamo facendo un primo passo concreto. Poi il manifesto sarà presentato e rielaborato dai partiti e da tutti coloro che nella società civile sono interessati al progetto del PD. La sensazione è che questa volta si voglia davvero uscire dagli schemi partitici per aprirsi a persone e temi più ampi.




