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RASSEGNA STAMPA 2008
Comunicati stampa - Pestaggio a Verona
Venezia, 6 maggio 2008

BONFANTE (PD): “TOSI OGGI PARLA DI PENE DURISSIME: MA L’11 SETTEMBRE 2005…”
“Esistono un luogo e una data che il sindaco di Verona, Flavio Tosi, cerca forse di rimuovere dalla propria memoria: carcere di Montorio, 11 settembre 2005”.
All’indomani della morte di Nicola Tommasoli, il consigliere regionale del Partito Democratico, Franco Bonfante, torna su un episodio del recente passato: “In quel luogo – ricorda l’esponente veronese - e in quel giorno, Tosi, allora assessore regionale, assieme al parlamentare leghista Federico Bricolo e all’esponente veronese della Fiamma Tricolore, Andrea Miglioranzi, si recarono a far visita a cinque giovani di estrema destra.
I cinque erano detenuti da due mesi, in attesa di giudizio per aver partecipato nel luglio 2005, assieme ad altre 25 persone, al pestaggio e all’accoltellamento, per futili motivi e con lesioni gravi, di due giovani. Il giudizio per loro arrivò e si concluse con il patteggiamento e la condanna”.
Questo il fatto. “Ma in quell’11 settembre di tre anni fa – prosegue Bonfante - al termine di quella visita, Tosi, lo stesso Tosi che oggi chiede pene esemplari per i carnefici di Nicola Tommasoli, usò parole molto più morbide di fronte agli autori di quell’atto.
Un atto che solo per pura casualità non si trasformò in tragedia ma che oggi ha il sapore di un’angosciante anticipazione di quanto è accaduto pochi giorni fa.
‘Ritengo – disse testualmente Tosi alla stampa – che per il tipo di reato due mesi di carcere siano eccessivi’. E ancora: ‘I cinque indagati stanno ricevendo un trattamento troppo severo da parte della magistratura veronese’.
“Parole – dice il consigliere regionale del PD - mirate a minimizzare il fatto, a difendere i colpevoli e, non da ultimo, ad interferire e rendere più docile la magistratura.
Parole che, nei fatti, sono risuonate nelle menti di giovani fragili ed idioti, come il miglior lasciapassare per compiere nei mesi successivi a Verona ogni tipo di scorribande e violenze, fino al massacro di Nicola Tommasoli.
Quale autorevolezza possono avere oggi le parole di Doctor Jakyll & Mister Hide - Tosi, fino a ieri così tollerante e garantista nei confronti di violenti neofascisti?”
E Bonfante conclude: “Almeno per una volta Tosi ammetta di aver commesso un errore: dica che ha sbagliato nel pronunciare quelle parole in quell’11 settembre di tre anni fa.
Da questa ammissione di colpa, credo sarà possibile ripartire tutti assieme per restituire a Verona più sicurezza.
E la smetta, in queste ore drammatiche, di difendere esclusivamente la propria immagine: lavori piuttosto per cancellare l’immagine di Verona come violenta e intollerante, terribile marchio che questa città non merita davvero”.
COMUNICATO STAMPA
Il Pd Veronese esprime la più ferma condanna verso i ripetuti atti di aggressione che si sono verificati nella città di Verona negli ultimi mesi ad opera di bande neofasciste composte da giovani veronesi e in particolare per il grave atto avvenuto la sera del 1 maggio.
Oggi apprendiamo, con soddisfazione, che uno dei responsabili è stato assicurato alla giustizia.
Ringraziamo le forze dell’ordine e gli inquirenti che, ancora una volta, con estrema professionalità hanno saputo cogliere le indicazioni che facevano presupporre una chiara matrice del gesto.
I fatti hanno quindi, purtroppo, dimostrato che non si trattava di episodi sporadici e casuali bensì inseriti in un filone ben delineato.
Tali atti si erano sempre rivolti nei confronti dei cosiddetti “diversi” che si sono nel tempo delineati come immigrati, meridionali e in generale a tutti quelli che rovinavano “l‘immagine di Verona”.
Esprimiamo la più seria preoccupazione per il diffondersi e il consolidarsi dell’uso della violenza gratuita da parte gruppi di giovani neofascisti che scorazzano, con un prepotente senso di impunità, nel centro storico di Verona.
Vogliamo però affermare, come già detto negli ultimi mesi, che questo senso di impunità non è estraneo ad alcuni atteggiamenti assunti dall’amministrazione cittadina, e dal sindaco Tosi in particolare, nei confronti di questi gruppi estremistici. La partecipazione alla marcia del 15 Dicembre ne è stata solo un segnale visibile. In quell’occasione avevamo chiesto al sindaco un segnale politico chiaro di distanza da questi gruppi, segnale che stiamo ancora attendendo. Inoltre le ultime dichiarazioni che tendono a considerare il fatto avvenuto il 1 maggio come un evento straordinario sono platealmente smentite dai risultati delle odierne indagini. Ci aspettiamo dal sindaco Tosi che la prontezza nella difesa della legalità e della vita, da lui manifestata in altre occasioni, venga espressa anche in questa drammatica situazione.
Siamo convinti che l’individualismo imperante e l’analfabetismo emotivo di certi giovani, peraltro già denunciati dalle massime autorità politiche e religiose, rischino di portare ad una società sterile sul piano dei valori umani e sociali. E’ invece su questi valori che deve ripartire una proposta politica condivisa. Richiamiamo quindi tutte le forze politiche veronesi a schierarsi in maniera cristallina sul tema in modo che Verona non sia riconducibile a queste efferatezze.
Ci aspettiamo che oggi questo messaggio arrivi forte e chiaro.
E’ quello che crediamo sia umano chiedere di fronte al dolore di una famiglia che vede un figlio in fin di vita in una vicenda scatenata da una così futile motivazione. Alla famiglia di Nicola va tutta la nostra solidarietà in questo delicato momento.
La città e la provincia di Verona, i cui cittadini da sempre esprimono una radicata tradizione e una profonda cultura di solidarietà, non vogliono più essere confuse o, peggio, identificate con queste bande, i cui componenti vanno in primo luogo assicurati alla giustizia e recuperati per un futuro, sano, reinserimento sociale.
Non possiamo pertanto che auspicare anche una profonda riflessione delle istituzioni che porti ad un potenziamento degli investimenti nel settore dei servizi sociali anche per un più efficace mantenimento della sicurezza pubblica.




