rassegna stampa donata gottardiRASSEGNA STAMPA 2008

Obiettivo lavoro per il Forum delle donne

di Ilaria Noro (l'Arena, 2 marzo 2008)
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«L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro», recita il primo articolo della Costituzione. Ma molte persone sono, loro malgrado, escluse dal mondo del lavoro. Gran parte di queste sono donne, per lo più dai 33 ai 45 anni.
«Solo il 17 per cento delle donne dai 33 ai 45 anni lavora. Come cita la carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, per un effettivo servizio dei diritti della persona ne occorre la piena accessibilità ai servizi e alle opportunità offerte dal mercato del lavoro. Quella italiana in questo settore è un’anomalia. In Europa siamo il fanalino di coda, dopo di noi solo Malta. Un’emergenza democratica», spiega Paola Piva, portavoce del Forum Politico delle donne, che ieri si è riunito alla Società Letteraria. E ha lanciato un nuovo obiettivo. Dopo la richiesta, lo scorso anno, di piena attuazione della rappresentanza democratica, con un 50-50 nelle liste elettorali, l’attenzione è ora puntata su un’efficace politica sociale, in grado di garantire i diritti, compreso quello al lavoro, e «quindi di produrre sicurezza e sviluppo del territorio».
Alla riunione del Forum, «spazio di formazione, informazione e dibattito trasversale costituitosi nel gennaio 2007», come recita lo statuto, hanno partecipato molte donne, qualche uomo, e molte esponenti dei partiti. Dalle senatrici Cinzia Bonfrisco, Forza Italia, Donata Gottardi, Pd, Tiziana Valpiana, Rifondazione comunista, a esponenti della politica locale, da Lucia Cametti all’ex assessore Stefania Sartori. Il prossimo appuntamento con il Forum politico delle donne è fissato per il 10 maggio con il convegno «Bilancio di genere» organizzato in collaborazione con la Provincia, lo Spi Cgil e altre associazioni. «Il Bilancio di genere è lo strumento attraverso il quale l’erogazione dei fondi pubblici assume una modalità trasparente, calcolando i destinatari effettivi che beneficeranno degli interventi realizzati. È un calcolo effettuato in altre città, vorremmo fosse introdotto anche a Verona», dice Piva.