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RASSEGNA STAMPA 2007
«Caro Zanotto, il tuo vice sia donna»
Donata Gottardi: «Non sempre il nostro impegno ottiene il giusto riconoscimento»
di Anna Zegarelli (L'Arena, 25 marzo 2007)

Le donne di centrosinistra vogliono, nel caso di vittoria elettorale di Zanotto, che sia una di loro a ricoprire il ruolo di vicesindaco. Non solo, chiedono che la nuova giunta sia composta da una quota femminile non inferiore al 40 per cento.
Si è parlato di questo e di molto altro nell’incontro che s’è tenuto ad Avesa nella sede di Vivi in Europa, l’ufficio veronese della parlamentare europea Donata Gottardi. Con lei c’erano, fra le (molte) altre, l’assessore comunale Stefania Sartori e Chiara Stella dell’Associazione per il Partito democratico. Il manifesto espresso dalle donne di centrosinistra per la prossima amministrazione si fa dunque realtà. Ad Avesa il mondo femminile dei partiti, delle associazioni, dei sindacati e del mondo della cooperazione si è riunito per discutere e concretizzare quella che nei Paesi più avanzati è considerata «una democrazia compiuta e partecipata». Che tradotto significa che le donne sono una risorsa politica, culturale e sociale.
Donata Gottardi ha evidenziato il concetto - l’impegno delle donne a 360 gradi in tutti i campi non sempre riconosciuto - ai segretari provinciali dei partiti della coalizione. E c’erano quasi tutti, e chi non ha potuto partecipare ha inviato un delegato. Per i Ds era presente Ottavio Contolini al posto di Franco Bonfante, per lo Sdi Mauro De Robertis, per Italia dei Valori Antonio Borghesi, per la Liga Fronte Veneto Vittorio De Rossi ha sostituito Fabrizio Comencini, per la Margherita al posto di Alfredo Forlin c’era Luisa Caregaro, per l’Udeur Angiolina Boldo, infine per Rifondazione comunista Renato Peretti.
«Le donne hanno molto da proporre in tema di sanità, istruzione, immigrazione», ha detto Gottardi, «hanno energie da investire e competenze da spendere. Le donne di centrosinistra pensano ai cittadini e alle cittadine come a soggetti esperti in quanto protagonisti e fruitori dei beni della città e proprio per questo indispensabili attori delle scelte politiche. Le donne pensano al bene della loro città fatta di quartieri dove si svolgono vite reali e specifiche; sanno che il benessere di una città si misura sulla qualità e quantità di servizi alle persone, sulla qualità ambientale e sulle offerte culturali. Verona deve fare propri gli strumenti partecipativi sui temi di grande impatto sociale e ambientale».




