rassegna stampa donata gottardiRASSEGNA STAMPA 2008

Per le pari opportunità la strada è in salita

di Elena Cardinali (l'Arena, 08 maggio 2008)
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La discriminazione è un male insidioso, dilagante, dagli effetti talvolta devastanti per chi la subisce, ma di cui si parla poco. E non riguarda solo le donne, ma anche le persone straniere, quelle portatrici di invalidità o le persone che hanno determinati orientamenti sessuali. Proprio per denunciare e intervenire in casi di discriminazione è nata la figura del consigliere di parità, con sede in Provincia. Per Verona è la dottoressa Maria Luisa Perini, la quale è una delle promotrici del ciclo seminariale sul diritto seminariale, tra teoria e prassi applicativa, che si tiene alla facoltà di Giurisprudenza, Dipartimento di studi giuridici e Scuola di specializzazione per le professioni legali.
Il prossimo incontro è fissato per domani, 9 maggio, dalle 10 alle 13 e avrà come tema Divieti di discriminazioni di genere nella giurisprudenza nazionale, l’onere della prova, la costituzione della parte civile, e avrà come relatori l’avvocato Marina Capponi, consigliera regionale di parità della Regione Toscana, Franca Guarriello, ordinaria di diritto del lavoro all’università di Pescara e consigliera nazionale di parità, Claudia Onniboni, ricercatrice di diritto processuale civile all’università di Verona. Le conclusioni saranno dell’onorevole Donata Gottardi, parlamentare europea e ordinario di diritto del lavoro all’università di Verona. I prossimi incontri sono fissati il 30 maggio con Orientamento sessuale e identità di genere, la tutela amministrativa, e il 10 giugno, con il convegno di chiusura su Discriminazioni vigilate, discriminazioni e servizi ispettivi nel quadro della normativa in materia di pari opportunità.
«La discriminazione non è una fattispecie ben definita», spiega Maria Luisa Perini, «ma i suoi effetti sono tangibili. Un classico esempio è quella della donna che prende il congedo per maternità e che, una volta rientrata sul luogo di lavoro, viene discriminata con un demansionamento del suo ruolo oppure negandole la flessibilità dell’orario. Ma viene discriminato anche chi, per i suoi orientamenti sessuali, viene emarginato o gli vengono negate opportunità lavorative oppure chi, portatore di handicap, non viene messo nelle condizioni di poter lavorare come i colleghi normodotati».
Un altro problema diffuso quanto sommerso è quello delle molestie sessuali. «Spesso chi è vittima cerca di andarsene dal luogo di lavoro piuttosto che denunciare, oppura maschera il suo disagio che finisce per sfociare in situazioni di grave sofferenza», spiega la consigliera di parità. «Ma la cosa peggiore è che nella mentalità comune la molestia fatta alla donna non trova detrattori. Su questo argomento c’è ancora molta strada da fare. Troppe persone sono convinte che la molestia fatta a una donna non sia un’azione censurabile». A questo proposito la dottoressa Perini porta, come esempio, la risposta che diede il responsabile di un’azienda in merito a un proprio professionista denunciato da una collega per ripetute molestie:«Ma in fondo cos’ha fatto Tal dei tali? Non ha mica rubato...» perchè evidentemente, precisa Maria Luisa Perini, « per molti la molestia non viene assimilata a un reato».