rassegna stampa donata gottardiRASSEGNA STAMPA 2008

L'Europa contro Venezia: Affi Pai così non va

di Annamaria Schiano  (l'Arena, 1 febbraio 2008)
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La Commissione europea ha risposto all’interrogazione sulla Affi-Pai presentata a fine novembre dall’europarlamentare del Partito democratico, Donata Gottardi.
Dimas, commissario europeo all’ambiente afferma: «Il progetto rientra nel campo di applicazione della direttiva 85/337/Cee, concernente la valutazione di impatto ambientale (Via). La costruzione di autostrade e vie di rapida comunicazione, devono essere obbligatoriamente sottoposti a Via prima che sia dato il nulla osta alla realizzazione. La Regione Veneto è inoltre tenuta a proteggere e tutelare i siti d’interesse comunitario (Sic) esistenti sul suo territorio a norma della direttiva 92/43/Cee del Consiglio, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche».
«Ciò significa» spiega Gottardi, «che la Regione deve tutelare le sue aree Sic e poiché la Affi-Pai passerebbe interamente in una zona coperta da Sic, questo impedisce di costruirvi in mezzo una strada. Il commissario dice inoltre che l’opera è soggetta a valutazione di impatto ambientale, eseguita dall’autorità pubblica e non invece come dice la Regione dal proponente del progetto».
«Questo è un ulteriore tassello», prosegue l’europarlamentare, «per l’opposizione allo sventramento della montagna, per cui si sono mobilitati sindaci, comitato e popolazione. È la seconda buona risposta che ricevo alle interrogazioni in materia ambientale che ho presentato: la prima sull’impianto di calcestruzzo tra Caprino e Rivoli e questa seconda sulla Affi-Pai».
Nell’interrogazione, Donata Gottardi, aveva sottoposto al giudizio della Commissione europea «la progettazione e costruzione di un sistema di collegamento viario a pedaggio tra l’autosttrada A 22 e la Sr 249 (Gardesana orientale) e la SR 450 (superstrada Castelnuovo-Affi)».
Aveva sottolineato: «Si vuole attirare l’attenzione sulla presenza di numerosi Sic nell’area su cui dovrebbe sorgere questo collegamento viario, che coinvolge 9 comuni». I Sic sono nei territori di Bardolino, Caprino, Castelnuovo, Cavaion, Costermano, Lazise, San Zeno di Montagna, Torri.
«Non ritiene la Commissione», conclude l’interrogazione, «che la Giunta della Regione Veneto debba necessariamente predisporre, per la progettazione e costruzione di tale collegamento viario, una valutazione di impatto ambientale secondo le direttive Cee? Non reputa la Commissione che la Regione Veneto debba garantire la protezione e la sopravvivenza dei Sic esistenti nella provincia di Verona, che verrebbero inevitabilmente danneggiati dalla costruzione di questo collegamento viario?».
Domande cui la commissione europea ha risposto affermativamente: la Regione deve attivare una valutazione di impatto ambientale di matrice istituzionale e deve tutelare i siti di interesse comunitario presenti sul suo territorio.
Con questo documento europeo, quindi, si chiude il panorama delle interrogazioni regionali, provinciali e comunali, inoltrate ormai da numerose forze politiche per osteggiare il progetto di finanza messo in campo dall’assessore regionale alla mobilità.