rassegna stampa donata gottardiRASSEGNA STAMPA 2007

Donne, a maggio tocca a noi

di Elisa Pasetto (L'Arena, 18 marzo 2007)
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«Una pari rappresentanza per una vera democrazia». Questo lo slogan e la missione del Forum politico delle donne di Verona, uno spazio di formazione e dibattito nato per formulare proposte per un pensiero politico trasversale, che ha riunito ieri alla Società letteraria i segretari provinciali di partito e le protagoniste veronesi della politica in rosa: le senatrici Tiziana Valpiana e Cinzia Bonfrisco, la parlamentare europea Donata Gottardi, l’assessore comunale Stefania Sartori e l’assessore provinciale Maria Luisa Tezza, con il coordinamento di Elda Baggio, delegata del rettore alle Pari Opportunità.
Un appuntamento che assume un forte valore strategico in vista delle elezioni amministrative del 27 e 28 maggio e alla luce dei poco confortanti dati sulla attuale rappresentanza femminile nelle istituzioni veronesi: 8 consiglieri donne su 46 e 3 assessori su 14 per il Comune, 2 consiglieri donne su 36 e 2 assessori su 12 per la Provincia; solo 7 sindaci donne su 98 nel territorio provinciale.
«È necessario eliminare i monopoli di potere per rivitalizzare la democrazia e per poter arrivare alla reale condivisione del potere politico», ha affermato in apertura Paola Piva, portavoce del Forum, nato come prosecuzione dei corsi su «Donne, Politica e Istituzioni» realizzati dall’Università di Verona su iniziativa del Ministero per le Pari Opportunità.
Questo il senso della petizione promossa dal Forum e rivolta a tutti i partiti per richiedere la pari rappresentanza nelle liste elettorali. «I segretari dei partiti sono uomini e al loro interno manca un ruolo riconosciuto per la componente femminile», ha spiegato Stefania Sartori. «Non resta quindi che rivolgerci ai partiti stessi e chiedere loro un patto, affinché dialoghino in maniera fattiva con le donne».
I dati parlano chiaro: secondo l’Istat solo l’1,8% delle italiane sopra i 14 anni milita nei partiti. E in effetti questi, secondo un’analisi svolta proprio dal Forum politico delle donne di Verona, in tema di pari opportunità rappresentano un panorama disomogeneo: partendo da chi, come i Verdi, stabilisce una quota rosa del 50% sia negli organi interni che nelle liste elettorali, per arrivare a chi, come Lega Nord e Forza Italia, non prevede nello statuto alcun riferimento alla questione femminile.
«La scarsa presenza delle donne nelle istituzioni (in Italia le donne rappresentano il 14% degli eletti al Senato e il 17% alla Camera, ndr) non fa che riflettere la scarsa qualità della vita delle donne italiane», ha spiegato la senatrice Cinzia Bonfrisco, «dovuta agli scarsi servizi pubblici che permetterebbero la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ne è la prova il fatto che Paesi del nord Europa che come noi hanno allargato il diritto di voto alle donne negli anni Quaranta, sono oggi molto più all’avanguardia».
Ma la soluzione esiste e la convinzione delle dirette interessate è che parta dai numeri. «Finché non si raggiunge una soglia minima a livello di presenze in un’assemblea», ha continuato Piva, «non si ha diritto ad avanzare richieste».
«Spero che tante donne partecipino alle prossime elezioni», si è augurata la Bonfrisco, «per poter cominciare a imporre un punto di vista di genere». Lo scopo? Umanizzare i tempi della politica, così inconciliabili con il ruolo di una donna moglie e madre. L’appuntamento, quindi, è alla prossima tornata elettorale. Possibilmente, ha concluso l’onorevole Valpiana, «con una legge nuova, che preveda la doppia preferenza e una quota per la componente femminile nelle liste che arrivi al 50 per cento. Insomma, una legge davvero paritaria».