rassegna stampa donata gottardiRASSEGNA STAMPA 2008

Pietro Ichino: flessibilità ma in sicurezza

di Giancarlo Beltrame (l'Arena, 7 marzo 2008)
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La scommessa di Pietro Ichino, il noto giuslavorista e opinionista arruolato da Veltroni per questa campagna elettorale, è la stessa del Pd: riuscire a far dialogare, nell’interesse del Paese, le componenti sociali più avanzate su alcuni punti cardine di uno temi più scottanti, il lavoro, per arrivare a una sintesi adeguata ai tempi e alle altre realtà europee. Ichino ne ha parlato ieri nella sala Ater di piazza Pozza nel corso del convegno «Dal mondo del lavoro all’universo dei lavori», organizzato dal circolo Piero Gobetti dell’associazione Libertàeguale e da ViVi in Europa, il laboratorio politico dell’europarlamentare Donata Gottardi, assieme alla responsabile nazionale Lavoro del Pd Alessia Mosca, la stessa Gottardi e Patrizio Del Prete.
La formula magica - e sarebbe veramente tale se andasse in porto in un Paese come l’Italia dove il mondo del lavoro è pieno di «furbi», poco produttivi sul versante dei dipendenti, soprattutto pubblici, e con scarso senso della responsabilità sociale dell’impresa sull’altro versante degli imprenditori - si chiama «Flex Security», e dovrebbe coniugare la «flessibilità» richiesta dalle aziende e la «sicurezza» reclamata dai lavoratori, oguno dei quali dovrebbe cedere qualcosa di proprio e concedere qualcosa d’altro alla controparte.
«Abbiamo un mercato del lavoro che esclude il 10% di una potenziale forza lavoro, fatto nella quasi totalità di donne, e che vede precarizzati, o quantomeno esclusi dai diritti garantiti agli altri, circa la metà dei lavoratori, soprattutto i giovani. Il primo è uno spreco che non ci possiamo permettere», sottolinea Ichino, «e dobbiamo programmare un’azione incisiva ed efficace per aumentare il tasso di occupazione femminile al livello che ci indica l’Unione europea, sia attraverso la fornitura dei servizi, sia con la leva fiscale, e questo è un punto in cui il nostro programma diverge significativamente dal Pdl, che con il coefficiente familiare penalizza il secondo reddito. Poi nelle amministrazione servono la trasparenza totale sugli obiettivi dati a tutti e la cultura della misurazione e valutazione, necessarie per distinguere le strutture che funzionano da quelle che non funzionano. Mi è stato attribuito il termine di “fannulloni” o di “nullafacenti”, io preferisco invece parlare di “non efficienti”. Infine, c’è da rivedere, senza alzate di scudi o reazioni isteriche, l’articolo 18, limitandolo ai licenziamenti per motivi disciplinari o discriminatori. Gli imprenditori dovrebbero rinunciare all’abuso del lavoro precario, impegnandosi a fare contratti a tempo indeterminato dopo sei mesi o un anno di prova, avendo in cambio più flessibilità per raguioni puramente economiche».